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Tori&Orsi di Lombardia
Imprese: continua il "ratto" delle aziende lombarde. Tori&Orsi

Alessandro Pedrini per Affaritaliani.it - Milano

La bergamasca Italcementi pochi giorni fa è solo l’ultimo  ghiotto piatto del “Menu Italia” finito in pasto agli stranieri. Pezzo per pezzo, industria per industria, pian piano, le eccellenze italiane (e lombarde) nate sulle ceneri delle guerre, diventate grandi nel mondo, stanno passando di mano. Multinazionali estere e fondi di investimento a man bassa comprano a prezzi di outlet le imprese storiche che ci hanno portato a far parte del G8.

Già a fine 2013 un dettagliato rapporto di “Eurispes” e “UIL-PA” aveva lanciato l’allarme, denunciando la svendita di marchi italiani di prestigio. Dall’inizio della crisi economica nel 2008 sono centinaia i passaggi di proprietà dall’Italia all’estero con un trend in forte crescita sottolineato dall’ultimo rapporto M&A di “KPMG”.

La situazione a livello generale appare preoccupante. Infatti, se negli anni i protagonisti degli acquisti in Italia sono stati Francia, Stati Uniti, Germania, Regno Unito, in tempi recenti sono in crescita le operazioni di acquisizione da parte di paesi non occidentali e con culture fortemente diverse dalla nostra, come India, Cina, Giappone, Corea, Qatar, Turchia e Thailandia con tutte le conseguenze anche di tipo culturale e occupazionale.

Ciò che è rimasto del patrimonio industriale storico italiano da Finmeccanica a Eni ed Enel è a partecipazione pubblica, ma le privatizzazioni previste dal governo potrebbero nel tempo far finire anche queste nella mani dei conquistatori. E’ infatti andata così con Telecom Italia (altro asset nazionale strategico) fagocitata e comandata dal finanziere d’Oltralpe Bollorè.

Di seguito alcune delle più importanti aziende lombarde vendute all’estero.

MODA
Gianfranco Ferrè: il legnanese Ferrè crea il marchio che porta il suo nome nel 1982 a Milano. Ora è di proprietà del Gruppo Paris di Dubai.

Valentino: la maison milanese è stata presa a luglio 2012 dal Fondo del Qatar Mayhoola for Investments per 700 milioni di euro.

Krizia: la casa  di moda della bergamasca Mariuccia Mandelli e uno dei marchi più conosciuti nel Mondo parla ora cinese essendo di proprietà della Marisfrolg Fashion Co.

Pomellato e Dodo: fondata a Milano da Pino Rabolini nel 1967 è una delle aziende orafe più blasonate al Mondo. La prima azienda che ha lanciato il concetto dei gioielli pret-a-porter è ora francese del Gruppo Kering di Francois Pinault. Con lei è passato di mano anche il marchio Dodo.

La Rinascente: l’azienda milanese di Grandi Magazzini per eccellenza, creata nel 1865, parte della storia d’Italia, è dal 2011 nelle mani della Thailandese Central Group of Companies.

AGROALIMENTARE
Rigamonti: il salumificio noto per la Bresaola IGP valtellinese, è stata ceduta ai brasiliani di JBS a marzo 2011.

Levissima: l’acqua più venduta in Italia con produzione in Alta Valtellina nel Parco Nazionale dello Stelvio è ora nelle mani del colosso svizzero Nestlè.

San Pellegrino: l’acqua minerale italiana presente sui tavoli di tutto il mondo dal 2012 è nelle mani del gruppo Nestlè. Stessa fine per Panna, Recoaro, Pejo, San Bernardo, la Claudia.

Invernizzi: l’azienda casearia di Melzo fondata nel 1908 da Giovanni Invernizzi è stata presa dal gruppo Kraft nel 1985 che l’ha rivenduta ai francesi di Lactalis nel 2003.

Locatelli: l’azienda del Gongorzola di Ballabio in Valsassina sopra Lecco, quella che “fa le cose per bene”, nata nel lontano 1860 è stata acquisita pure lei dai cugini d’Oltralpe di Lactalis nel 2008.

Cademartori (pero!): Nel 1882 Eugenio Cademartori apre la sua prima caseria a Introbio in Valsassina. Il figlio Guido lancia sul mercato nel 1923 il Taleggio DOP e il Quartirolo. Finirà nelle mani francesi di Lactalis nei primi anni 2000 insieme a Galbani, Invernizzi e Locatelli.

Motta e Alemagna: l’azienda di gelati e dolci, fondata da Angelo Motta subito dopo la fine della Prima Guerra Mondiale nel 1919 e tra le più famose al Mondo viene ceduta dall’IRI di Romano Prodi (insieme all’altra milanese Alemagna) alla Nestlè nel 1993.

Sperlari: Nel 1982 la Pernigotti cede la cremasca Sperlari alla multinazionale statunitense Heinz, che nel 1993 la cede a sua volta alla Hershey Foods Corporation. Attualmente è controllata dall’olandese Leaf International BV, azienda leader del mercato delle caramelle.

Stock Spa: Nel 1995 la Stock, storica azienda triestina di liquori e distillati nata nel 1884, ma con sede principale  Milano è diventa di proprietà della tedesca Eckes AG, società leader in Germania nella produzione e distribuzione di alcolici e succhi di frutta. Successivamente, nel 2008 la società tedesca cede la Stock al fondo di investimento statunitense Oaktree Capital Management, che comunica nel 2012 la chiusura dello storico stabilimento triestino dell’azienda per trasferire la produzione nella Repubblica Ceca.

Birra Peroni: Nel 2003 la Birra Peroni, nata a Vigevano nel 1846, comprendente i marchi Peroni e Nastro Azzurro, entra a far parte del colosso sudafricano SABMiller plc, tra i più grandi produttori di birra al mondo con oltre 200 marchi e circa 70.000 dipendenti in 75 paesi.

Fattorie Scaldasole: nel 2005 la lombarda Scaldasole, azienda simbolo della cultura biologica in Italia, in mani straniere già dal 1995 quando viene acquistata dalla statunitense Heinz attraverso la sua controllata Plasmon che viene poi comprata dal Gruppo francese Andros.

Star: nel 2006 la Star, azienda alimentare brianzola fondata nel 1948 specializzata nella produzione di ragù e brodi e proprietaria di diversi marchi come Pummarò, Sogni d’oro, GranRagù Star, Orzo Bimbo, Risochef, Mellin, viene acquistata dalla spagnola Gallina Blanca del Gruppo Agrolimen.

INDUSTRIALE, ENERGIA, TLC
Italcementi: il colosso bergamasco è stato ceduto pochi giorni fa dalla famiglia Pesenti ai tedeschi di HeidelbergCement per 1,66 miliardi di euro.

Edison: la società storica milanese dell’energia di Foro Bonaparte, la prima a dare la luce a Milano, è passata sotto i francesi di EDF a fine 2011.

Fastweb: creata da Silvio Scaglia a Milano nel ’99, la società di TLC lombarda e la prima a lanciare in Italia il servizio di Internet Veloce tramite fibra ottica è dal 2011 del Gruppo svizzero Swisscom.

Pirelli:  il sesto gruppo industriale italiano è stato venduto da Tronchetti Provera ai cinesi della ChemChina a marzo 2015.

F.I.V.E. Bianchi: l’azienda milanese, conosciuta in particolar modo per la qualità delle bici da corsa prodotte, utilizzate soprattutto dai grandi campioni del passato come Girardengo, Gimondi e Coppi, viene acquisita nel 1997 dalla Cycleurope A.B., compagnia svedese appartenente al Gruppo Grimaldi, riconosciuta come la più importante holding mondiale nel settore ciclismo.

Pirelli Optical Technologies: La Pirelli & C. S.p.A. vende nel 2000 questa divisione specializzata nella produzione di componenti ottici, alla statunitense Corning Incorporated, impresa produttrice di vetro, ceramiche, materiali per impiego industriale e scientifico, mentre nel 2005 cede la Pirelli Cavi alla banca statunitense Goldman Sachs, la quale, successivamente all’acquisizione, cambia il nome della società in Prysmian.

Atala: La famiglia Rizzato, fondatrice di Atala, azienda di biciclette e motocicli di piccola cilindrata creata nel 1921 a Monza dovette cedere la propria azienda nel 2002. In una prima fase rimane italiana, sotto la proprietà di un gruppo di imprenditori milanesi della Banca Antonveneta. Ma nel 2005 il 50% delle azioni vengono acquistate dalla turca Bianchi Bisiklet, a sua volta inglobata nel 2011 dal Gruppo olandese Accell e rinominata Accell Bisiklet. Il restante 50% delle azioni rimane tuttora in mani ad azionisti italiani che gestiscono l’azienda in piena autonomia.

Luceplan: l’olandese Royal Philips Electronics nel 2010 si compra la Luceplan, fondata nel 1978 con sede a Milano, uno dei marchi icona del design italiano da illuminazione.

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