di Elvira Pollina
Facebook, il social network più cliccato dagli italiani negli ultimi tempi, trabocca di gruppi contro o anti: ci sono quelli che si schierano contro la Gelmini, quelli che “abortiscono Giuliano Ferrara”, quelli che odiano alzarsi presto la mattina e quelli che non sopportano chi dice di non sapere nulla e poi prende trenta all’esame. Almeno in Italia, però, la culla del fenomeno di chi usa la Rete per dire al mondo che qualcosa proprio non gli va giù non è stata Facebook, bensì un blog: OdioStudioAperto.
Il bersaglio è inequivocabile: il tg di Italia Uno, oggi diretto da Giorgio Mulé e fino ad un anno fa guidato da Mario Giordano. L’autore del blog è Federico, torinese fresco di laurea in Lingue e oggi impiegato in un’agenzia di viaggi. E’ lui che si nasconde sotto lo pseudonimo di Roccotano, firma che compare sotto tutti i post ed è lui che ci racconta la storia del blog.
“Come tutti i piemontesi, mi metto a tavola alle 12.30 e Studio Aperto è l’unico telegiornale in onda a quell’ora. All’inizio io e una mia amica ci limitavamo a commentare l’assurdità e l’inutilità del 90% dei servizi proposti, infarciti di veline, calciatori, Zelig e Michelle Hunziker o l’ossessività con cui venivano seguiti alcuni casi di cronaca, come il delitto di Cogne o quello di Novi Ligure. Poi ci siamo detti:
ma perché non proviamo a farci quattro risate con chi la pensa come noi?” Ed è così che nell’estate 2006, quella del tormentone dell'orsetto Knut, per intenderci, va online OdioStudioAperto.
Il numero delle visite schizza in alto sin da subito , tanto che il blog viene notato, e citato, all’interno di una delle trasmissioni radiofoniche più ascoltate, lo "Zoo di 105".”Il picco assoluto di contatti si è verificato quando uno dei nostri lettori si è piazzato durante il collegamento dietro l'inviata a Garlasco mostrando un cartello con la scritta “sciacalli e avvoltoi” e poi è venuto a raccontarlo in un commento”, ricorda Federico.
“Quello che faccio – spiega l'autore è ridicolizzare (e non è molto difficile) un servizio andato in onda e poi lasciare lo spazio ai commenti. Prendo in giro i giornalisti e affibbio soprannomi che sottolineano i loro tic o qualche loro caratteristica”
Eppure nessuno si è mai lamentato, nonostante a volte si vada sul pesante. Anzi una conduttrice del tg in un'intervista ha raccontato di divertirsi a leggere il blog, che è uno dei siti più visitati dalla redazione. “Mi aspetto che un giorno o l'altro ci dedichino un servizio, o magari aprano parlando del blog”, ride divertito Federico.