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Banca Etruria, Boschi doveva dimettersi due anni fa

Di Ernesto Vergani
Banca Etruria, Boschi doveva dimettersi due anni fa
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Era il 22 novembre 2015 quando fu firmato il decreto salva-banche dal Governo Renzi, che riguardava, insieme ad altre minori, Banca Etruria, l'istituto di cui per sei mesi fu vice-presidente Pier Luigi Boschi, padre di Maria Elena, allora ministra per le Riforme costituzionali. A due anni di distanza, papà Boschi è iscritto nel registro degli indagati per la vendita ai risparmiatori di obbligazioni a rischio. Nel mezzo la sconfitta della riforma Renzi-Boschi al referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, a seguito della quale Renzi si dimise e nacque il Governo Gentiloni, di cui Maria Elena è sottosegretaria alla presidenza del Consiglio.
Che la questione banche sia decisiva in vista delle prossimi elezioni politiche, che dovrebbero tenersi nella prima parte di marzo 2018, e che essa rappresenti il tallone di Achille del Pd, lo dimostrano le prese di posizioni durissime contro la Boschi del segretario della Lega Matteo Salvini e del candidato premier dei 5 Stelle Luigi Di Maio.
Gli italiani in questi due anni hanno assistito alla crisi di importanti banche. C'è stato lo scarico di responsabilità tra Bankitalia e Consob (la prima vigila sulle banche, la seconda sui titoli di Borsa). Renzi ha accusato via Nazionale di non aver vigilato, ma nonostante questo il governatore in scadenza, Ignazio Visco, è stato riconfermato, col sostegno del premier Gentiloni, anch'egli Pd. Sorprende persino che il procuratore di Arezzo, Roberto Rossi, sia stato biasimato da alcuni componenti della Commissione d'inchiesta sulle banche, presieduta da Pier Ferdinando Casini, perché avrebbe trascurato parte della verità sulla cessione delle obbligazioni a rischio. A maggior ragione è quindi fondamentale che la verità emerga presto con trasparenza,  se non altro per rispetto dei  risparmiatori che a causa del dissesto complessivo delle banche italiane hanno perso 70 miliardi. A livello politico, l'errore del Pd di Renzi è stato quello di non aver spinto Maria Elena Boschi a fare un passo indietro subito due anni fa, in attesa che la situazione si chiarisse. La sottosegretaria è giovane e sarebbe presto tornata agli onori della politica senza problemi. Si immagini: se la Boschi si fosse dimessa due anni fa, quanto meno peserebbe oggi sul Pd di Renzi la spada di Damocle del crack delle banche?
 

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