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Dopo il voto in Trentino/ Pd oltre il 30%, Pdl scende al 36. Lega primo partito al Nord

Martedí 11.11.2008 15:55


FORUM/ La vittoria del Centrosinistra (Pd+Udc) in Trentino e il tracollo del Popolo della Libertà (più che dimezzati i voti rispetto alle elezioni di aprile) è un segnale politico nazionale? Berlusconi e il governo devono preoccuparsi?

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"Il risultato delle elezioni provinciali in Trentino è in qualche modo collegato al calo di fiducia nel governo. Si tratta di segnali convergenti, che registrano una minore capacità di convincere da parte delle forze di Centrodestra e un timido segnale di ripresa del Centrosinistra. Anche se bisogna ricordare che sia l'Alto Adige sia il Trentino sono territori dominati da decenni dall'attuale opposizione". Il direttore generale di Coesis Research analizza per Affaritaliani.it i risultati delle elezioni a Trento, realizzando una proiezione a livello nazionale per i principali partiti. "Possiamo affermare che certamente si è fermata l'emorragia del Partito Democratico e comincia a serpeggiare tra i cittadini qualche dubbio sulla capacità rivoluzionaria del Centrodestra, che sembra aver esaurito la sua spinta liberale. Si va verso un riequilibrio delle forze in campo".

"E' difficile stimare la crescita del Pd. Ritengo comunque che il partito di Veltroni sia cresciuto di due punti circa rispetto alla dead-line che era attorno al 28-29%. Quindi i Democratici sono tornati sopra quota 30%, una soglia psicologica, un argine. L'Italia dei Valori tiene sicuramente le sue posizioni e a livello nazionale si conferma attorno al 6%. Il Centrosinistra nel suo complesso è uscito tonificato da questo test locale. La nottata è passata, anche se è prematuro trarre conclusioni definitive".

E nella maggioranza? "La Lega Nord rimane il vero protagonista di questa legislatura, anche dopo il voto. Il Carroccio ha dimostrato e dimostra di espandersi in territori dove non aveva una storica presenza e quindi si attesta attorno a quota 10% a livello nazionale. Per il movimento di Bossi è un obiettivo alla portata di mano diventare il primo partito in Veneto e in Lombardia. D'altronde la competizione con Pdl è forte e si è vista anche in Trentino. Il Popolo delle Libertà si è indebolito e ha perso un po' di spinta".

Ovvero? Secondo Amadori "il Pdl performa molto bene quando è galvanizzato da Silvio Berlusconi, ma dietro il premier, a livello locale, fa fatica a espimere una classe politica capace di attrarre l'elettorato. Il contrario della Lega, che ha costruito sul territorio una forte e visibile classe dirigente. Prendendo in considerazione gli ultimi sondaggi e il risultato in Trentino, possiamo affermare che il Popolo delle Libertà ha perso circa un punto percentuale rispetto alle elezioni politiche di aprile e si attesta attorno al 36%. La situazione comunque è molto fluida e gli elettori sono molto mobili. Sono processi che possono rientrare, ma questa settimana il Pdl arranca, cede consensi, e il Pd si rianima".

Infine l'Udc. Che secondo il numero uno di Coesis Research "resta un oggetto misterioroso di centro, non ha identità e visibilità. Anzi, ha un profilo grigio. Non credo proprio che il partito di Casini al momento sia oltre il dato elettorale delle Politiche, anche perché non si capisce bene che ruolo abbia. Diciamo che si è ingrigito da quando ha abbandonato la Casa delle Libertà".

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Di Luigi Crespi

"Trovo alquanto stucchevoli i tentativi più o meno riusciti di stravolgere il senso di un risultato elettorale. Infatti ritenere che la vittoria del centrosinistra allargato all'UDC a Trento sia il cambio di un clima può essere valido come auspicio ma non ha nessun supporto nella realtà e la prova di quello che dico la avremo nelle prossime elezioni in Abruzzo. A Trento non hanno vinto i partiti ma il candidato Lorenzo Dellai. Trento secondo l'indagine MonitorProvincia di Ekma è in testa alle classifiche della percezione della qualità dei servizi da sempre e nelle ultime tre rilevazioni si è alternata tra il primo ed il secondo posto con dei dati che vanno dal 59,5% del luglio 2007, al 59,9% del dicembre 2008, al 57,8% nel luglio 2008. Lo stesso si può dire di Lorenzo Dellai che si è sempre posizionato tra i primi 10 presidenti di provincia per livello di fiducia con il 59,7% nel luglio 2007, il 60,5% nel dicembre 2007 e con il 61,1% nel luglio 2008. Quindi dare una valenza prettamente politica a questa tornata elettorale significa mortificare ed annullare il ruolo degli amministratori locali e le capacità che hanno di costruire un rapporto con i propri cittadini amministrati basato sulla qualità dei servizi resi. A Trento gli elettori si sono recati alle urne valutando, misurando e giudicando il lavoro di Dellai, non quello del PD e tanto meno quello del PDL".

www.luigicrespi.it



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