Brunetta attacca l'articolo 1 della Costituzione. E' polemica

"Stabilire che l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro non significa assolutamente nulla. La parte valoriale della Costituzione ignora temi e concetti fondamentali, come quelli del mercato, della concorrenza e del merito". Parola del ministro Brunetta. Ed è subito polemica. Per Chiti (Pd) "se la linea della destra è quella di Brunetta, il discorso sulle riforme diventa non di possibile intesa ma sicuro scontro". E Di Pietro: "Dai un dito e si fregano il braccio". Anche Bonaiuti e Calderoli frenano il ministro della Funzione Pubblica

Sabato, 2 gennaio 2010 - 18:27:00

"Stabilire che l'Italia e' una Repubblica democratica fondata sul lavoro non significa assolutamente nulla". Lo ha detto al quotidiano 'Libero' il ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, secondo il
quale la riforma della Costituzione dovra' riguardare anche la prima parte, "a partire dall'articolo 1", e non solo la
seconda.   Per il ministro "la parte valoriale della Costituzione ignora temi e concetti fondamentali, come quelli del mercato, della concorrenza e del merito". "Fermi restando i principi fondamentali, nei quali
tutti ci riconosciamo, bisogna avere allora il coraggio di parlare anche della prima parte della Costituzione", ha
aggiunto. Secondo Brunetta andrebbero anche rivisti "gli articoli della Carta sui sindacati, i partiti, l'Europa...".

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Brunetta

DURA REAZIONE DI PD E IDV -  Le parole di Brunetta provocano le immediate reazioni di Pd e Italia dei Valori. Secondo il vicepresidente del Senato, Vannino Chiti, "l'uscita del ministro Brunetta, l'ennesima da parte della maggioranza che dice cose diverse e spesso opposte, conferma la necessità di un chiarimento condiviso sugli obiettivi e le finalità che ci si propongono. Se la linea della destra è quella di Brunetta, il discorso sulle riforme diventa non possibile intesa ma sicuro scontro". No secco anche da parte di Antonio Di Pietro: "Come volevasi dimostrare: dai un dito e si fregano il braccio. È il solito disegno di stampo piduista portato avanti dal governo Berlusconi e dalla sua maggioranza".

CALDEROLI: "VA CAMBIATA LA SECONDA PARTE" - Roberto Calderoli (Lega Nord): "Non sono un entusiasta dell'art. 1 della Costituzione, ma  fa parte della nostra storia e penso che se si vogliono fare le riforme adesso bisogna limitarsi a cambiare la seconda parte della Costituzione. C'è un rischio grave, a voler far tutto si finisce con il far nulla".

BONAIUTI FRENA BRUNETTA - In un'intervista a SkyTg24, Bonaiuti (Pdl) commenta così la proposta di Brunetta: " Non bisogna mai mettere troppa carne al fuoco, però tutto si può vedere».

 

 

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