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Analogie, equivoci e minacce: le volontà di Catalogna e di Lombardia e Veneto

Analogie, equivoci e minacce: la volontà di indipendenza della Catalogna e quella di autonomia di Lombardia e Veneto

Di Ernesto Vergani
Analogie, equivoci e minacce: le volontà di Catalogna e di Lombardia e Veneto
Referendum in Catalogna e in Lombardia
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Continuano gli avvertimenti di Madrid contro Barcellona. Il presidente catalano Carles Puigdemont "risponda bene" all'ultimatum lanciato dal governo spagnolo. Lo ha affermato il premier Mariano Rajoy.  Puigdemont ha tempo fino a lunedì. Intanto i governi europei dicono no all’indipendenza. "Ogni escalation deve essere evitata", ha sostenuto la cancelliera  Angela Merkel. Così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni: “Bisogna sottolineare la necessità di rispettare il quadro costituzionale e le leggi”.

La richiesta catalana è una rivoluzione democratica e pacifica. Se la stragrande maggioranza dei catalani sono per l’indipendenza - con grande probabilità il 70/75% della totalità di essi avrebbe votato sì se Madrid non fosse intervenuta con violenza impedendo uno svolgimento regolare – non ci sono carte costituzionali e ricatti economici e politici che tengano. Vedremo se il governo spagnolo manderà l’esercito e se l’Ue avvallerà tale scelta.

Le differenza e le analogie con il prossimo referendum consultivo sull’autonomia di Lombardia e Veneto di domenica 22 ottobre sono notevoli: quest’ultimo si terrà nell’ambito costituzionale. Le due Regioni potranno conseguire (previo percorso legislativo e negoziato col Governo) competenze e il corrispettivo di ciò sarà trattenere metà delle tasse  sul territorio: già oggi il residuo fiscale della Lombardia (la differenza tra quanto dato in tasse e trattenuto) è superiore a quello della Baviera e della Catalogna. La democrazia è l’individuo e il Potere deve essere vicino ad egli e fare i suoi interessi (federalismo, federalismo fiscale, elezione diretta dei rappresentati). Per questo in tanti voteranno sì… anche i superlativamente lombardi e veneti di origini del Centro o del Sud Italia: faranno semplicemente i loro interessi (un’immagine: non è giusto che un ricco diventi povero per aiutare un povero). L’analogia delle due situazioni – Lombardia e Veneto da un lato, dall’altro Catalogna – è che al centro di tutto c’è il libero individuo ossia la democrazia. Non esistono Stati assoluti (formalmente, il che è peggio, esistono ancora sudditi, parola la cui etimologia rimanda a “sottomettere”). Le leggi e le carte costituzionali si possono cambiare: che cosa dire del dittatore venezuelano Nicolás Maduro, che si  fatto scrivere e approvare una costituzione a misura del suo regime: il popolo affamato non deve ribellarsi perché quella costituzione e quelle leggi lo vietano? E  sorprende che ad appoggiare la Spagna siano i rappresentati delle Repubbliche francese, italiana e tedesca, mentre non giunge forte  presa di posizione dal monarchico Regno Unito.

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