L'INTERVISTA/ Marco Masini a tutto campo

"Credo di essermi evoluto senza stravolgere il mio modo di fare musica, certo è che oggi i parametri sonori sono diversi e credo sia dovere di tutti noi adeguarci. Credo anche che il mio futuro cambi a seconda sempre di come cambia il futuro generale della musica". Marco Masini racconta ad Affaritaliani.it la propria evoluzione musicale e personale. E svela anche i pensieri più nascosti, quelli che fanno male: "Un cazzotto che tirai a mio padre quando ancora ero adolescente, l'errore più grave che potessi commettere". L'INTERVISTA

di Ileana Falcone

 

Marco Masini

Marco, nasci a Firenze il 18 settembre 1964 sotto il segno della vergine, a tre anni ricevi in regalo, per Natale, una pianola giocattolo e, a orecchio, riesci a suonare le note di "White Christmas". Considerando quel regalo ricevuto a tre anni la linea di confine tra due diversi possibili futuri lavorativi, come in "Slidind doors", se scartando il regalo non avessi ricevuto la pianola chi sarebbe oggi Marco Masini?
"Sarei ugualmente quello che sono perché la musica quando ti cerca ti trova sempre, o in un modo o in altro".

Il tuo primo gruppo musicale fondato con alcuni amici durante gli anni della scuola si chiamava "Errata Corrige", oggi, dopo 20 anni di carriera, cosa della tua vita consideri una "errata corrige" e perchè?
"Un cazzotto che tirai a mio padre quando ancora ero adolescente,l'errore più grave che potessi commettere".

Ci sono canzoni nelle quali le persone si identificano e restano nell'immaginario collettivo, altre rimangono patrimonio dell'artista, accantonate e non riproposte in concerto. A quale di queste canzoni di "minor successo" sei più legato?
"
Forse ad Anna viviamo credo che musicalmente sia una delle canzoni più eleganti che abbia scritto".
 

"Niente d'importante tour 2012" partito da Pescara il 29 Marzo toccherà molte delle principali città italiane. Quale è la tappa del tour che ti ha emozionato o pensi ti emozionerà di più e perchè?
"
Credo che mi emozionerò ovunque, ogni città regala un calore tutto suo... però Firenze".

In che modo il suono dei tuoi album si è evoluto negli anni e quali le direzioni future?
"Credo di essermi evoluto senza stravolgere il mio modo di fare musica, certo è che oggi i parametri sonori sono diversi e credo sia dovere di tutti noi adeguarci. Credo anche che il mio futuro cambi a seconda sempre di come cambia il futuro generale della musica".
 

La ricerca e la sperimentazione nella musica è importante. Quanto influisce il web nella tua ricerca?
"
Il web aiuta ma non deve diventare indispensabile.. Mai!".

Quale strada alternativa ai talent consiglieresti ai giovani che vogliono approcciarsi al mondo della musica? Se tu fossi un esordiente, cosa faresti per emergere?
"
Mi appoggerei alle radio che stanno diventando sempre più competenti e pronte a cominciare alcune proprie produzioni musicali... questa è anchel'unica alternativa ai talent".

L'evoluzione dei media e il sorgere dei social network ha inevitabilmente cambiato la comunicazione. Quanta importanza dai ai social come strumento comunicativo con i tuoi fans e quanto tempo gli dedichi?
"La comunicazione è sempre stata importante..la musica stessa lo è..i social network lo sono tantissimo e attraverso di loro puoi instaurare un bel rapporto con i fan's. L'importante e ricordarsi che il nostro mestiere è scrivere canzoni e cercare di non rimanere mai vittime o schiavi di internet".
 

Giochi in nazionale cantanti e sei un bravissimo attaccante. A quale artista non vorresti mai passare la palla in mezzo al campo e vicino a chi ti piacerebbe sedere negli spogliatoi?
"
Preciso che in Nazionale gioco a centrocampo e comunque in squadra c'èmolto spirito di gruppo e quindi fra noi c'è forte intesa e coesione, per quanto riguarda lo spogliatoio spero che Monica Bellucci incida presto un disco così potremo reclutarla e a quel punto indovina chi vorrei avere accanto sotto la doccia?".
 

Dopo 20 anni di carriera a chi ritieni di dover dire "grazie"?
"A Giancarlo Bigazzi".

Con quale artista emergente e con quale big ti piacerebbe duettare?
"
Prima dovrò scrivere un'altra grande canzone poi mi meriterò di duettare con qualcuno".

Oggigiorno le radio influenzano tantissimo il successo di un brano. Scrivendo, pensi a quanto possa essere "radiofonica" la tua canzone?
"No... sarebbe inutile..il bello è bello per tutti, anche se non fosse radiofonico lo diventerebbe".

Nel tuo patrimonio musicale canti spesso l'amore in tutte le sue declinazioni, dedichi la bellissima e commovente "Lontano dai tuoi angeli" alla perdita di tua madre, "caro babbo" al rapporto con tuo padre. C'è una canzone in particolare che ancora oggi, cantandola, ti emoziona al punto di farti piangere?
"Caro babbo..perchè è nata come lettera mai consegnata a mio padre,lui l'ha scoperta ascoltando il mio primo disco".

Arrivato a 47 anni credi di volerti bene? Cosa getti del passato e cosa sogni per il tuo futuro artistico e professionale?
"A volte la paura schiaccia l'autostima... quello che sento di avere ancora è il coraggio... ciò che non ho più forse è perchè l'ho già buttato via...".

 


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