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C'era una volta il Partito Democratico...

Giovedí 16.04.2009 15:45


Veltroni e Franceschini
Europee/ David Sassoli capolista per il Pd al Centro. Ma è allarme, i big si sfilano. Franco Marini non corre al Sud. La mappa
E' caos nel Partito Democratico. Goffredo Bettini, il braccio destro dell'ex segretario Walter Veltroni, annuncia che non si candiderà alle prossime elezioni europee. Perché serve una "rotazione negli incarichi" ma soprattutto - denuncia - perché "da circa due mesi non ho alcun contatto con la segreteria". Ovvero con Dario Franceschini. "Non ho mai inteso la mia odierna disponibilità come una generica richiesta e tantomeno pretesa di una collocazione - scrive Bettini in una lettera aperta - avevo dato una disponibilità all'impegno per la candidatura europea nel quadro di un sereno e condiviso giudizio, da parte del nuovo gruppo dirigente, della sua necessità e utilità politica. Questo unitario giudizio non è emerso. E' del tutto legittimo ma è così. Da circa due mesi non ho alcun contatto con la segreteria del partito". Poi il secondo affondo: "Non sono stato coinvolto nella composizione delle liste che da quello che appare sui giornali, lasciano in me più di una perplessità per un assetto che risente di quel regime correntizio che ho cercato di combattere con tutte le mie forze".

Regime correntizio, ovvero ciò che Veltroni aveva cercato - fallendo - di combattere fin dal famoso discorso del Lingotto. Pioggia di reazioni alla rinuncia di Bettini. Per Marco Follini "ha aggiunto qualcosa alla sua statura politica e ha tolto molto al nostro partito". "Con la rinuncia di Bettini alla candidatura al Parlamento europeo, il Pd rischia di subire un danno politico ed elettorale", dichiara il capogruppo al Consiglio Regionale del Lazio, Giuseppe Parroncini. E ancora: "E' un evidente errore non tradurre la proposta di candidatura a capolista di Bettini, tra l'altro largamente condivisa da tutte le sensibilità del partito. Davvero, ora, urge il massimo dello sforzo e di mobilitazione per affrontare una competizione che si annuncia delicata e impegnativa", afferma il deputato ed esponente romano del Partito Democratico, Michele Meta.

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