Di Francesco Cocco
Usa i suoi soliti toni, pacati ma inequivocabili,
Savino Pezzotta, per ammonire la Lega e indirettamente il Pdl. Già segretario della Cisl, animatore del progetto della Rosa Bianca poi entrato a far parte dell'Udc, l'ex sindacalista oggi parlamentare sceglie
Affaritaliani.it per indicare la rotta: piuttosto che fare accordi alle Regionali con chi invoca la secessione, meglio andare soli.
Domenica il leader delll'Udc Pierferdinando Casini ha lasciato intendere che in Parlamento ci possa essere una maggioranza alternativa a quella Pdl-Lega.
"Casini ha detto che, rispetto a quel che dice la Lega e alle sue proposte, in Parlamento c'è una grande maggioranza alternativa. Non ha parlato di governo".
Ma questo presume che il Pdl voglia dissociarsi dal partito di Bossi.
"Io credo che nel Pdl ci sia bisogno di uno scatto d'orgoglio. Noi non possiamo assistere a discorsi come quello che ha fatto a Venezia domenica un leghista ministro della Repubblica, non da uno che passava lì per caso".
Si riferisce a Bossi che ha rilanciato sulla secessione?
"Sì, mi riferisco a lui. Bossi è un ministro della Repubblica, non dimentichiamolo mai, e dovrebbe rappresentare anche chi è all'opposizione. E invece dice le cose che ha detto domenica".
Per questo, secondo lei, l'Udc alle Regionali dovrebbe evitare accordi con il Pdl e la Lega insieme?
"Noi dobbiamo fare alleanze sulla base di programmi. Ma è chiaro che se il clima è quello che crea Bossi dicendo 'la Padania sarà uno stato libero e sovrano', non ci sono possibilità di accordi con chi la pensa come lui. Lo stato libero e sovrano è la Repubblica Italiana. E la bandiera è il Tricolore, non il sole delle Alpi".
Quindi, se Bossi continua così, niente accordi?
"Io osservo che la Lega persegue obiettivi e valori diversi dai nostri. Lo ha detto benissimo anche Casini. Non siamo condannati alle alleanze. Possiamo correre anche da soli. Sono gli altri che ci chiamano, noi non l'abbiamo ancora fatto con nessuno".
C'è l'ipotesi che, qualora in Lombardia si arrivasse a un accordo fra Pd e Udc, il candidato per la presidenza regionale sarebbe lei. Da parte sua, sarebbe disponibile?
"L'ho letto anch'io sui giornali. Non ho ricevuto né proposte, né indicazioni, né ragionamenti in quella direzione".
Ma se questa prospettiva si verificasse?
"Sono ipotesi che non vedo".
Nei prossimi giorni riparte alla Camera l'esame del disegno di legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento. Difenderete il testo del Senato o proporrete modifiche?
"Vedremo se si possono trovare delle mediazioni che non mettano in discussioni alcuni principi".
Domenica Casini ha rilanciato il Grande Centro. Anche in relazione a questo progetto c'è chi immagina la discesa in campo di Luca Cordero di Montezemolo. Secondo lei è un'ipotesi positiva?
"Io per lui ho stima. L'ho conosciuto ed è una persona capace, intelligente. La sua presenza nell'agone pubblico sarebbe utile. Non la vedrei affatto male, perché anche la classe imprenditoriale dovrebbe spendersi un po' di più rispetto ai mali del Paese. Ma non sto facendo un appello a Luca Cordero di Montezemolo. E' una scelta che appartiene a lui".