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Politica
Autonomia, scontro totale Lega-M5s. E Zaia: "Farsa, cittadini presi in giro"

Nuova fumata nera sull'autonomia dopo il vertice a Palazzo Chigi. E si riaccende lo scontro fra Lega e M5S, in attesa di un'ulteriore convocazione. La polemica riguarda soprattutto il nodo delle risorse. Il Carroccio chiede di consentire l'utilizzo su base regionale dei risparmi realizzati in virtu' delle buone pratiche. I Cinquestelle continuano a chiedere un meccanismo di compensazione a favore delle regioni del Mezzogiorno.

Autonomia: Stefani, si nega principio base, se il M5s ha cambiato idea non si può più andare avanti

"Spero in un ripensamento del Movimento 5 stelle ma occorre che M5s chiarisca cosa intende fare, cosi' si nega il principio base dell'Autonomia. Chiedo al M5s se ritengono che i referendum non valgono piu' nulla". Cosi' il ministro per gli Affari regionali, Erika Stefani, parlando dell'Autonomia. "In questo momento c'e' una "L'Autonomia e' nel contratto di governo: se qualcuno ha cambiato idea basta che lo dica e non si vada allora ulteriormente avanti", ha detto ancora la Stefani.

Autonomia: Lezzi, siamo noi a voler sapere se Lega ha cambiato idea. Vogliono gabbie salariali, si torna indietro di 50 anni

"Siamo noi che vogliamo sapere se la Lega ha cambiato idea. C'era un accordo sul fondo di perequazione. Qesto testo ancora non lo abbiamo visto". Lo ha detto il ministro per il Sud, Barbara Lezzi, parlando del tema dell'Autonomia al termine del vertice a palazzo Chigi.  "Chiedono gabbie salariali, vogliono tornare indietro di 50 anni."

"Apprezziamo gli sforzi di Conte, ma l'unico modo per aiutare l'Italia e il Sud e' premiare il merito e punire gli sprechi", fanno sapere fonti della Lega. "I 5 Stelle - si evidenzia - condannano il meridione all'arretratezza". "Al vertice oggi la Lega ha proposto di inserire le gabbie salariali, ovvero alzare gli stipendi al Nord e abbassarli al Centro-Sud. Per il M5S e' totalmente inaccettabile", riferiscono da parte loro fonti Cinquestelle. "Una simile proposta - aggiungono- spaccherebbe il Paese e la consideriamo discriminatoria e classista. Impedirebbe ai giovani di emanciparsi, alle famiglie di mandarli a studiare in altre universita', diventera' difficile e costoso anche prendere un solo treno da Roma a Milano. Tra l'altro e' gia' stata in vigore in passato con pessimi risultati e giustamente venne abolita nel '72. Reintrodurla significa riportare l'Italia indietro di mezzo secolo. Follia pura".

Al vertice erano presenti il premier Giuseppe Conte e i due vice, Luigi Di Maio e Matteo Salvini - arrivato a piedi ma silente perché impegnato in una conversazione telefonica- nonché ministri ed esponenti di governo 'toccati' dal tema, ovvero il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti, i ministri Barbara Lezzi, Erika Stefani, Alberto Bonisoli, Riccardo Fraccaro, Marco Bussetti, i viceministri all'Economia Laura Castelli e Massimo Garavaglia, il sottosegretario Stefano Buffagni e i tecnici del ministero della Difesa. Nell'ultima riunione erano stati fatti passi avanti, ma restavano nodi e criticità, a partire dall'istruzione, passando per i concorsi regionali e per il grande tema delle infrastrutture. 

Autonomia: Di Maio, tavolo bloccato su scuola, lasciamo stare bambini

"Per me il tema non è l'autonomia. Il tema è che stamattina il tavolo si è bloccato sulla regionalizzazione della scuola. Noi crediamo che un bambino in Italia non scelga in quale regione nascere e non è giusto che si dica che, siccome una regione ha più soldi, i bambini che nascono lì hanno più diritto all'istruzione di altri bambini che nascono in una regione in cui ci sono meno soldi". Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio, a margine del voto finale in Senato sul taglio dei parlamentari. "I bambini - ha spiegato - non c'entrano nulla nell'autonomia, e noi dobbiamo garantire l'unità della scuola, come l'unità nazionale ma per quanto mi riguarda l'autonomia si deve fare, ma ciò non significa che si deve fare male. Stiamo ancora pagando, purtroppo, lo scotto del titolo V della Costituzione riformato nel 2001 e lo stiamo pagando sulla Sanità perché in Italia sono nate 20 sanità diverse con 20 disfunzioni diverse. Ora che vogliamo fare, 20 scuole diverse? Su questo - ha concluso - invito ad una riflessione ma in uno spirito costruttivo".


AUTONOMIA, ZAIA: 'UNA FARSA, SCANDALOSA PRESA IN GIRO DEI CITTADINI'

''Siamo davanti a una farsa, un'autentica farsa. Sono stanco di vedere come alcuni vogliono portare l'autonomia verso l'agonia. Sappiano però che, finchè ci sarò io, l'autonomia non sarà morta né, tanto meno, le istanze dei veneti''. Così il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, commenta l'esito negativo del vertice sull'autonomia tenutosi a Roma. ''E' scandaloso - incalza il Governatore - che si continui a prendere in giro i cittadini, non solo i veneti ma anche quelli delle dodici Regioni che hanno avviato passi in direzione dell'autonomia, e che si voglia rieditare il conflitto tra nord e sud. Si vuol trasformare l'autonomia in un cadavere eccellente - prosegue Zaia - ma si sappia che la forza dei 2 milioni 328 mila veneti che hanno votato il nostro referendum per l'autonomia e di quelli di tutte le altre Regioni che la vogliono, è un fiume in piena inesorabile''. ''E' scandaloso - prosegue Zaia - che ci siano persone a livello governativo incapaci persino di mantenere la parola data''.

Autonomia, Zaia: "Grandi riforme non si fanno con logica del Bignami"

 

"Questa e' una grande riforma. Firmero' cose serie", dice Luca Zaia. Il presidente della Regione Veneto, ad Agora' Estate su Rai Tre, aveva parlato così stamattina, prima del vertice, a proposito della legge sull'autonomia. "Io voglio un'autonomia vera, l'autonomia che e' prevista dalla Costituzione, l'autonomia che molti di quelli che parlano non conoscono. Penso anche a molti illustri componenti di questa maggioranza quando sento qualche grillino che dice 'e Zaia non puo' pretendere 23 materie'".

E ancora: "Con questa perequazione nessuno ha capito come si deve fare. Se si deve fare con un extragettito dei nostri territori - prosegue riferendosi alle richieste arrivate da M5s - vuol dire che ancora una volta si andra' a premiare non la virtuosita', ma magari uno spreco".    "Penso - rilancia Zaia - che la politica del Bignami non aiuta e molte dichiarazioni vanno in quella direzione. Quando tu dici che non vuoi un Paese di serie A o di serie B vuol dire che non hai letto il provvedimento".

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