Palermo, 21 lug. - (Adnkronos) - E' stato commemorato questa mattina a Palermo Giorgio Boris Giuliano, il capo della Squadra mobile di Palermo, ucciso dalla mafia al Bar Lux di via Francesco Paolo Di Blasi, il 21 luglio del 1979. Alle 9 c’è stata una deposizione delle corone di alloro a cui hanno partecipato il vicesindaco Fabio Giambrone, i vertici delle forze dell’ordine, oltre ai familiari tra cui il figlio Alessandro Giuliano, oggi questore a Napoli. A seguire è stata celebrata dal cappellano della Polizia, don Massimiliano, una messa nella Cappella della Soledad di Piazza della Vittoria. "Il ricordo di Boris Giuliano rafforza la consapevolezza del valore della legalità come condizione di libertà e di coesione sociale e, con essa, l'impegno responsabile dell'intera comunità nazionale per giungere al definitivo sradicamento del criminale fenomeno mafioso". Così in una nota il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del quarantesimo anniversario della morte del poliziotto e investigatore palermitano ucciso dal boss Leoluca Bagarella. "Boris Giuliano è stato assassinato perché, grazie alle sue qualità investigative e all'efficacia di metodologie innovative, aveva inferto duri colpi a cosa nostra, svelando catene di comando e portando alla luce legami internazionali, che sostenevano il traffico della droga. L'esito dei procedimenti giudiziari e le condanne definitive inflitte all'intero vertice mafioso dimostrano i grandi meriti di Boris Giuliano e il contributo prezioso che da Capo della Squadra Mobile di Palermo ha fornito anche a quanti ne hanno continuato l'impegno contro organizzazione e interessi criminali", conclude Mattarella. "Lo ricordo sempre con profondo affetto e ammirazione. Era un investigatore abilissimo e un poliziotto apprezzato da colleghi e cittadini; un uomo con grandi intuizioni. Ancora oggi è un esempio per gli uomini e le donne in divisa impegnati nel contrasto alla criminalità organizzata". Così il senatore di Leu, Pietro Grasso su Facebook."Boris Giuliano aveva una eccezionale capacità di analisi e di previsione al di fuori del comune, era un'eccellenza investigativa. Basta leggere le parole che pronunciò poco prima di essere ucciso", ha detto il questore di Palermo Renato Cortese a margine della commemorazione. "Oggi quelle parole sono di attualità - ha aggiunto - e pensare che una grande mente investigativa le avesse pensate e dette negli anni Settanta dà l'idea dello spessore e della caratura dell'uomo".

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