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Politica
Di Maio: "Lo scandalo al Csm è la P2 del Pd. Volevano sabotare il caso Consip"

Sconcertante. Sto leggendo come tutti le intercettazioni telefoniche e vengono i brividi", "anche stavolta il peggio, a quanto si legge, lo ha dato il Pd. Se tutto sarà confermato siamo alla P2 del Pd". Lo afferma il vicepremier Luigi Di Maio in una intervista a La Verità. "Chi scende in politica - spiega - deve sapere che i poteri dello Stato sono divisi. Sentire di intercettazioni in cui, insieme ad alcuni esponenti della magistratura, qualcuno sembra provare a scegliere il capo della Procura che lo indaga su Consip è raccapricciante".

"A questo punto credo sia necessaria la riforma della giustizia. Bisogna partire dall'assunto che se un magistrato scende in politica poi non può più tornare indietro. Poi bisogna agire sui tempi della giustizia. L'obiettivo è dimezzarli. E su questo punto siamo pronti perché il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede ci sta lavorando". E il Csm? "Si modificano i meccanismi elettorali", "ne discuteranno il presidente del Consiglio e il ministro. Serve un segnale forte, pure sul conflitto di interessi", "quelli che per anni hanno criticato Berlusconi per il conflitto d'interessi, poi sono quelli che, avendo un conflitto d'interessi, sono finiti in un'inchiesta e hanno provato a sabotarla. E' venuto il momento di fare quella legge, che è nel contratto di governo. Per noi è una priorità".

"Come Paese fondatore dell'Ue, avremmo le carte in regola per avere un commissario pesante"

"Non vorrei che questa procedura s'andasse ad intersecare con altre vicende, come le nomine dei commissari europei", "non vorrei che si volesse indebolire l'Italia. È italiano il presidente del Parlamento in uscita, è italiano il governatore della Bce in uscita, e quindi, come Paese fondatore, avremmo le carte in regola per avere un commissario pesante", ossia economico e finanziario ma "in alternativa c'è anche quello della concorrenza che potrebbe essere uno snodo cruciale per guardare tutti i dossier". Lo afferma il vicepremier Luigi Di Maio sempre in una intervista a La Verità.

E avverte: "Le competenze tecniche sono importanti ma non bastano. Anzi Bruxelles ha sofferto di tecnocentrismo. Per quello siamo arrivati alla Fornero, a Renzi che barattava la flessibilità con l'apertura dei porti...", "ci vogliono cuore e testa. Competenze tecniche e passione politica. Bisogna mandare lassù qualcuno che non dimentichi le sofferenze degli italiani". Serve un ministro per gli Affari europei? "Secondo me va nominato il prima possibile, la casella va riempita. Ma questo non influenza la trattativa. Perché la trattativa deve portarla avanti tutto il governo. Dobbiamo andare a quei tavoli consapevoli che l'Italia può chiedere molto di più".

La procedura d'infrazione servirebbe a renderci più malleabili nelle trattative? "Potrebbe essere un modo per dire: non chiedete troppo, senno... Fra l'altro ricordiamo che la procedura riguarda un debito fatto dal governo guidato dal Pd". E replica alle critiche verso il governo per aver sbagliato le previsioni: "Anche la Germania prevedeva crescita all'1,9 per cento, ora l'ha ridotta allo 0,5...".

"Ridurre le tasse per me significa mettere più soldi nelle tasche dei cittadini"

"Abbiamo tanti imprenditori che chiedono l'abbassamento del cuneo fiscale, tante famiglie che non ne possono più degli oneri fissi sulle bollette elettriche. E' naturale che la riduzione delle tasse sia una priorità". Sempre a La Verità il vicepremier parla della flat tax di matrice leghista precisa: "Ridurre le tasse per me significa mettere più soldi nelle tasche dei cittadini. Che poi tu gli abbassi una o l'altra tassa l'importante è che gli italiani abbiano più denaro a disposizione".

E aggiunge: "A me piacerebbe ridurre il cuneo fiscale per le imprese, perché quello libera lavoro. E presto presenteremo un provvedimento sull'energia per abbassare oneri fissi nelle bollette elettriche". E nessun aumento dell'Iva: "Assolutamente no. Non si abbassano le tasse aumentando altre tasse. E neppure facendo i condoni".

"L'Ocse pensi ai suoi stipendi"

Il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio poi parla del salario minimo a 9 euro l'ora: "Non mi interessano i personalismi. Siamo pronti al dialogo. L'importante è dare una risposta in tempi rapidi a quei lavoratori che sono finiti nelle grinfie di contratti da 2-3 euro l'ora". E agli appunti dell'Ocse replica: "Mi sa dire quanto prende all'ora un dipendente dell'Ocse?".

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