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Angelo Maria Perrino

Berlusconi: "Fieri di essere nel Ppe. La Lega? Il Centrodestra siamo noi"

Tajani: "Non abbiamo bisogno di nessuna primaria, il leader noi ce l'abbiamo e questo leader si chiama Silvio Berlusconi"

Berlusconi: "Fieri di essere nel Ppe. La Lega? Il Centrodestra siamo noi"

Al grido di "Silvio, Silvio" che si è levato dalla platea ha fatto il suo ingresso in sala Silvio Berlusconi, accolto da applausi sulle note dell'inno di Forza Italia. Sempre dalla platea della sala dell'Hotel di Fiuggi in cui si sta svolgendo la giornata conclusiva della convention azzurra, si è levato il coro "Un presidente, c'è solo un presidente". E Berlusconi ha aggiunto: "che si chiama Antonio Tajani", rendendo omaggio al presidente del Parlamento europeo, organizzatore della manifestazione.

"Non abbiamo bisogno di nessuna primaria, il leader noi ce l'abbiamo e questo leader si chiama Silvio Berlusconi - ha detto di rimando Tajani -  E noi faremo di tutto, ma siamo convinti che anche questa volta la nostra scommessa è quella giusta, perché sia ancora primo ministro di questo Paese", ha affermato dando la parola al leader azzurro che sfoggiava un doppiopetto blu scuro vecchio stile, da discesa in campo, pin su bavero giacca con simbolo Fi. E' apparso dimagrito, abbronzato. Ha scherzato all'inizio come una volta: "Avevo 40 pagine di discorso pronte ma ve le manderò via email...". L'ex premier è tornato a citare i colpi di Stato ("cinque ne abbiamo subiti"), se l'è presa con i "brogli elettorali" e con l'M5s definendo Luigi Di Maio: "Una meteorina della politica".

Il discorso di Berlusconi segna l'apertura ufficiale della campagna elettorale di Fi in vista del voto in Sicilia ("Prevediamo una grande vittoria del centrodestra", dirà durante il suo intervento) e delle politiche 2018. Ad ascoltarlo in platea lo stato maggiore forzista che attende la linea sul ruolo del partito nella futura coalizione di centrodestra e sul nodo della leadership.

In sala, la stessa dove nel'94, ai tempi della discesa in campo, Berlusconi fece una delle prime riunioni a porte chiuse, organizzata da Alessio Gorla, per il lancio di Fi, si respira aria di 'ritorno al governo'. Molti militanti ci credono, citano gli ultimi sondaggi, c' è chi invoca "l'unità del centrodestra con Salvini per tornare a vincere" e chi chiede all'ex cavaliere di andare avanti anche da solo "senza subire le richieste del fronte sovranista, Lega-Fdi".

"Nella sinistra ci sono lotte intestine e il partito ribellista dei 5 Stelle che ha indicato come leader un signore che io considero una bella meteorina della politica, che ha una bella faccia in tv ma porta un bagaglio della nullità assoluta di quello che ha fatto. Nessuno di loro ha mai fatto alcunché di buono per sè e per la proria famiglia, non hanno mai lavorato".

"Per governare un Paese non si può improvvisare nè inventare, serve una grande esperienza decisionale. Io non ho mai usato la mia età per avere voti, anzi ho fatto un patto con diavolo per togliermi 20 anni, lui ha iniziato a togliermene un pò ma guardandomi allo specchio ne ho dubitato. Quaranta anni di esperienza in più rispetto al loro candidato è qualcosa da far valere come esperienza, ho sempre raggiunto gli obiettivi".

"Alla Lega dico che avremo sempre rispetto per le loro idee, ma sappia che il centrodestra l'abbiamo fatto noi e abbiamo sempre avuto il leader per realizzare il programma".

"Il nostro programma è sempre quello di meno tasse per famiglie, partite iva e imprese, in modo da dare più lavoro, secondo gli insegnamenti di Reagan e Thatcher. Siamo vicini con la Lega su flat tax, io sono al 25%".

"Su un governo di 20 ministri la maggioranza, almeno 12 su 20, non deve essere composta da professionisti della politica ma da protagonisti del mondo del fare, dell'impresa, della società e del volontariato di alto livello". Queste le richieste, ha riferito Silvio Berlusconi, che gli sono state avanzate da protagonisti della società durante diversi incontri. "Io ho messo questa soluzione al voto ed ha ottenuto il 72 per cento dei consensi. Poi ho presentato questo programma dopo questi incontri a Salvini e Meloni" e hanno concordato.

"Salvini ha detto 'voglio assolutamente uscire dall'euro', ma io penso che non si possa uscire dall'euro, che è un punto importante per i Paesi dell'Europa, anche se a pensare al cambio fatto da Prodi e Ciampi ci viene il mal di stomaco. Questa cosa" sull'uscita dall'euro "con Salvini sta andando a posto", ha garantito il leader di Forza Italia.

"Siamo molto fieri di essere i rappresentanti in Italia della grande famiglia della democrazia e libertà che è il Ppe e i valori del Ppe sono diventati i nostri assoluti valori. Personalmente mi ci ritrovo fino alle virgole e solo chi è nel Ppe ha vinto e vincerà le prossime elezioni in Europa, la sinistra in tutta Europa è in crisi. I partiti populisti, che però io preferirei chiamare ribellisti, non hanno vinto da nessuna parte, certe volte hanno avuto un certo peso ma non hanno vinto", ha detto Berlusconi citando l'esempio francese di Macron che ha vinto "proprio per evitare vittoria del Fronte Nazionale".

"Questa Europa deve essere assolutamente cambiata - ha poi ammonito - dobbiamo farla marciare in avanti e raggiungere una politica estera unica e comune, una politica della difesa comune, che farebbe risparmiare 50 miliardi all'anno a tutti i singoli paesi, ma solo così potrebbe sedersi ai tavoli internazionali al pari di capacità". Basta con gli "Usa che decidono e gli stati europei che gli vanno dietro. No, l'Europa deve avere una unica politica della difesa", così un'unica "politica fiscale" che farebbe sì che "i cittadini si sentono realmente cittadini europei. Io mi sento completamente cittadino europeo, ne condiviso i valori".

"La nostra democrazia è stata condizionata da cinque colpi di Stato negli ultimi venti anni, quando un governo eletto è stato sostituito con governi che nessuno ha mai eletto. Questi colpi di Stato li abbiamo subiti, con l'assurdo allontanamento del suo leader dal Parlamento".

"Sono stato condannato per un'accusa assurda, una sentenza che tutti ritenevano impossibile, arrivata con la complicità delle forze della sinistra e dei magistrati. Attendo dall'Europa di riavere completamente il mio onore per potermi presentare agli italiani presentando a loro il programma di un uomo onesto, integro, un contribuente leale".

"Non so se la Corte di Strasburgo arriverà in tempo con una sentenza - ha poi assicurato - Ma Corte o no Corte vi assicuro che farò la campagna elettorale".

Passaggio sulla politica estera, e in particolare sulle minacce nucleari della Corea del Nord. "Speriamo - dice - non ci sia un salto nella follia e che non ci possa essere ancora una volta l'uso di uno strumento atomico. Questo è un rischio che ci preoccupa grandemente. Sarebbe la fine della nostra civiltà".

"Noi dall'Europa vogliamo molto, molto di più, deve diventare un faro di pace e di democrazia per tutto il mondo. Dobbiamo far marciare l'Europa, per sedersi al tavolo delle altre potenze mondiali, a partità di capacità".

"Non lasciamo che la Russia guardi solo a Oriente, ricordiamoci che è parte dell'Occidente, io stesso mi sono formato sui classici russi".

"C'è il rischio di una immigrazione di massa, noi ne abbiamo avuto un assaggio, ma ancora poco rispetto a quello che potrebbe accadere. In Libia noi eravamo riusciti a fermare" i flussi migratori, "ma l'attacco a Gheddafi, di cui sappiamo chi porta la responsabilità", ha fatto sì che scoppiasse una guerra interna, e "solo adesso il governo attuale ha cercato accordi con la Libia, ma non possiamo essere sicuri che questa immigrazione si fermi. Abbiamo il rischio di numeri più elevati: se non sapremo continuare in un rapporto decoroso e cordiale con il presidente turco ha già minacciato di aprire i cancelli e le frontiere, così il Libano e vedremo tutti i milioni di cittadini siriani tutti con il diritto di essere accolti nel nostro Paese e questo è un rischio". Per "tentare di evitare una migrazione epocale di massa serve un piano Marshall"

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