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Auto e Motori
PLR Break: il “mostro meccanico” firmato DS

Nella lunghissima storia di Citroen c’è posto anche per un “mezzo da lavoro”. No, non si tratta di un veicolo commerciale, di un prototipo o di un puro e semplice esercizio di design e tecnologia insieme.  

 

Si tratta di un’interpretazione audace della DS, che dimostra le eccezionali qualità del progetto di base della DS19 del 1955, capace di dar vita, con la stessa disinvoltura, a mostri meccanici come questo e alle elegantissime Cabriolet di Henri Chapron.

 

La DS PLR Break era soprannominata “Millepiedi”

 

Questo “mostro meccanico” si chiamava DS PLR Break e aveva così tante “ruote” da meritarsi il soprannome di “Mille Pattes” (millepiedi), mentre la sigla stava per Poids Lourd Rapides, ovvero “mezzo pesante veloce”. Ma allora era un truck, un camion? No, assolutamente. Ma qualcosa con i camion aveva a che fare. Questo veicolo, concepito e prodotto nel 1972 dai tecnici della casa francese in collaborazione con quelli di Michelin, infatti, aveva lo scopo di collaudare le ruote destinate ai veicoli pesanti, testandole non solo ad alte velocità, ma anche in tutte le condizioni stradali possibili e immaginabili. Con una lunghezza di oltre sette metri e una larghezza di 2 metri, la DS PLR Break aveva una massa complessiva di circa 10 tonnellate che potevano in gran parte essere “scaricate” sulla sola ruota centrale o su tutte le altre 10, grazie al sistema di sospensione idropneumatica proprio della DS, simulando così condizioni d’utilizzo ben oltre i limiti normali. Le quattro ruote anteriori erano sterzanti mentre la trasmissione operava sulle sei posteriori (un motore) e sulla ruota da collaudare (l’altro) che era posta centralmente al veicolo.

 

Due motori V8 Chevrolet da oltre 700 Cv complessivi

 

Era ovvio che per un mezzo di tali dimensioni, sotto il cofano, doveva trovar posto un motore molto potente; e la DS PLR Break, di motori, ne aveva addirittura due: erano due V8 di produzione Chevrolet spinti da oltre 350 CV ciascuno che si rifornivano di carburante da due serbatoi da 90 litri. Con questa “cavalleria” la DS PLR Break era in grado di sfiorare i 160 km/h, una velocità al limite del possibile per quei tempi e per un mezzo d tali dimensioni.

Il “luogo di lavoro” della DS PLR Break non poteva che essere il centro prove Michelin di Clermont Ferrand nel museo del quale, oggi, il “Millepiedi”, si gode la meritata pensione. 

R.M.

 

 

 

Tags:
dsstoriaplr breck
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