Da Geronzi ad Abete, da Mussari a Palenzona a Modiano, passando per Padoa Schioppa... il gotha della finanza e dell'economia si è riunito a Milano in occasione del convegno "Quale futuro per le banche italiane" organizzato dalla Fondazione Italianieuropei di Massimo D'Alema. Un evento chiave in vista anche del congresso del Pd. Affaritaliani.it c'era e ha intervistato Massimo D'Alema (guarda sotto) e Cesare Geronzi (guarda box a destra). Leggi l'intervista del direttore di Affaritaliani Angelo Maria Perrino.
Il rapporto tra politica e banche con qualche preoccupazione sul sopravanzare dell'uno sull'altra...
"Il tema di questo convegno è il rapporto tra le banche e la crisi internazionale e i problemi dell'economia italiana. Tabacci ne ha parlato con accenti di preoccupazione che sono assolutamente comprensibili in questo momento, dopo un lungo periodo in cui la politica ha contato poco. Ma io non credo che questo sia il tema di fondo. Il tema è quale contributo possa dare il sistema bancario e finanziario in una strategia di rilancio al di là della crisi. Un sistema bancario che si rivolga di più alla sua attività propria e tradizionale, cioè il rapporto con le famiglie e con le imprese. Dato che il tempo in cui le banche hanno commerciato rischi è un'epoca che bisogna lasciarsi alle spalle".
Questa logica delle nottata che deve passare lei l'ha criticata. C'è un atteggiamento di attesa che invece andrebbe sostituito da un approccio più positivo...
"Ritengo che l'atteggiamento di non fare nulla di fronte alla crisi, che è stato quello italiano, nell'attesa che il commercio mondiale riprenda a trainare la nostra economia, sia una posizione inadeguata. Noi avremmo bisogno di affrontare le ragioni strutturali della bassa crescita, il che comporta riforme coraggiose, spostamento di risorse verso l'innovazione. Invece, in questo momento, rischiamo un calo degli investimenti che può indebolire la struttura dell'economia anche per il futuro. La crisi non ha solo dato un colpo alla domanda aggregata ma rischia anche di danneggiare l'offerta e di ridurre la propensione all'innovazione".
Oggi qui sono presenti tanti banchieri importanti, Geronzi, Abete... quando si muove D'Alema nel mondo dell'economia succedono tante cose...
"La nostra fondazione è un'istituzione molto seria, anche se non tutti i giornali se ne rendono conto. Qui oggi c'era Nardozzi, Padoa Schioppa, la qualità dei relatori era primaria. Il comitato scientifico della fondazione Italiani Europei è uno degli organismi più qualificati nel campo dei think thank. Il board internazionale della fondazione comprende molte delle grandi personalità".
Però la presenza di questi banchieri è un bel successo anche in questa fase pre-congressuale del Pd...
"Quando abbiamo programmato questo convegno non c'era nessun congresso né candidato, questo fa parte di un'ottica deformata. E' difficile parlare in Italia di problemi seri perché tutto viene triturato e ridotto a polemiche e chiacchiere da cortile. E' faticoso ma noi non rinunciamo".
Il dibattito pre-congressuale con Bersani che è uomo dell'economia. Anche la sua presenza a Milano...
"Io vengo spesso a Mialano perché qui c'è una sede della fondazione. Noi ci sforziamo, facciamo un lavoro di approfondimento che è al servizio della politica e quindi del Pd".
Che a Milano è poco presente...
"Io spero di raccogliere e valutare in modo sereno questo contributo. Se la fondazione pubblica un volume sul federalismo fiscale non bisogna chiedersi che cosa c'è dietro. Forse bisogna prima leggerlo. Se pubblichiamo un volume sull'organizzazione dei sistemi sanitari in Italia, forse è un contributo per governare meglio".
Complimenti, perché a fronte di un Pd che difficilmente condensa e attiva consensi, l'evento di oggi è della massima importanza viste le presenze qualificate...
"La ringrazio e trasmetterò queste sue sensazioni al Pd nella speranza che il Pd si avvalga di più, senza sospetti del lavoro di una istituzione culturale che in effetti ha una certa audience".