Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

Mila Kunis troppo grassa, Dior la licenzia

Una volta, si sa, le donne formose erano considerate belle. Tutti lo abbiamo letto, studiato o osservato con i nostri occhi nei quadri rinascimentali. e fino a poco tempo fa sembrava che il fianco largo, la pancia tonda e il petto abbondante, stessero tornando in auge. Invece niente. Il mondo della moda fa calare l'ombra su un sogno. Nonostante Esquire l’abbia eletta la donna più sexy del mondo, Dior ha licenziato Mila Kunis perché “non più conforme alle esigenze d’immagine previste dal brand”. La splendida neo fidanzata di Ashton Kutcher (ex marito di Demi Moore), nota per aver recitato con Natalie Portman ne Il cigno Nero, sarebbe diventata troppo grassa e sciatta per rappresentare le borse Miss Dior. Ingrassata forse a causa di una gravidanza in corso? Il suo staff smentisce l’ipotesi di un figlio. Ma la motivazione non conta. Dior non ha dubbi: il contrato stipulato a gennaio con la Kunis è da ritenersi definitivamente concluso per mancanze da attribuire esclusivamente all’attrice. Per il momento, la Kunis non ha commentato la notizia, probabilmente troppo imbarazzata per quanto accaduto, ma non si esclude che possa agire legalmente contro un "atteggiamento discriminatorio"...

A rendere ancora più accesa la polemica è una coincidenza curiosa. Proprio sul Cigno nero si era scatenata un'ampia polemica relativa alla magrezza che viene imposta alle ballerine. Magrezza che diventa una vera ossessione per chi vuole fare del ballo la propria professione. Proprio in quell'occasione Mila Kunis era stata indicata come simbolo di bellezza e sensualità contro lo stereotipo scheletrico rappresentato dall'Oscar Natalie Portman.

La psicologa e psicoterapeuta Giuliana Proietti, direttrice del sito psicolinea.it, commenta con Affaritaliani.it le implicazioni psicologiche e sociologiche del caso

Che cosa comporta nella psicologia delle donne, soprattutto giovani, una notizia del genere?
"Sicuramente questa notizia andrà a confermare la certezza, che molte giovani oggi hanno, per cui una donna non può fare carriera, qualsiasi carriera, se non ha una immagine adeguata al ruolo. Un passo indietro, viste le dichiarazioni di intenti di molte case di moda, negli ultimi tempi, che si erano aperte alla 44 (come se indossare la 44 significasse poi essere "formose"...)".

Apprezzarsi e accettarsi è una cosa che si può "imparare"? Se sì in che modo? Chi da questo tipo di sicurezze?
"Tutti tendono ad allinearsi, esteticamente, ai modelli percepiti come "gradevoli" in una data società e cultura. Ci si accetta dunque con maggiore facilità se i modelli proposti dai media sono simili alla realtà. Molte ragazze giovani oggi non si accettano non perché non si sentono belle, ma perché sentono di non rispondere ai canoni imposti dall'industria della bellezza (moda,  showbiz, chirurgia estetica, cosmetici ecc.). Quando si è giovanissimi si è inoltre particolarmente vulnerabili, in quanto fa parte dell'adolescenza stessa non accettare i cambiamenti del proprio corpo, convincersi che alcune parti specifiche siano sgradevoli (dismorfofobia) e rovinino il look estetico, nel suo insieme. Ci si può dunque accettare più facilmente quando si ha un buon livello di autostima, il che significa ricevere gratificazioni anche in altri settori, oltre quelli specifici dell'estetica, oppure, per rimanere nel campo dell'estetica, quando ci si sente apprezzati ed amati, nonostante i difetti fisici che si pensa di avere".

Il problema estetico c'è sempre stato o viviamo in una particolare contingenza storica in cui l'esteriorità ha un peso maggiore? Forse la crisi, l'instabilità e la difficoltà a trovare soddisfazioni spingono a cercarle nell'apparenza?
"Il problema estetico c'è sempre stato, anche se ovviamente, nel corso dei secoli, sono cambiati i canoni di riferimento. Negli ultimi anni tuttavia il fattore estetico ha ricevuto un'attenzione eccessiva, per cui molte ragazze sono cresciute con il mito della bellezza (come se questa fosse l'unica caratteristica del successo personale) e con il mito del giovanilismo (come se gli anni più importanti della vita fossero quelli in cui si è anche belli - cioè quelli della giovinezza -, mentre paradossalmente è aumentata l'attesa di vita, che ha raggiunto, per le donne, gli 83 anni...)". C'è sicuramente da dire che la bellezza, lo dicono le ricerche, è comunque un buon viatico per qualsiasi professione, anche se è provato che l'eccessiva bellezza è invece un limite, perché le aziende, ad esempio, non amano assumere persone eccessivamente dotate fisicamente, che potrebbero portare scompiglio e contrasti in azienda".

E gli uomini?
"Questa ossessione della bellezza colpisce ormai largamente anche i ragazzi i quali non si sentono più giudicati per le tradizionali caratteristiche maschili, come il carattere, le capacità sociali, lo status socio-economico, ecc., ma anche per la forma fisica o i lineamenti del viso. Sono aumentati infatti in questi anni sia il consumo di cosmetici maschili, sia la chirurgia estetica".

E' una coincidenza che in questo momento storico-sociale venga registrato un boom di depressione?
"La depressione giovanile riguarda la impossibilità di fare sogni e progetti, cioè ciò che motiva verso le professioni e la costruzione della propria vita. Vivere alla giornata, accumulare frustrazioni per tutto quello che si potrebbe fare o si potrebbe avere e che invece viene negato dalla impossibilità di avere un lavoro e con esso una vita indipendente, certamente porta alla depressione. Inoltre, pesa il fatto che non si riesce a vedere la fine del tunnel di questa crisi, tutto sembra legato al caso, agli incontri che si fanno, all'estetica, anziché a qualcosa di molto più costruttivo (ad esempio, la  formazione personale).

Non c'è un nesso antropologico tra carne e piacere, abbondanza e bellezza? Cioè l'uomo non dovrebbe per natura preferire una donna formosa? E' saltato quel nesso? Se è saltato, come mai?
"Si, certamente, c'è questo nesso antropologico, tanto è vero che gli uomini hanno sempre gradito, nell'intimità, le donne formose, che sembrano le più sane e dunque le più adatte alla procreazione. Ed è ancora così: sono pochi gli uomini che amano le anoressiche, ma sono le donne che, per stimarsi, devono sentirsi apprezzate dal mondo e dalle persone che sognano di poter frequentare".

MENTRE DIOR CENSURA LE ROTONDITA', IL GRASSO PIACE...

SOCIETA' - Qualche psicologo ha definito "naturale" l'attrazione erotica verso le donne grasse in quanto "compatibile con la tendenza antropologica alla soddisfazione del desiderio". Ma poi la società si è imposta. I simboli sono cambiati. Lo scheletro è diventato sinonimo di bello. Forse, entrando in contrasto con la natura umana o, quantomeno, con quello che di essa conosce la psicologia. Ma siamo sicuri che il genere maschile sia d'accordo? Siamo sicuri che dietro al sedimentato bisogno sociale di non distaccarsi, sentendosi esclusi, dal comune sentire e percepire, non ci sia invece un forte istinto sessuale (magari incoscio) pro (e non contro) i chili in eccesso? A sostegno di questa teoria ci sarebbe l'indiscusso successo di tutto un filone della pornografia dedicato alle oversize. Senza contare le migliaia di forum dedicati al sesso e ai rapporti di coppia in cui tra le discussioni preferite dagli utenti ci sono quelle sull'eccitazione provocata dalle donne in carne (definite "arrapanti", "dominatrici"). Tutto questo spiegherebbe l'amore maschile per donne dello spettacolo caratterizzate da curve e cosce possenti, che hanno fatto dei loro chili in più l'arma vincente. A partire da Tara Lynn, finita anche sulla copertina di Elle. Ma non è tutto. Sempre gli psicologi hanno sostenuto che "il grasso è una filosofia in tempi di crisi" perché "rassicura e riporta l'uomo vicino alle sue origini carnali". Così è possibile che la cultura di oggi si appelli all'antropologia e sfati un tabù: Vogue e altre riviste si rifiutano di dedicare pagine alle top model troppo magre, le case di moda (come H&M) puntano sull'oversize, Tara Lynn (in foto) è tra le modelle più richieste, decolla il business delle attrici hard fuori-taglia e anche letteratura e tv puntano sulla verve della donna piena, come la protagonista di una delle serie più apprezzate della ABC Dead Dropo Diva.

LA MODELLA GRASSA SI DENUDA ONLINE, MIGLIAIA DI FANS - La sua idea era quella di trovare ragazze in carne disposte a posare e mettersi in mostra, ma, visto che la ricerca si è fatta disperata, lei ha deciso di farlo per prima sul suo blog. Si mostra come mammma l'ha fatta e il sito è stato preso d'assalto da migliaia e migliaia di utenti...

IL PRECEDENTE, KATE WINSLET CORAGGIOSA - Non ha un seno perfetto, ma non per questo teme le scene di nudo. La coraggiosa Kate Winslet ha confidato al 'The Sun' di avere, come tutte le 36enni, diversi problemi con il suo corpo, cellulite compresa. Nonostante tutto l'attrice britannica si è detta felice di apparire nuda nei film, conscia che le sue imperfezioni possano aiutare le donne che la guardano a stare meglio con loro stesse: "Sono una persona normale - ha raccontato - non sono perfetta ma anche le donne che incontro per strada non lo sono. Non sono magrissima, e se questo può servire alle altre donne per accettarsi a me va bene così". Nemmeno l'invecchiamento preoccupa l'ex Rose di Titanic: "A 21 anni - spiega - pensavo che a 36 avrei avuto il seno all'altezza delle ginocchia. Mi vedevo anziana. Ma non è così. Oggi mi sento più forte, in forma e a mio agio con il mio corpo di quanto non lo sia mai stata".

 

 

TRAMONTA IL MITO DELLA LONGILINEA, LA MODA BRASILIANA PUNTA AL BIG - Ragazze magrissime, abbronzate e con un costume quasi invisibile. Una cartolina dal Brasile consolidatissima, che potrebbe però lasciar spazio a nuove icone. Sarà per la crescita del Paese o per l'arrivo del cibo spazzatura anche nelle affollate città della costa, sta di fatto che la richiesta di costumi di taglia extralarge sta letteralmente sommergendo le aziende brasiliane produttrici di intimo, che quindi sono state "costrette" a lanciare delle linee studiate per chi, fino a qualche tempo fa, in spiaggia proprio non andava. Le nuove "padrone" di Copacabana evitano il famoso 'filo interdentale', ma non per questo vogliono "apparire come vecchie signore": "Sembra che finalmente le persone stanno cominciando a rendersi conto che non siamo tutti Gisele,' ha detto una bagnante 38 anni ad una giornalista brasiliana, riferendosi alla slanciata Gisele Bundchen.

IL CASO/ Dopo tante accuse e critiche per il suo peso eccessivo e per il fisico appesantito dalla gravidanza appena terminata la splendida neomamma Hilary Duff ha deciso di rispondere a quelli che non fanno altro che puntare il dito sulla sua linea: “Non sono perfetta, ma mi sento fantastica”. “Succede così alla maggior parte delle donne: il peso accumulato non sparisce nel giro di una notte” dice la bella Hilary “Non mi interessa quello che dice la gente. Non sono come ero una volta, ma non ne faccio una tragedia”.

 

Hilary Duff è sposata con l’ex campione di hockey Mike Comriee questo è il loro primo figlio. A chi si chiede cosa ne pensi il suo neomarito riguardo il suo peso lievitato la Duff risponde “A lui non interessa. Anche quando ero incinta, per lui ero bellissima”.

Le taglie forti tornano di moda. E' stato detto e scritto. Ma non solo nella "realtà". Anche nelle fiabe. Una giovane creativa, Aly, pubblica sul sito degli artisti indipendenti Ufunk le sue principesse Disney...

 


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