Fondatore e direttore
Angelo Maria Perrino

MAFIA: MARIA FALCONE, TEME PERDITA CONSENSO, LEGALITà SIA IMPEGNO QUOTIDIANO

21 marzo 2017- 10:32
Palermo, 21 mar. (AdnKronos) - "Giornate come quella di oggi servono a riconquistare i territorio, a far sentire ancora più forte la presenza dello Stato in aree del Paese dove ancora la presenza delle mafie è forte". A dirlo all'AdnKronos è Maria Falcone, sorella di Giovanni, il giudice antimafia ucciso insieme alla moglie Francesca Morvillo e ai tre uomini della scorta il 23 maggio del 1992 dal tritolo di Cosa nostra nella strage di Capaci. La presidente della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone, in viaggio verso Locri per partecipare alla manifestazione con la quale Libera celebra a Locri la XXII Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, non ha dubbi: "Le scritte apparse ieri contro don Ciotti confermano l'importanza di giornate come queste". "La mafia comprende la pericolosità del messaggio lanciato da queste iniziative - spiega -, teme tutte quelle operazioni che puntano a toglierle il consenso popolare". 'Più lavoro, meno sbirri' recitava la scritta sul muro di Locri. "E' necessario far comprendere - aggiunge - che la mancanza di lavoro dipende proprio dalla mafia, la cui presenza condiziona il libero mercato e danneggia l'economia, portando con sé il crollo dell'occupazione. Per noi la parola 'sbirri' non è offensiva. Significa che lo Stato difende il suo territorio e la legalità e questo per Cosa nostra è una grande minaccia".Per la sorella del giudice antimafia, però, alle giornate di celebrazioni 'ufficiali', di memoria e di ricordo occorre affiancare "un'azione quotidiana". Nelle scuole innanzitutto per "diffondere tra le nuove generazioni una nuova cultura", ma anche attraverso "dibattiti, convegni, incontri". Allo stesso tempo è necessaria "una presenza costante e forte dello Stato" soprattutto laddove ancora "la presenza delle mafie è pervasiva e soffocante".