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Politica
Caso Csm, il governo pensa a una riforma della giustizia
Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede

Il caos provocato dall'indagine sulle Procure spinge il governo a mettere mano alla riforma della giustizia. Presto un vertice dei ministri Alfonso Bonafede e Giulia Bongiorno con il premier Giuseppe Conte.

Il Governo punta a riformare al più presto la giustizia. Il vertice di governo sarà fissato mercoledì 19 giugno e potrebbe essere la prima tappa verso una legge che era stata congelata dal ministro Alfonso Bonafede per sottrarla "al vortice della campagna elettorale". Il guardasigilli si troverà a Palazzo Chigi con la ministra della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno e il premier Giuseppe Conte.

Matteo Salvini potrebbe partecipare o lasciare che a rappresentare le posizioni della Lega sia Giulia Bongiorno. Secondo quanto trapelato finora, il governo non vorrebbe varare una riforma dettata dall'onda emotiva scatenata dal caos del Csm,  e la presenza del presidente del Consiglio confermerebbe tale volontà e il rispetto dei poteri dello Stato.

Bonafede fa sapere che c'è l'esigenza di "cambiare le regole per voltare pagina" e di "alzare un muro che tenga distante la politica dalla magistratura". 

"La separazione del Consiglio in due con la separazione delle carriere, oppure un intervento più rapido che riguardi solo la nomina dei componenti", ha spiegato Giulia Bongiorno. Che pensa al cosiddetto "sorteggio mediato" che prevede una prima fase di individuazione di un elenco di persone che hanno i requisiti per fare i consiglieri e poi, a partire da quello, un sorteggio, creando piccoli collegi sui territori.

Sui tempi dei processi e le intercettazioni Giulia Bongiorno ha le idee chiare: "Dobbiamo evitare le intercettazioni a strascico, occorre evitare la pubblicazione dei verbali nelle fasi precoci del procedimento. Infine, noi crediamo nel divieto assoluto di pubblicazione di ciò che attiene alla vita privata delle persone. Non basta più dire: non pubblicate. È necessaria anche una sanzione per la pubblicazione delle cosiddette 'intercettazioni gossip'". Quanto ai tempi la ministra della Lega intende "dare un limite perentorio a tutte le fasi del processo, ma in particolare alle indagini preliminari. In caso di ritardi del tutto ingiustificati da parte dei magistrati - sottolinea - dovremmo introdurre importanti conseguenze processuali e anche disciplinari".

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