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Tori&Orsi di Lombardia
H Farm approda in Borsa (tra luci e ombre). Tori&Orsi

Alessandro Pedrini per Affari Italiani Milano

PILLOLA DI BORSA
L’acceleratore di start up “H-FARM” Spa è sbarcato in Borsa (Tiker: Farm)  all’AIM Italia il 13 novembre 2015 ad un prezzo di 1 euro per azione. E’ la ventiseiesima matricola dell’anno. Nell’operazione di “IPO” la società ha raccolto oltre 20 milioni di euro tramite il collocamento di 20,2 milioni di azioni con un aumento di capitale riservato a investitori qualificati italiani ed esteri tra i quali: Massimo Vian (AD Luxottica), Antonio Percassi e fondi come Mediolanum, Kairos, Azimut e Pioneer. Il flottante sul mercato è pari al 19% del capitale sociale. Nelle prime due settimane di quotazione il titolo si è mantenuto grossomodo sul valore di collocamento.

PER SAPERNE DI PIÙ
H-Farm è il venture incubator veneto fondato nel 2005 da Roberto Donadon a Roncade nel trevigiano. Nata all’interno di una storica tenuta agricola, la società si contraddistingue nel panorama internazionale per essersi focalizzata nell’ultimo periodo su tre aree di business complementari (le c.d. business unit):

Investments: la business unit storica ha come obiettivo quello di dar vita a nuove imprese attraverso attività di incubazione e accelerazione, sia in house, che corporate e sostenere lo sviluppo di start up con l’acquisizione di partecipazioni strategiche;

Industry: offrire servizi e strategie alle aziende che intendono intraprendere un percorso di innovazione digitale;

Education: fornire alta formazione in ambito digitale a studenti e managers attraverso la propria “Digital Transformation School”. Strutturata come un campus di tipo anglosassone, H-FARM è al terzo posto nella classifica mondiale 2015 degli incubatori associati ad una università.

In circa 10 anni di attività H-FARM ha acquisito, principalmente nel contesto della propria attività di incubatore certificato, partecipazioni in start up seed & early stage nel settore del digital media effettuando investimenti complessivi per circa 17 milioni di euro in 71 start up.

LA SVOLTA NELLA STRATEGIA: INTERNAZIONALIZZAZIONE, SERVIZI E FORMAZIONE
Dieci anni di attività con solamente 4 exit (H-care, H-art, H-umus e Log607) hanno portato il management a rivoluzionare la strategia. Partito come venture incubator, H-Farm sta cambiando pelle per diventare a tutti gli effetti una società di alta specializzazione nella consulenza digitale. Ne è prova l’acquisizione a giugno 2015 di NuvÒ, eccellenza italiana nella Digital Transformation, oltre che di altre società del settore.

La nuova stretegia si basa, sostanzialmente su tre direttrici:

Internazionalizzare il portafoglio di partecipazioni arrivando almeno ad una quota del 50%. A guidare questa fase è arrivato Roberto Bonanzigna, già partner del big fund Balderton Capital.

Sviluppare ulteriormente la business unit “Industry” grazie, soprattutto, all’acquisizione di NuvÒ, società specializzata nella trasforazione digitale e guidata da Cristina Mollis. Un mercato vastissimo e che va in concorrenza alle aziende big della consulenza grazie ad un know-how e ad una organizzazione di primissimo livello. Questo business ha dimostrato numeri interessanti ed è al momento quello che incide maggiormente in termini di fatturato.

Crescere nel settore ”Education”. Ai vertici  è arrivato il rettore di “Ca’ Foscari” Carraro per trasformare il centro di Roncade in un vero e proprio campus internazionale.

DAI SOCI 10 MILIONI DI EURO PER LE ACQUISIZIONI
Le ultime acquisizioni, necessarie per sostenere il cambio di strategia, sono state finanziate grazie all’emissione di un prestito obbligazionario convertibile riservato ai soci che han messo mano al portafoglio per poco più di 10 milioni di euro nel corso dell’anno.

INVESTIMENTO SU MANAGER DI SPESSORE E STOCK OPTION
Con l’arrivo di Paolo Cuniberti, Roberto Bonanzinga, Cristina Mollis e Carlo Carraro al fianco di Riccardo Donadon, Maurizio Rossi, Timothy Sean O’Connell, Tomas Barazza e Luca Valerio, H-FARM ha completato un management team di primissimo livello e certificato track record.  La società ha predisposto un importante piano di stock option finalizzato a motivare il management dedicato al raggiungimento degli obiettivi di crescita.

IL CDA: DONADON PRESIDENTE E CEO
Presidente, Amministratore Delegato e anima di H-Farm è Riccardo Donadon. Già in Benetton, ha fondato nel ‘98 la internet company di successo E-Tree poi ceduta nel 2001. Ad affiancare Donandon come Vice Presidente e A.D. c’è Maurizio Rossi, co-fondatore della società ed esperto di start up. Paolo Cuniberti ricopre anche lui il ruolo di Vice Presidente e A.D. Vanta un passato importante ai vertici di JP Morgan e Mediobanca. Gli altri membri del CdA sono Stefania Baruffato, in rappresentanza della famiglia Rosso, Leonardo Buzzavo, Carlo Ferraresi e Giuseppe Miroglio, Presidente del Gruppo omonimo.

TRA GLI AZIONISTI RILEVANTI RENZO ROSSO E GIUSEPPE MIROGLIO
Gli azionisti rilevanti di “H-FARM” con quote superiori al 5% sono: Riccardo Donadon e la RedCircle Investments (famiglia Rosso) con l’11,4% a testa. Nicola e Marco Giol con il 6,2%. Giuseppe Miroglio l’8,7%, Maurizio Rossi il 5,47% e altri azionisti con vincolo di lookup il 37,7%. Il flottante è pari al 19%.

FATTURATO 2014 PARI A 3,5 MILIONI DI EURO (17 MILIONI PRO FORMA) E PERDITE PER 600MILA EURO
Il Gruppo ha chiuso l’esercizio 2014 con un fatturato consolidato di circa 3,5 milioni di euro e costi della produzione per 5,4 milioni. H Farm ha realizzato plusvalenze da alienazioni per 1,9 milioni di euro e minusvalenze per quasi 500mila euro. La perdita di esercizio si è mantenuta intorno ai 600mila euro.
Con l’acquisizione nel 2015 di NuvÒ, Digital Accademia, Life Interaction, Yellow Chip, Grow the Planet e Shado è stato possibile redigere un bilancio pro-forma 2014 che segna ricavi per 17,7 milioni, margini EBITDA ed EBIT ancora negativi e una perdita consolidata pro-forma di quasi 700mila euro.

SEMESTRALE 2015. RICAVI PRO-FORMA A 11,2 MILIONI E PERDITE PER 1,6 MILIONI DI EURO
I dati del semestre 2015 pro-forma (avendo fatto le acquisizioni a metà anno) mostrano ricavi per circa 11,2 milioni di euro, costi per 11,9 milioni e perdite per 1,6 milioni di euro.

LUCI ED OMBRE
Il 2015 è stato l’anno della svolta per H Farm che ha visto un deciso cambio di rotta nella strategia, tramite importanti operazioni di M&A che portano in dote fatturato, know-how ma anche costi significativi per le acquisizioni (pagati da un prestito obbligazionario dei soci). Le numerose start up in portafoglio, frutto di dieci anni di attività, restano un’incognita, soprattutto alla luce dei risultati: appena 4 exit. La quotazione all’AIM di novembre è stata un passo importante per raccogliere capitali freschi e continuare la rivoluzione copernicana in atto. E’ chiaro ormai che l’attività di incubatore sarà sempre di più marginale, per puntare a business più redditizi: consulenza digitale (in primis) ed education. Settori però molto competitivi e difficili. Un grosso lavoro che il management deve fare è quello dell’ottimizzazione dei costi, cercando di creare sinergie tra le varie new entry per aumentare i margini, ad oggi negativi. I manager validi ci sono, ma il cammino non è sicuramente dei più semplici.

torieorsidilombardia@gmail.com
@finanza_mercati

 

 

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