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Milano
Vaccini: in Lombardia 40 giorni per evitare l'esclusione da scuola


Quaranta giorni per mettersi in regola ed evitare l'esclusione dei bambini dall'asilo nido o dalla scuola dell'infanzia. Lo ha annunciato l'assessore Gallera. Ma non tutti sono d'accordo e sia dal Pd che dalla Lega arrivano critiche.

Vaccini: in Lombardia 40 giorni per evitare l'esclusione da scuola

Sara' presentata lunedi' 4 settembre in Regione Lombardia la delibera che prevede il recupero dell'inadempienza per le famiglie che entro il 10 settembre non abbiano presentato nelle scuole certificati o autocertificazioni riguardo alla situazione vaccinale dei propri figli. In tutto ci sono quaranta giorni per mettersi in regola, o si rischia l'esclusione dei bambini dall'asilo nido o, eventualmente, dalla scuola dell'infanzia. Ad annunciarlo questa mattina in conferenza stampa l'assessore regionale al Welfare, Giulio Gallera.

La fase transitoria del decreto voluto dalla ministra della Salute, Beatrice Lorenzin, e approvato alla Camera il 29 luglio, prevede dunque che siano le Regioni, almeno per le strutture scolastiche di loro competenza - certamente gli asili nido, per cui sono proprio questi enti a gestire le regole di ammissione - ad attuare le linee guida provenienti da Roma. In Lombardia quindi, se entro il 10 settembre una famiglia non ha ancora prodotto i documenti necessari partira' la procedura di recupero dell'inadempienza. In una prima fase, entro 10 giorni la scuola compilera' un elenco completo di tutti i bambini con i relativi dati riguardo alla situazione sia di coloro che sono coperti sia di coloro che non lo sono o non hanno "le carte in regola"; l'elenco sara' inviato all'Ats (Agenzia per la tutela della salute, ex Asl).

E' a questo punto che partita' la verifica dell'ufficio, che andra' a contattare, entro 15 giorni e tramite raccomandata, i genitori che non hanno fornito i documenti "convocandoli per un incontro informativo singolo con gli esperti dell'Ats, con lo scopo di aiutarli a superare i dubbi e a sciogliere le resistenze", come ha sottolineato Gallera. Il titolare del welfare lombardo ha poi ribadito che "non si trattera' di un'azione draconiana". Il tempo per mettersi in regola scadra' nei 15 giorni successivi "entro i quali dovranno essere effettuate le vaccinazioni". Se per gli asili nido la Regione ha la competenza totale, sara' invece un incontro con l'Anci, "con cui sono gia' stati presi contatti ", e un'adesione esplicita dei comuni al progetto regionale, a far ampliare questa procedura anche alle scuole dell'infanzia, che per la maggior parte sono comunali. I bambini che rimarranno fuori da questo programma, per una resistenza a oltranza delle famiglie, rischiano di essere fisicamente esclusi dalla frequenza scolastica, scaduti i 40 giorni complessivi. E la palla a questo punto passera' ai dirigenti scolastici - ha fatto sapere l'assessore - che dovranno applicare materialmente il dettame del decreto: "La questione non e' di competenza della Regione, ma di chi gestisce l'istituto. Non sara' la Regione ad autorizzare chi non ha i requisiti per permanere a restare a scuola, ne' a togliere dalle strutture chi non li ha", ha fatto presente Gallera. Diverso invece il caso delle scuole dell'obbligo: i ragazzi non potranno essere esclusi dalla frequenza ma alle famiglie arriveranno sanzioni che potranno toccare i 500 euro. E potrebbe verificarsi il caso per cui arrivi a casa anche piu' di una multa: la sanzione si riattivera' infatti per ogni nuova vaccinazione per cui e' stata verificata l'inadempienza. 

Vicesindaco Milano: incuriosisce procedura Regione

"L'assessore Gallera dice che Regione Lombardia riuscira' a predisporre una procedura che consentira' il rispetto della nuova normativa nazionale sui vaccini e, allo stesso tempo, l'accesso ai servizi all'infanzia anche a coloro che all'11 settembre non avranno presentato alcuna documentazione ne' alcuna autocertificazione. Sono curiosa di leggere il provvedimento promesso dalla Giunta regionale lombarda". A dirlo e' il vicesindaco e assessore all'Educazione del Comune di Milano, Anna Scavuzzo, in relazione ai provvedimenti in tema di vaccini illustrati dall'assessore regionale al welfare, Giulio Gallera. "Se cosi' sara' - commenta il vicesindaco del capoluogo lombardo - scopriremo la soluzione di un arcano che tiene in ansia migliaia di famiglie. In caso contrario, continueremo ad attenerci alla norma nazionale".

Meglio adottare il modello ligure

"Non ci convince la soluzione trovata dall'assessore Gallera. Sarebbe stato più opportuno meglio utilizzare, come suggerito a inizio agosto dalla Lega Nord, il modello adottato dalla Liguria ovvero l'invio a domicilio alle famiglie dei bambini non vaccinati, da parte dalla Regione, del certificato dello stato vaccinale unitamente, in caso di incompleta copertura, alla data di fissazione della data di incontro con le autorità sanitarie. Questa procedura avrebbe agevolato notevolmente le famiglie in ritardo con la copertura vaccinale, evitando le preoccupazioni e le tensioni che stanno interessando oggi migliaia di famiglie lombarde. Purtroppo il nostro suggerimento non è stato accolto e di questo ce ne rammarichiamo". Lo dichiarano Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e Segretario della Lega Lombarda Lo dichiara l'on.Paolo Grimoldi, e il presidente della Commissione Sanità del Consiglio Regionale della Lombardia, Fabio Rolfi. 

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