E' bufera per la vignetta de
l'Unità che mostra una persona che
punta una pistola contro il ministro Brunetta: "C'ha ragione Brunetta, i fannulloni so' 'na vergogna. Me so' fatto forza, me so' alzato e me so' fatto la barba. Poi ho preso il vecchio ferro che avevo quando facevo anche 14 ore consecutive da guardia giurata. E so' venuto ar ministero a ringrazià renà". Accanto - in un'altra immagine - la rubrica "Chi è morto oggi?", con
la lapide del ministro. Immediate le reazioni della politica e subito dopo le scuse della direzione del quotidiano e di Sergio Staino, direttore di Emme: "Se qualche lettore puo' interpretarla in modo da sembrare un invito all'uso delle armi, né io, né Biani, né l'intera redazione di Emme, abbiamo alcuna difficoltà a chiedere scusa a questi lettori, ministro Brunetta, ovviamente, compreso".
 La vignetta incriminata
|
Il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, parla di vignetta "pericolosamente ambigua". "La satira è sacrosanta - premette Gasparri - ma non si può non rilevare la pericolosa ambiguità della vignetta contro il ministro Brunetta. Non so se il direttore del quotidiano l'ha vista prima che fosse pubblicata. Sotto il titolo 'Guerre giuste', c'è l'immagine di una persona che, puntando una pistola, fa intendere che a Brunetta si potrebbe anche sparare". Il ministro dell'Innovazione, ricorda inoltre Gasparri, "ha più volte dimostrato grande sintonia con la satira istituendo addirittura un concorso per premiare la migliore vignetta a lui dedicata. E tutti dobbiamo accettare anche la più graffiante presa in giro. Io stesso ho più volte elogiato chi mi imita anche in maniera molto vistosa. Ma una pistola puntata, pur se in una vignetta, non è un bel gioco. In un paese in cui violenza e terrorismo hanno una drammatica storia e forse radici non completamente recise, si scherzi su tutto, ma non con le armi e le pistole puntate. Sono certo che il direttore dell'Unità, accortosi dell'errore, vorrà scusarsi con il ministro Brunetta".