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Politica
"Attenti, tutti intercettati con il trojan"

Di Andrea Lorusso

Quello che stiamo vivendo in questi anni, in questi mesi, è lo scempio, l’atto finale della Democrazia e delle sue forme di rappresentanza. Le Istituzioni di questo Paese sono sotto un macigno, uno schiaccia sassi che ne mina alle fondamenta la credibilità.

Dopo Mani Pulite abbiamo messo sotto torchio i nostri parlamentari, li abbiamo vessati, violati, ripuliti di ogni guarentigie Costituzionale, fagocitandone il ruolo. Prima la riforma dell’immunità parlamentare, poi gli emolumenti, i vitalizi, abbiamo spogliato il Re di ogni arma.

Dimenticandoci, livorosi e miopi come siamo, che quel Re deteneva lo scettro del voto, della volontà popolare, e abbiamo – chissà poi per quale antropologica ragione – pensato che i Di Pietro e tutti i giudici da lì in divenire, fossero migliori. Esenti dal virus della corruzione, dell’affarismo, del carrierismo spinto ben oltre i limiti della legge, della diligenza e del buon giudizio.

Abbiamo preso una pletora di funzionari con il potere giudiziario e gli abbiamo consegnato le chiavi delle celle del pensiero politico, abbiamo permesso loro di mantenere una specie di interna corporis acta, che li rendesse blindati rispetto alle riforme di altri – eletti dal popolo sovrano e soprattutto amovibili – ma delegittimati e quindi impotenti.

La castrazione chimica in Italia esiste già, l’abbiamo introiettata nelle sterili e flosce matite con cui ci siamo recati alle urne in questi lustri, incoscienti, inconsapevoli, ignari del fatto che la bilancia abbia bisogno sempre di due piatti che si equivalgano. Oltre ai Tribunali subiamo l’esproprio dell’Europa, dei mercati, del trading, dello spread, della moneta non sovrana.

Mentre il potere giudiziario rimaneva casto ed illibato, quello Esecutivo o era in una galera morale o veniva preso in carico da altri istituti per i quali non abbiamo discernimento né controllo. Quello legislativo è dormiente, violentato nel suo prestigio, impoverito e spuntato negli strumenti.

Oggi un Sottosegretario di Stato conta e guadagna meno di un direttore commerciale di padelle di una grande impresa del Nord. Senza però l’onta sociale, il naso nei propri affari, la bolla mediatica che in qualsiasi momento ti ingloba e soffoca, senza insomma gli arnesi di “tortura” per quello che sei ed hai costruito negli anni.

Dopo il recente caso del CSM, in cui sta collassando perfino quell’ultimo barlume di rispetto che una parte dei cittadini covavano per la Magistratura, abbiamo quel fulmine di guerra del Ministro della Giustizia Bonafede che difende l’impianto attuale delle intercettazioni:

“La legge spazzacorrotti ha introdotto il trojan, e da cinque mesi stiamo scoprendo tantissimi casi che non avremmo scoperto. Noi non possiamo riportare le lancette indietro nel tempo, a quando la politica pensava che fosse giusto che il popolo italiano non doveva sapere cosa accadeva in certi contesti. La lotta alla corruzione non deve arretrare di un millimetro, ma non arretriamo di un millimetro sulla possibilità di utilizzare i trojan e sulle intercettazioni. Dobbiamo agire sulla fuga di notizie, senz’altro. Pensi a terzi che vengono citati in intercettazioni da parte di indagati, pensi a fatti di vita privata, dobbiamo tutelare questi casi”.

La casa delle garanzie, dell’inviolabilità delle comunicazioni, della sfera privata va a fuoco, ed il M5S gioca a gettare ulteriore benzina per fare divampare l’incendio, sperando di riaccendere gli animi di una ressa di elettori sempre meno vasta e sempre meno entusiasta del loro operato di Governo.

A che prezzo si scoprono reati di natura corruttiva, d’ufficio, piccole o grandi beghe da colletti bianchi? Quante vite distrutte? Quanta diffamazione a mezzo stampa prima che vi sia qualunque processo o condanna? Quante storie di amanti e vizi privati abbiamo spiattellato sui media per il divertimento sadico di chi gioca al reality show con chi non ha scelto di fare la comparsa, ma è solo un bersaglio offeso ed umiliato? Quanti terzi cadono nella rete? Potremmo dare a questo punto ad Alfonso Signorini il ruolo di responsabile delle Unità Investigative.

Tanto questo bel Paese ha da sempre battuto un record di velocità, in quanto a sputtanamento. Gli uffici postali sono sempre più lenti della macchina da scrivere, quando c’è da consegnare un avviso di Garanzia.

 

 

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