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Moda
Moda e marketing, The Sprout: come aiutare le aziende

Il libro The Sprout, che potremmo tradurre in “Il Germoglio” non è l’ennesimo libro di giardinaggio nell’era della sostenibilità, ma un manuale per aiutare le aziende ad anticipare il futuro e per prepararsi ad affrontare le sfide che il nuovo contesto di mercato, caratterizzato dai cambiamenti tecnologici, dall’impossibilità di definire i consumatori secondi i parametri classici del marketing e da una profonda crisi dei valori politici, culturali, e religiosi che non lascia spazio all’ingenuità nella formulazione di strategie di mercato. Il germoglio rappresenta l’inizio di un processo di fertilizzazione di idee di innovazione.

Gli autori sono Maurizio River Serena (a destra in foto), designer italiano con esperienze di lavoro in Europa, Asia e America e Laureano Mon (a sinistra), argentino naturalizzato italiano, esperto di tendenze. I due si sono conosciuti anni una decina durante un master in design strategico attivato dal Politecnico di Milano a Porto Alegre in Brasile e da lì è nata una sinergia di intenti che si è sviluppata poi a Parigi, dove hanno fondato l’agenzia di consulenza per l’innovazione The Sprout Studio, un luogo di discussioni e riflessioni sulla necessità di un metodo che superasse le limitazioni del Design Thinking, per approcciarsi a una nuova filosofia di lavoro.

Che cos’è The Sprout?
E’ un lavoro di riflessione critica che è venuto naturalmente dopo aver osservato che alcune metodologie di innovazione erano inadeguate per i tempi attuali o, in altri casi, erano state formulate teoricamente ma non potevano essere applicate all'universo imperfetto di un'azienda. All'inizio l'idea era di generare un tipo di formazione completa per i team delle aziende: dall'indagine sulle tendenze e la costruzione di scenari futuri alla formulazione della strategia di mercato. Poi abbiamo iniziato a pensare alla necessità di condividere la nostra visione e questa nuova metodologia attraverso il libro "The Sprout, una metodologia olistica per gestire l'innovazione e creare valore nel 21 ° secolo" (al momento in inglese e spagnolo).

Come è nato il concetto di The sprout?
Il nostro obiettivo era quello creare un processo organico applicabile dal team di un'azienda che, dopo aver osservato e analizzato il contesto potesse prevedere il futuro per delineare un orizzonte di innovazione e, attraverso un successivo esercizio creativo, progettare strategie innovative a 360 °. La chiave è: se una squadra condivide la diagnosi su come si muove l’azienda e su dove si sta dirigendo il mercato, è più facile arrivare a un consenso di idee su quale ruolo debba giocare l’azienda in quello scenario futuro e sulle azioni da implementare. Cosi facendo, le idee scaturiscono dalle radici dell'organizzazione in un processo trasversale, multidisciplinare e collettivo.

Che ruolo ha l'innovazione sapendo che implica maggiori rischi e che l'essere umano tende a rifugiarsi nel conosciuto?
Qualsiasi strategia di innovazione deve essere progettata con informazioni strategiche sui comportamenti, i valori, le paure, i desideri e le richieste futuri delle persone per ridurre il margine di errore. Certo, la cosa difficile è rilevare quei segnali eterogenei e sparsi che le persone emettono e che anticipano i cambiamenti. Quindi anche le variabili economiche e tecnologiche sono fondamentali. Tuttavia, l'azienda deve tenere conto di questo scenario futuro per poter trascenderlo e influenzarne la costruzione, per questo la sua vision è fondamentale. Dobbiamo passare da un atteggiamento difensivo a uno attivo, da seguace a leader. In questo senso, le dinamiche e l'incertezza di un mercato sono fattori che devono essere incorporati per pensare a strategie flessibili che si adattino ai cambiamenti senza perdere coerenza e significato a lungo termine. The Sprout è prima di tutto una filosofia che esprime la nostra visione sul tipo di innovazione che richiede il XXI secolo. In quanto tale è compatibile con qualsiasi azienda che condivida questo punto di vista, indipendentemente dal settore. I principi guida della filosofia The Sprout includono: essere hacker dello status quo per immaginare orizzonti di azione senza precedenti, sviluppare una visione olistica dell’innovazione integrado tutte le componenti dell’offerta (prodotti, servizi, comunicazione, distribuzione, identità di marca, partnerships, ecc.), scommettere su innovazioni radicali che cambiano le regole del gioco, pensare alle persone piuttosto che ai ‘consumatori’, proporre visioni potenti che possano influenzare il futuro, applicare processi di lavoro collettivi e transdisciplinari che costruiscano un forte consenso interno sul cammino da intraprendere e rendere redditizio l'esercizio dell'innovazione.

Il libro The Sprout contiene vari esempi di scenari futuri sui quali state lavorando. In particolare avete sviluppato uno scenario su quello che sarà la moda lusso nel futuro. Ce ne potete parlare?
Certamente! Intanto bisogna dire che non abbiamo la pretesa di diventare dei nuovi Nostradamus! La metodologia, grazie a una fase di investigazione in profondità sulle tendenze sociali, tecnologiche e del settore in questione permette di arrivare a una scenarizzazione che possiamo proiettare a 7-10 anni. Nel caso del settore della moda lusso abbiamo la convinzione che I marchi più innovativi definiranno servizi con personalizzazione estrema per soddisfare i desideri delle persone in tempo reale. Gli indumenti e gli accessori saranno co-creati con i clienti attraverso assistenti virtuali. L’artigianalità entrerà in simbiosi con la tecnologia: si pensi a linee di prodotto interattive realizzate con materiali intelligenti e tecniche artigianali; tessuti che aiutano a migliorare le capacità fisiche, emotive e cognitive delle persone; oggetti che si trasformano nel tempo o ad accessori personalizzati secondo il corredo genetico del cliente. I wearables di lusso scaturiranno dalle alleanze tra moda e aziende tecnologiche come interfacce in equilibrio tra uomo e ambiente. L'autenticazione e la tracciabilità dei prodotti attraverso la blockchain saranno fondamentali nel mercato globale. I negozi fisici si convertiranno in allestimenti delll'universo del marchio dotati di riconoscimento facciale, Big Data, intelligenza artificiale e tecnologia scanner 3D - per fornire un'attenzione personalizzata basata sui gusti, le preferenze e la cronologia degli acquisti delle persone. La smaterializzazione del lusso è un altro tema sul quale ci soffermiamo e che, secondo noi, focalizzerà l'attenzione su un'esperienza unica ed effimera attraverso prodotti che, dopo qualche tempo, diventano biodegradabili. Per finire, la gente valorizzerà sempre di più il lusso socialmente e ambientalmente sostenibile.
 

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