Violenza sessuale/ Arrestato il cappellano del carcere di San Vittore

Martedì, 20 novembre 2012 - 17:04:00

Il cappellano del carcere di San Vittore, Don Alberto Barin, è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale su sei detenuti e per il reato di concussione. L'ordinanza di custodia cautelare e' stata eseguita dagli uomini della Polizia Penitenziaria di Milano e della Squadra Mobile.

L'ACCUSA - Don Alberto Barin è accusato di aver preteso favori sessuali da sei giovani detenuti, tutti extracomunitari, in cambio di beni di prima necessita', come lo spazzolino da denti, lo shampoo, le sigarette e somme di denaro per le piccole spese. L'inchiesta, che ha portato in manette Don Barin, arrestato nella sua abitazione di piazza Filangeri, a Milano, e' scattata nel giugno di questa estate. A farla partire, la denuncia di un detenuto africano che ha raccontato di essere stato violentato in carcere da un altro detenuto e, nel contesto di questa confessione, ha deciso di raccontare che non era stata l'unica persona ad avere abusato di lui e ha fatto il nome di Don Barin. Gli abusi che sarebbero stati perpetrati dal cappellano consistevano in toccamenti e quelli che gli investigatori definiscono "atti sessuali repentini".

CHI E' DON ALBERTO BARIN - Un prete impegnato, non solo nell'attività di sacerdote tra le mura di San Vittore, dove opera dal 1997, ma anche nel portare la propria testimonianza fuori dal carcere. Don Alberto Barin, 51 anni, il sacerdote arrestato con l'accusa di violenza sessuale, è un religioso molto attivo e 'ascoltato' per la sua esperienza di cappellano in una delle case circondariali più impegnative, quale quella milanese. Barin figura ad esempio tra i firmatari della 'marcia per l'amnistia' promossa dai Radicali, è stato relatore in occasione di corsi di formazione per volontari in carcere e sono molti i suoi interventi e interviste rilasciate in questi anni sulla condizione dei detenuti. Raccontando, 6 anni fa, come riportava un articolo di Incrocinews, la propria esperienza ai giovani di Taizè a Milano per il tradizionale incontro, la definiva "molto forte", "perchá permette di conoscere l'uomo e me stesso. Il detenuto che prova angoscia e solitudine è specchio per ciascuno di noi". "Se io entro tutti i giorni a San Vittore - diceva il sacerdote - è perché credo nell'uomo e nelle sue possibilità", dice il cappellano, "dal mattino alla sera parlo con i detenuti e in ognuno di loro trovo estremi confini di male, ma anche estremi confini di bene. Il bene rimane, anzi, a volte fa riemergere il bene".

ACCUSATO DAI FILMATI - Il Cappellano di San Vittore, Don Alberto Barin, arrestato per violenza sessuale nell'ambito di un'inchiesta della Procura di Milano, è accusato da quattro filmati. Nelle immagini registrate dagli inquirenti si vede, tra l'altro, il prete ricevere le sue vittime in ufficio, all'interno del carcere. Qui, Don Barin, tirava fuori da un armadietto i beni di prima necessita' dopo aver ottenuto i favori sessuali chiesti ai detenuti. Le persone abusate sono tutti extracomunitari dietro le sbarre per reati di piccola criminalita', tranne uno di loro accusato di omicidio e che si e' rifiutato di ammettere le violenze agli investigatori. 

ABUSI DAL 2008 AL 2012 - Si sarebbero consumati tra il 2008 e l'ottobre del 2012 gli abusi sessuali commessi a danno di sei detenuti da Don Alberto Barin, il cappellano del carcere di San Vittore arrestato per violenza sessuale pluriaggravata e continuata e concussione. Alcuni di questi episodi sono stati registrati, a partire da questa estate quando sono scattate le indagini, dagli inquirenti. Una delle vittime prese di mira dal cappellano dopo essersi rifiutato di sottostare alle sue avances non e' stato piu' convocato nell'ufficio del prete e non ha quindi piu' ricevuto i benefici che invece venivano elargiti alle ad altri detenuti. Secondo la ricostruzione dei pm Daniela Cento e Lucia Minutella, coordinate dal procuratore aggiunto Piero Forno, i detenuti concedevano favori sessuali perche' costretti da uno stato di bisogno misto al timore reverenziale dovuto al fatto che il cappellano rivestiva un ruolo molto importante all'interno del carcere, anche perche' era decisivo il suo parere per le scarcerazioni e per altri benefici. Sempre stando all'ipotesi dell'accusa, il cappellano metteva in atto una sorta di rituale: quando un detenuto veniva scarcerato per fine pena lo faceva passare dalla sua abitazione, adiacente al carcere, dove subiva atti sessuali per "sdebitarsi". In una circostanza, questo "rituale" sarebbe anche stato filmato grazie ad una videocamera messa dagli stessi inquirenti. La Procura sta effettuando approfondimenti per capire se il cappellano abbia abusato anche di altri detenuti, oltre ai sei gia' identificati. Nell'ordinanza di 36 pagine, firmata dal gip Enrico Manzi, sono contenute intercettazioni ambientali, sia nell'abitazione che nell'ufficio di Don Barin, che hanno consentito di risalire a cinque vittime, dopo la prima denuncia di un detenuto extracomunitario gia' violentato da un compagno dietro le sbarre. Ora il prete e' detenuto nel carcere di Bollate.

IL GIP: OSSESSIONATO DA PULSIONI SESSUALI - Don Alberto Barin "ha utilizzato la sua posizione, le sue funzioni e i suoi pur limitati poteri e la quotidiana vicinanza ai detenuti per soddisfare quasi ossessivamente le sue pulsioni sessuali": lo scrive il gip di Milano, Enrico Manzi, nell'ordinanza di custodia cautelare a carico del cappellano di San Vittore arrestato per violenza sessuale e concussione ai danni di sei detenuti, tutti extracomunitari e dai 22 ai 28 anni. Al momento dell'arresto il cappellano non ha detto nulla.

CURIA MILANO, SCONCERTO E DOLORE - La Curia di Milano esprime "il proprio sconcerto e il dolore" per l'arresto di don Alberto Barin e per i fatti che al cappellano della Casa circondariale di san Vittore sono contestati. "Fin da ora manifesta - continua la nota - la massima fiducia nel lavoro degli inquirenti e la disponibilita' alla collaborazione per le indagini".

CAPUTO (PD): INTERVENGA DIFENSORE CIVICO DELLA PROVINCIA - "Di fronte a fatti così gravi, come l’arresto del cappellano di San Vittore per violenza sessuale e di fronte a comportamenti che, se venissero accertati, sarebbero estremamente preoccupanti perché esercitati proprio da chi doveva portare conforto ai detenuti, chiediamo al difensore civico della Provincia di Milano di intervenire. L’avvocato Fabrizia Berneschi è stata infatti nominata Difensore civico territoriale della Provincia di Milano a tutela anche delle persone limitate nella libertà personale, per questo può intervenire in un caso così delicato, per valutare la situazione, svolgendo appieno il ruolo che le è stato affidato dal Consiglio provinciale". Lo afferma Roberto Caputo, vice capogruppo del Pd in Consiglio provinciale




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