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Politica
Conte con Casalino contro i giornali. Dibba: "Via i tecnici che ostacolano"
LaPresse
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"Le dichiarazioni del mio Portavoce Ing. Rocco Casalino hanno chiarito che la diffusione dell’audio che sta circolando in queste ore configura condotte gravemente illegittime che tradiscono fondamentali principi costituzionali e deontologici - così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte interviene nella polemica politica che si è scatenata dopo la diffusione del suo messaggio audio sui tecnici del MEF - . Chiarito che trattasi di un messaggio privato, mi rifiuto finanche di entrare nel merito dei suoi contenuti. Ribadisco la piena fiducia del mio Portavoce e approfitto per ribadire la piena compattezza e unitarietà del Governo nella elaborazione della manovra economica. Sono giorni molto intensi e stiamo lavorando tutti, con il sostegno delle strutture amministrative, per realizzare le riforme più idonee a rilanciare la crescita economica e lo sviluppo sostenibile del nostro Paese".
 

LA PRECISAZIONE DI ROCCO CASALINO - "Sta circolando un messaggio-audio che riproduce la mia voce in una conversazione assolutamente privata avuta con due giornalisti - ha dichiarato Rocco Casalino -. La pubblicazione vìola il principio costituzionale di tutela della riservatezza delle comunicazioni e, nel caso fosse accertato che sia stato volontariamente diffuso ad opera dei destinatari del messaggio, le più elementari regole deontologiche che impongono riserbo in questa tipologia di scambi di opinioni. Questo dovrebbe bastare a interrompere qui le mie precisazioni. Tuttavia, il delicato incarico di portavoce del Presidente del Consiglio dei Ministri mi impone di chiarire che i contenuti di quella conversazione sono da considerare alla stregua di una libera esternazione, espressa in termini certamente coloriti ma che pure si spiegano in ragione della natura riservata della conversazione, che non cela nessun proposito da perseguire in concreto, ma più una sensibilità presente all’interno del M5S e che era mia premura rappresentare".

LA LETTERA DI LUIGI DI MAIO AI PARLAMENTARI M5S

Buonasera a tutti,

vi scrivo dopo essere appena rientrato dalla mia missione in Cina dove abbiamo firmato accordi importanti per le nostre imprese che esportano made in Italy e per gli investimenti futuri dell’Italia.

Sono giorni importanti per il nostro Governo perché siamo ad un bivio, è il bivio davanti a cui si sono trovati tutti i governi italiani della storia. E guardate che non c’è da scegliere tra la strada del deficit o quella del rigore. Chi la pensa così sbaglia.

Siamo chiamati a fare una scelta molto più importante: dobbiamo decidere se avere il coraggio di stravolgere gli schemi e superare i dogmi del passato, oppure adeguarci a quello che i parrucconi di questo Paese sostengono, nulla di quello fatto negli ultimi 20 anni.

Non voglio enfatizzare troppo questo momento, ma gli attribuisco un valore profondo. I Governi del passato si sono sempre compromessi perché sceglievano la via più semplice per se stessi e più difficile per i cittadini: quella delle carte a posto. Io sono dell’idea invece che i rischi ce li dobbiamo prendere noi che siamo all’interno di questi palazzi e non gli italiani. I cittadini hanno tirato già troppo la cinghia in questi anni per essere immolati ancora una volta sull’altare del debito, dello spread, della sobrietà e dei sacrifici. Adesso il coraggio e i rischi ce li dobbiamo prendere noi che siamo istituzione.

Il dibattito di questi giorni è surreale, si sta descrivendo il Governo come in lite, al capolinea, in balia delle richieste del Movimento. Invece vi posso dire che tra i membri del Governo tutti vogliamo fare il reddito di cittadinanza, tutti vogliamo fare la flat tax, tutti vogliamo abolire la Fornero e sostituirla con quota 100.

C’è però chi rema contro, ovvero una parte della burocrazia dei ministeri. Non voglio generalizzare, ma è chiaro ed evidente che il sistema, negli ultimi 20 anni, ha piazzato nei gangli fondamentali dello stato dei servitori dei partiti e non dello stato. E questo mi preoccupa molto.

Ogni volta che facciamo provvedimenti dobbiamo riguardarci sempre bene il testo, perché a volte tra un passaggio e un altro viene cambiato, si modifica, viene stravolto. Quando vi dico che c’è da preoccuparsi, credetemi. Abbiamo vinto le elezioni del 4 marzo, ma il sistema è vivo e vegeto e combatte contro di noi.

Al Governo ci siamo noi e c’è la Lega. Ma se partiti, lobby e burocrati devono scegliere chi combattere, sono tutti d’accordo con il “dagli addosso al Movimento 5 Stelle sempre e comunque”. Il lato oscuro dello Stato non crede neanche minimamente di poter avere qualche garanzia da noi. Questo ci deve rendere orgogliosi, ma ci deve far tenere sempre alta la guardia.

Voi parlamentari state facendo un lavoro enorme, in questo esercito siete la prima linea, quella che si trova a contatto con i territori e allo stesso tempo deve ingoiare l’odio e l’ipocrisia delle opposizioni in Aula. Abbiamo ammaccato questo sistema decine di volte con vittorie storiche che nessuno mai ci riconoscerà. Ma dobbiamo combattere ancora per forare la corazza, perché sono ancora molto forti ed hanno una grande capacità di infiltrarsi tra di noi.

Su di me, su Beppe Grillo e su Davide Casaleggio ne inventano di ogni tipo ogni giorno. Io sono stato addirittura accusato di corruzione dai media. Oltre ai soliti retroscena smentiti dai fatti e altre follie. Mi hanno dato per morto (politicamente) decine di volte in questi anni alimentando retroscena fasulli: prima Casaleggio e Grillo contro Di Maio, poi Casaleggio Junior e Grillo contro Di Maio, poi Grillo e Fico contro Di Maio poi Fico e Di Battista contro Di Maio, poi Fico, Grillo, Di Battista e Casaleggio contro Di Maio. Una volta anche “il Vaticano contro Di Maio".

Vivo questa bellissima e incredibile esperienza con la convinzione che ogni giorno un giornale scriverà che (politicamente) è il mio ultimo giorno.

Questo tipo di attacchi che si fonda sulle menzogne negli anni mi ha rafforzato e credo abbia rafforzato anche il Movimento, facendolo diventare a prova di bomba. La corazza indistruttibile l’hanno creata i cittadini italiani, difendendoci sempre contro queste accuse continue. E facendoli sentire in dovere di prendere le nostre difese.

Quindi vi dirò: finché si tratta di attaccare i portavoce del Movimento per me non c’è alcun problema. Fa parte del gioco e ci porta anche fortuna. Finché si trattava di mettere me contro Alessandro o contro Roberto o contro Beppe, non davo molto valore a questo giochino. Visto che ci sentiamo ogni giorno e sappiamo che non è vero.

Ciò che ritengo inaccettabile invece è che adesso il bersaglio siano diventati i nostri dipendenti della comunicazione. Chiunque vive il Movimento conosce bene l’importanza delle nostre strutture di comunicazione. Sono i migliori perché, in tutti questi anni, si sono inventati ogni giorno metodi alternativi alle tecniche tradizionali per far arrivare i nostri contenuti a milioni di italiani.

Qualcuno dice che diamo troppa importanza agli uffici comunicazione e ai loro dipendenti. Qualcuno ci critica dicendo che li paghiamo troppo, (poi quegli stessi sono pronti a massacrarci se li paghiamo poco).

La verità è che, sin dai primi tempi della legislatura scorsa, abbiamo dovuto trovare modi e canali alternativi per far arrivare ai cittadini i nostri contenuti, la nostra verità e i nostri successi. Milioni di persone ogni giorno sanno che cosa stiamo facendo, come lo stiamo facendo e i risultati che stiamo ottenendo grazie a queste persone. Il loro è un ruolo difficilissimo. L’ufficio stampa dei partiti sono i direttori di Tg e giornali. I portavoce dei partiti neanche si devono scomodare a segnalare le notizie, ci pensano direttamente i direttori dei media a metterle in prima pagina facendole diventare anche più grandi di quello che sono. Quegli stessi che sistematicamente censurano noi.

Se avessimo aspettato Tg e giornali nessuno avrebbe mai saputo nulla, invece grazie al lavoro di questi professionisti, in questi anni, è stato possibile far conoscere a milioni di persone un nuovo modo di fare politica che sistematicamente veniva oscurato dal main stream.

Stiamo parlando di persone che 7 giorni su 7 ci hanno aiutato a farvi arrivare la notizia del taglio degli stipendi, del decreto dignità, delle porcate fatte dai partiti, delle ingiustizie consumatesi a danno delle persone oneste, del salva banche, usando una strategia che mette insieme, talk, social, blog, piazze, sit in, flash mob e manifestazioni come Italia 5 stelle, che è nata proprio per far conoscere i nostri risultati agli italiani, viste le continue censure.

Se i portavoce del Movimento 5 Stelle sono i guerrieri al fronte, coloro che lavorano nella comunicazione sono il nostro genio che aiuta l’esercito ad avanzare ogni giorno, quello che costruisce ponti per far attraversare i fiumi, quello che costruisce gli accampamenti per mettere al sicuro la truppa, quello che ripara i mezzi quando vanno fuori strada.

Queste persone negli ultimi tempi sono sotto attacco. Ma a differenza mia e di tutti voi non possono difendersi come vorrebbero. Non possono andare in tv a dire la propria, non possono scrivere post, non possono controbattere ai loro diffamatori, perché sono dei professionisti e non ne fanno una questione di schieramenti, ma di lavoro.

Molti media hanno capito che colpendo la comunicazione, rallentano la nostra avanzata. È un comportamento da vigliacchi. E a questi vigliacchi dico, colpite noi eletti, non i nostri dipendenti.

Qualcuno in queste ore sta facendo la morale a Rocco Casalino perché in un audio via whatsapp ha detto a due giornalisti quello che avevamo già detto pubblicamente in questi giorni e cioè che il sistema dei mandarini di stato ci rema contro. Molti giornalisti si stanno scandalizzando per il fatto che Rocco lo abbia detto in un audio privato a due giornalisti (Pietro Salvatori e Alessandro De Angelis che non avrebbero mantenuto il segreto della conversazione, probabilmente passando l’audio a Il Giornale di Sallusti. Giornali di De Benedetti che passano veline a quelli di Berlusconi).

I moralizzatori di oggi vorrebbero per caso asserire che non hanno mai ricevuto messaggi privati dai portavoce delle altre forze politiche? Vogliono per caso dire che non hanno mai rilanciato un retroscena sulla base degli spin degli uffici stampa? I giornalisti che oggi hanno rilanciato questa notizia come Alessandro Sallusti e Sergio Rizzo, non hanno vocali o sms dei portavoce di Renzi, Berlusconi o di Salvini, in cui si indica la linea politica o addirittura si attacca un esponente del loro stesso partito?

Abbiano il coraggio di dire che è così. Almeno ritroviamo il sorriso!

DI BATTISTA: SE TECNICI OSTACOLANO VANNO CACCIATI, BENE CASALINO - "Siamo onesti, Casalino ha sbagliato. Non si mandano audio del genere in privato ai giornalisti. Certe cose vanno dette pubblicamente e con orgoglio! Le persone ci hanno votato proprio per questo. Se i tecnici nei Ministeri ci mettono i bastoni tra le ruote prendendosi poteri che non gli competono vanno cacciati all'istante. Semplice". Lo scrive su Facebook Alessandro Di Battista. "O trovano i soldi per il reddito di cittadinanza (come li hanno trovati per le banche) o si trovano un altro lavoro", prosegue DiBattista. "Dove sta la violenza in tutto ciò? Violenza è il sistematico tradimento della volontà popolare. Violenza è trovare denari per il TAV, per le banche, per le guerre di invasione mascherate da missioni di pace e dimenticarsi della povera gente. Violenza è utilizzare i giornali non per informare ma per bloccare ad ogni costo un movimento perché quel movimento vuole cancellare i finanziamenti pubblici all'editoria". "Violenza è vedere questi giornalisti fare i leoni di fronte a Rocco Casalino ma poi farsela nei pantaloni sul caso Consip. Questa è la violenza che si respira davvero in Italia. E contro questa violenza la stragrande maggioranza degli italiani si è espressa. Quindi avanti tutta e barra dritta. Amici non vi lasciate intimorire dai soliti cani da riporto del sistema anzi gioite, se il sistema reagisce così è un buon segno!", conclude Di Battista.

 

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