(AdnKronos) - Angelo Occhipinti è stato ripetutamente condannato per il delitto di associazione mafiosa e di reati commessi al fine di agevolare Cosa nostra. Il gip Fabio Pilato ricorda che Occhipinti "è notoriamente riconosciuto da tutti i suoi interlocutori, comuni cittadini, imprenditori, commercianti, come soggetto di pericoloso spessore criminale ormai certificato anche dai provvedimenti giudiziari". "Non vi è dubbio quindi che l’allora candidato ed oggi consigliere comunale Scozzari, nel coltivare tale stabile frequentazione, tradottasi in reciproci scambi di favori e appoggi, abbia avuto ben chiaro il profilo delinquenziale del suo sponsor e mentore"."Forte del fatto che Occhipinti, con il proprio rilievo mafioso, si era impegnato per fornire i voti degli “amici”, ovvero degli altri appartenenti alla consorteria, Scozzari - dice il gip Pilato nella ordinanza - richiedeva l’intervento del capomafia licatese al fine di assicurarsi anche l’appoggio elettorale della famiglia dei Lauria". "Il 31 maggio 2018 all’interno del magazzino di Via Palma Occhipinti incontrava Emanuele Spadaro e lo invitava senza mezzi termini a votare Peppe Scozzari e ad attivarsi, come tutto il gruppo mafioso, per reperire voti in favore di questi", come si evince da alcune intercettazioni. Nel prosieguo del dialogo Occhipinti spiegava con chiarezza a Spadaro le ragioni che dovevano spingere il gruppo da lui capeggiato a procurare voti a Scozzari: "attraverso Scozzari medesimo infatti Cosa nostra sarebbe potuta diventare “padrona dell’ospedale”: “A chi lo devo dare il voto ...? ...a lui... a chi lo devo dare.. che ogni due e tre siamo in Ospedale… che siamo i padroni... che comanda di più dei primari”."Dall’attività investigativa svolta ed in particolare dal tenore delle conversazioni intercettate e dai servizi di polizia giudiziaria eseguiti sul territorio, è emerso come la consorteria mafiosa capeggiata da Occhipinti assumeva il controllo totale di un’attività economica, tanto illegale quanto remunerativa, legata alla gestione di ampie aree di parcheggio auto - del tutto abusive - realizzate nella zona balneare denominata Mollarella di Licata, ossia, come evidenziato dai Carabinieri 'una delle località balneari più rinomate e più frequentate dai bagnanti, sia locali che dei paesi limitrofi, che frequentano la fascia costiera di questo comune'". Durante i pedinamenti, i carabinieri del Comando provinciale di Agrigento, guidati dal colonnello Giovanni Pellegrino, avevano filmato summit e incontri segreti fra gli elementi di vertice e gli affiliati della consorteria mafiosa. Era stata accertata anche un'estorsione per lavori edili realizzati in Germania. Documentati, infine, anche gli interessi del gruppo nel settore delle slot machine, attraverso una compiacente societa' di distribuzione di apparati elettronici da gioco.

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