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Milano
Trenord, Cgil: "Spezzatino indigesto, preoccupati ma disponibili"
Trenord (Foto di Joshua Peli)

IMPRESE-LAVORO.COM - Milano – Stefano Malorgio, segretario regionale Filt Cgil, dopo l’incontro della scorsa settimana col governatore lombardo Attilio Fontana e l’assessore ai Trasporti Claudia Terzi, sul futuro dei trasporti regionali, intravede qualche opportunità e molti problemi. “Il governatore Fontana mi pare armato di sano pragmatismo ma i problemi da risolvere con la frantumazione del servizio ferroviario regionale sono davvero tanti”. E l’impressione che circola è che la scelta di dividere in due rete e servizio non sia ancora definitiva. L’instabilità e l’incertezza dei vertici FS potrebbero paradossalmente spingere verso una soluzione diversa.

“In realtà la Regione dovrebbe tornare a fare da regolatore del servizio – spiega Malorgio – lasciando ad una gara europea la selezione dell’azienda più virtuosa e più disponibile ad investire. Fontana è cosciente di questo ma teme le lungaggini delle gare di fronte alla necessità di dare risposte in tempi accettabili ai pendolari. Ma lo spezzatino – sempre che vada in porto – non avrà certo tempi brevi. E d’altra parte oggi è proprio FS a non accettare di investire in una società della quale non ha il controllo. Ora si tratta di affrontare la situazione cercando di procedere il più speditamente possibile, tutelando i lavoratori, pensando alle esigenze dei pendolari ormai esasperati. Se nasceranno due società, saranno più deboli, con seri problemi di integrazione”, conclude Malorgio.

“La Regione – si legge in una nota congiunta delle categorie interessate di Cgil, Cisl e Uil - ritiene che la scelta della creazione di due aziende porterà ad un miglioramento immediato delle condizioni del servizio, soprattutto per l’impegno di Trenitalia a inviare materiale rotabile nuovo, in attesa di perfezionare l’operazione. Le organizzazioni sindacali hanno espresso preoccupazione e perplessità sul progetto sia per quanto riguarda le conseguenze per gli utenti lombardi ed i lavoratori, e sia per la mancata informazione preventiva e la condivisione che in passato, con la nascita di Trenord, le organizzazioni sindacali avevano agito. Andrà verificata invece la solidità e la tenuta delle due strutture. Cgil Cisl e Uil hanno rappresentato le notevoli difficoltà che la separazione comporterà per i lavoratori sia sul piano contrattuale che nella definizione delle platee dei lavoratori coinvolti”.

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