La tensione nel Popolo della Libertà è tornata altissima.
Silvio Berlusconi è tornato ad attaccare Gianfranco Fini ("chi non si adegua alla linea del partito è fuori") e la Magistratura "eversiva" e quei "pm che ci portano sull'orlo della guerra civile". Un affondo durissimo, che, inevitabilmente, ha riportato all'ordine del giorno l'ipotesi di elezioni anticipate, qualora il premier non riuscisse a trovare la quadra all'interno del Pdl.
Ma che cosa accadrebbe se si tornasse alle urne a fine marzo con le Regionali? "Berlusconi vincerebbe alla Camera ma non al Senato. Il risultato sarebbe quello di una maggiore instabilità", rivela ad
Affaritaliani.it il presidente dell'Swg Roberto Weber. "Il Centrodestra non passerebbe dappertutto e al Nord perderebbe il premio in alcune Regioni dove aveva prevalso nel 2008, anche perché quasi sicuramente l'Udc sarebbe assieme al Partito Democratico".
Secondo l'esperto di sondaggi e di orientamento dell'opinione pubblica, il Cavaliere "verrebbe danneggiato soprattutto nel caso in cui fosse lui a rompere, a lacerare, a dire 'tutti a casa'. Sarebbe la prova della non governabilità e la radicalizzazione, probabilmente, non gli consentirebbe di ottenere il 45% necessario per avere una solida maggioranza in entrambi i rami del Parlamento". E l'opposizione? "E' difficile ipotizzare un successo del Pd. Bersani è un buon segretario, credibile e forte, ma prima che l'elettorato dimentichi l'esperienza della litigiosità del governo di Centrosinistra guidato da Prodi dovrà passare ancora molto tempo". Infine la Lega. Che potrebbe essere la vera vincitrice in caso di elezioni anticipate. "Tutti i sondaggi a livello regionale danno il movimento di Bossi in rialzo di 4-5 punti, tutti ai danni del Pdl. Il Carroccio fa un doppio lavoro: è sul territorio come garanzia e presidio al fianco dei cittadini, poi a livello nazionale riesce ad essere efficace su diversi temi. E questo uno-due potrebbe portare la Lega al record storico, con una percentuale compresa tra il 12 e il 13%".