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Politica

Di Tommaso Cinquemani
 

dario nardella
 

"Tagliare le tasse per creare occupazione e ridurre la spesa pubblica e della politica" di 5 miliardi. Sono questi i primi provvedimenti che Renzi proporrà al governo Letta. Ad annunciarlo, con una intervista a tutto campo ad Affaritaliani.it, è Dario Nardella, onorevole Pd vicinissimo al sindaco di Firenze. "Una riforma di Equitalia è necessaria", spiega Nardella che poi chiede alla Cgil un cambio di rotta: "Il fatto che il blocco di iscritti più ampio sia quello dei pensionati contiene in sé un problema di rappresentanza". E sul capitolo riforme: "Il Senato deve essere un organo intermedio, rappresentativo di Comuni e Regioni, non elettivo. Questo ridurrà i costi e snellirà i lavori". Riforme necessarie, su cui il Pd chiederà il voto di tutte le forze politiche. Come per la legge elettorale: "A noi piace il collegio uninominale, perché dà una spinta verso un sistema maggioritario, e il doppio turno, perché supera la frammentazione".

Onorevole Nardella, Matteo Renzi ha riservato un passaggio del suo discorso alla Cgil, chiedendo che cambi. In quale modo dovrebbe farlo?
"Anche la Cgil deve mettersi in gioco, come il partito, sul tema della rappresentatività. Il fatto che il blocco di iscritti più ampio sia quello dei pensionati già contiene in sé un problema di rappresentanza. Inoltre deve aprirsi alle sfide riformiste sul fronte del lavoro. Deve essere un sindacato meno arroccato, meno difensivo. Deve mettere al centro il lavoro e non solo i lavoratori".

Uno dei problemi del lavoro è l'alto livello di tassazione. Chiederete che si intervenga sul cuneo fiscale e sulla tassazione alle imprese?
"Per noi il tema del rilancio del lavoro passa dal rilancio dell'economia. Non si produce occupazione per decreto. Le imprese assumeranno quando saranno messe in condizioni di farlo, cioè quando il mercato ripartirà. Ciò significa lavorare sulla riforma fiscale".

Per intervenire sul fisco servono i fondi. Pensate di recuperarli dalle privatizzazioni, già avviate dal governo Letta?
"E' una delle strade da prendere in considerazione, ma non l'unica. Partiremo prima di tutto dalla riduzione dei costi della politica per un miliardo di euro. Inoltre puntiamo molto sulla razionalizzazione della spesa pubblica. Attenzione però, non si tratta di tagli lineari, ma selettivi. Abbiamo 36.000 centri di spesa pubblica che generano una inefficienza non più sostenibile".

Mario Monti aveva lanciato il tema della spending review, poi ripreso da Letta. Procederete anche voi su questa strada?
"Fino ad ora è stata fatta con i tagli lineari. Così non va bene. Da questo punto di vista è emblematico il patto di stabilità".

In che senso?
"Ha un approccio sbagliato al controllo della spesa pubblica perché ha compresso in modo eccessivo gli investimenti sul territorio".

Pensate di chiedere la sostituzione di Carlo Cottarelli, il commissario alla spending review?
"Non ci interessano i nomi, ci interessano piuttosto gli obiettivi. La legge di stabilità pone come scopo il taglio di 4 miliardi con la spending review, l'obiettivo minimo è però di un miliardo. Se non si raggiungerà quota 4 miliardi la differenza dovrà essere coperta da nuove imposte. Significa nuove tasse per i cittadini, così non ci siamo".

Equitalia spesso viene vista come la 'bestia nera' che mette le mani nelle tasche degli italiani. I modi con cui lavora vanno cambiati?
"Serve un sistema che sappia conciliare la riscossione dei tributi con le esigenze del sistema produttivo. Equitalia deve poter discernere sul territorio caso per caso. Non si può guardare solo ai numeri, ma bisogna ascoltare le aziende e le persone".

Renzi 2
 

Uno dei vostri punti principali è l'abolizione del Senato, come procederete?
"Visto che FI non intende usare la procedura speciale, quella dei saggi, chiederemo che si porti subito un testo di riforma costituzionale in Parlamento perché sia approvato immediatamente. Ma attenzione, la riforma deve portare al monocameralismo. Il Senato deve essere un organo intermedio, rappresentativo di comuni e regioni, non elettivo. Questo porterà ad una drastica riduzione dei costi e ad uno snellimento della legislazione. Se la proposta è una via di mezzo noi non ci stiamo".

Cercherete convergenze con altre forze politiche in Parlamento?
"Certo, sappiamo bene che dobbiamo dialogare con chiunque, in modo molto laico e concreto".

La riforma costituzionale va a braccetto con quella della legge elettorale. Quale modello proporrete all'Aula?
"Noi mettiamo tre paletti: il bipolarismo, la governabilità e la possibilità per l'elettore di scegliere in maniera chiara quale coalizione deve governare. Il tipo di legge elettorale può poi variare. A noi piace il collegio uninominale, perché dà una spinta verso un sistema maggioritario, e il doppio turno, perché supera la frammentazione".

Capitolo Rai, secondo lei è necessaria una riforma del servizio pubblico televisivo?
"Una riforma è necessaria. Nel 2016 scadono le concessioni e la Rai deve arrivare a quella gara riorganizzata, forte e autorevole. Questo vuol dire pensare seriamente a cosa deve essere il servizio pubblico. Va bene il risanamento dei conti, come sta facendo Gubitosi, ma poi è importante quale modello vogliamo costruire. La Rai non può essere la copia della televisione commerciale".

Si può pensare ad una privatizzazione?
"E' un tema fuori tempo. A tre anni dalla scadenza delle concessioni nessun privato si comprerebbe la Rai".

 twitter@Tommaso5mani

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