Bersani e l'incubo Prodi
Tommaso Cinquemani

Le elezioni si avvicinano e l'incubo di Bersani è sempre più reale. Una situazione di schiacciante maggioranza alla Camera, ma risicata al Senato. E' lo scenario che emerge dagli ultimi dati di 'Termometro Politico' pubblicati in esclusiva da Affaritaliani.it.
Secondo le rilevazioni, le uniche disponibili a livello regionale, alla Camera la coalizione di Centrosinistra raccoglierebbe 346 seggi, contro i 216 del Centrodestra. Più che sufficienti a comandare a Montecitorio dove ne bastano 316. Ma la musica cambia radicalmente al Senato. Qui di scranni ne servono almeno 158, ma il Centrosinistra ne otterrebbe solo156.
Si apre così uno scenario tragico per Bersani, uguale a quello che decretò la fine di Prodi: essere costretto a fare ricorso ai senatori a vita (tutti si ricordano Rita Levi Montalcini che si presentava puntuale ad ogni votazione per non far andare sotto il governo Prodi) per vedere approvati i provvedimenti.
Oppure imbarcare nella coalizione qualche partitino. Il "Nuovo Ulivo", così strutturato infatti, contiene il Pd, Sel e l'Idv. Il Movimento 5 Stelle non ne vuole sapere di entrare nel governo, quindi l'attenzione si sposterebbe al centro. Papabili sono Fli e l'Udc, ma come potrebbero convivere con gli altri di Pietro e Vendola?
Ad essere ago della bilancia in questo scenario è la Sicilia. Il Centrosinistra infatti vincerebbe ovunque tranne che in Lombardia, Veneto e prenderebbe un extra-seggio in Toscana. Tuttavia si fermerebbe comunque alla soglia della maggioranza assoluta in Senato con 156 seggi. Sull'isola le due coalizioni sono divise da un'inezia e con il Terzo Polo che le tallona da vicino. I flussi elettorali isolani sono notoriamente imprevedibili tuttavia, visto anche lo "storico" elettorale della Sicilia, si è ritenuto di assegnare la vittoria, con tutte le cautele del caso, alla compagine ora al governo.


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