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Politica
Di Battista valore aggiunto a Luigi Di Maio

Perché il Movimento Cinque Stelle è (diventato) forte?

Perché può permettersi di schierare più leader e questo è il segno che un movimento, una organizzazione, un partito politico hanno raggiunto la maturità.

Nei tempi d’oro, ad esempio, il Partito Democratico poteva schierare tre o quattro leader come del resto faceva la Democrazia Cristiana.

Avere più persone in grado di guidare al risultato è il primo segno di forza.

Finora nei Cinque Stelle, a parte Beppe Grillo, c’è stato Luigi Di Maio che ne ha raccolto pienamente l’eredità ed è stata una sorpresa per tutti.

Finora il giovane campano ha fatto bene senza mai essersi fatto “intimorire” da un politico scaltro e scafato di lunghissimo corso come è Matteo Salvini.

Il ritorno di Alessandro Di Battista, lunghi dall’aver provocato tensioni interne, ha invece rafforzato lo stesso Di Maio e il Movimento.

Di Battista infatti è l’altro “cavallo di razza” del Movimento, per utilizzare un po’ la nomenclatura utilizzata per i politici Dc del passato, Amintore Fanfani e Aldo Moro.

Caratterialmente e idealmente potremmo accostare Di Maio a Moro e Fanfani e Di Battista.

Tutto questo inoltre fa risaltare la mancanza di leader di razza nel Partito Democratico. Matteo Renzi, l’unico che almeno ha vinto qualche alloro prestigioso, si è misteriosamente ritirato (pensa alla scissione?) dalla competizione delle primarie e quindi ha lasciato il campo a personaggi “minori” e non noti al folto pubblico come Maurizio Martina, Nicola Zingaretti e Roberto Giachetti.

Di Battista invece è sceso in campo al momento giusto e cioè durante la campagna elettorale non solo per le Europee prossime venture ma anche per altre competizioni locali, ma importanti, come quelle in Abruzzo.

Di Battista ha le “mani libere” rispetto a Di Maio che è impegnato nell’alleanza di governo e questo gli permette di “picchiare duro” sui temi cari al movimento, in primis l’opposizione alla Tav e in genarle sulle tematiche ambientali, che sono da sempre un punto di forza dei Cinque Stelle.

Invece, la Lega non ha ricambi, basandosi come il Pd ai tempi di Renzi, unicamente su Matteo Salvini con tutti i vantaggi ma anche i rischi della polarizzazione, un po’ come del resto Forza Italia con Silvio Berlusconi.

 

 

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    alessandro di battistacinque stelleluigi di maiobeppe grillomatteo salvini
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