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Politica
Vox Italia, Fusaro: "Valori di destra, idee di sinistra. Via da Ue e Nato"

"Valori di destra e idee di sinistra". Così il filosofo Diego Fusaro sintetizza in un'intervista ad Affaritaliani.it i principi alla base di Vox Italia, il nuovo partito sovranista che prende il via proprio dalle sue idee e il cui manifesto programmatico è rappresentato dal suo libro "Glebalizzazione - La lotta di classe ai tempi del populismo". Allo stesso tempo Fusaro ritiene che la dicotomia tra destra e sinistra sia obsoleta ma "ciò non toglie che il nostro progetto abbia un forte connotato ideologico". Ecco di seguito l'intervista completa.

Diego Fusaro, come è nato questo progetto politico?

Il progetto Vox Italia nasce da un gruppo di valenti persone che hanno deciso di riferirsi alle mie idee per trasformarle in un movimento politico, assumendo la mia filosofia come orientamento originale del partito. Non abbiamo niente a che fare con il Vox spagnolo, quando abbiamo deciso il nome non sapevamo neppure che esistessero. Anzi, il Vox spagnolo sarebbe un nostro nemico visto che è liberista e noi siamo fermamente socialisti. 

Qual è l'obiettivo di Vox Italia?

Costituire un fronte sovranista, populista e socialista. Nel panorama politico attuale abbiamo da una parte i globalisti cosmopoliti fucsia come PD e M5s e dall'altra una destra bluette e capitalista come quella di Lega e Forza Italia. Manca invece un sovranismo socialista che sia dalla parte del lavoro e non da quella del capitale. Noi siamo sovranisti internazionalisti nel senso che ci prefiggiamo di sviluppare un fronte sovranista gramsciano e socialista a livello internazionale. Siamo populisti perché riteniamo che la sovranità appartenga al popolo e non ai mercati e siamo sovranisti perché pensiamo che il principio di sovranità nazionale sia alla base del welfarismo. Con il fascismo e il nazismo non c'entriamo assolutamente nulla.

Vox Italia, partito nato dalle idee del filosofo Diego Fusaro (autore della rubrica Lampi del Pensiero su Affaritaliani.it), si presenta come una forza sovranista, populista e socialista e si propone di riempire lo spazio dal "governo del cambiamento", esperienza conclusasi con la crisi aperta ad agosto dalla Lega di Matteo Salvini

Il cofondatore e presidente di Vox Italia è Francesco Toscano, giornalista e scrittore.

Il nuovo partito verrà lanciato ufficialmente il prossimo 24 novembre a Milano in un evento che sarà moderato dal direttore di Affaritaliani.it Angelo Maria Perrino.

Vox Italia è di destra o di sinistra?

Destra e sinistra sono una dicotomia obsoleta. E' stata una dicotomia fondamentale nella modernità ma ora non lo è più. Negli anni di Gramsci io sarei stato certamente di sinistra e antifascista. Oggi invece destra e sinistra hanno la stessa visione del mondo. Una visione in cui il mercato è il padrone assoluto e regna incontrastato l'atlantismo geopolitico. Noi vogliamo rovesciare la dicotomia. Possiamo dire che abbiamo valori di destra e idee di sinistra. Per valori intendo le radici etiche, come le chiamerebbe Hegel, per noi rappresentate da famiglia, Stato e onore. Per idee intendo la solidarietà, la difesa dei salari e l'uguaglianza.

L'impressione è che vogliate riempire un buco lasciato dall'esperienza gialloverde e dal cosiddetto "governo del cambiamento". E' così?

Sì, esatto. L'idea di far partire Vox Italia nasce proprio dalla tragedia consumatasi ad agosto con la spaccatura della saldatura gialloverde. Il giallo del M5s si è sciolto nella fucsia del Pd e compagnia mentre il verde della Lega è confluito nella destra bluette di Forza Italia. Vox Italia si propone di diventare la piattaforma del sovranismo e del populismo.

Vox Italia come si pone nei confronti di euro e Unione europea?

Siamo contrarissimi sia alla moneta unica sia all'Unione europea. Sosteniamo l'immediata uscita dall'euro e anche dalla Nato per recuperare la sovranità nazionale economica, militare e politica. Una posizione diversa da quella di tutte le altre forze che si autodefiniscono sovraniste ma sono in realtà tutte prone a Washington e all'Unione europea. Basti vedere l'ultima intervista di Salvini a Il Foglio che ha citato Draghi e ha definito l'euro come una scelta "irreversibile".

Giorgia Meloni è sovranista?

Il partito della Meloni è quello che al momento esce più pulito perché non ha governato e non ha potuto dunque tradire nei fatti la lotta contro l'Europa del capitale.

Può essere un interlocutore per Vox Italia?

Siamo disposti a dialogare con tutti in ogni quadrante del panorama politico, da Marco Rizzo a Casapound. Non abbiamo chiusure ideologiche, possiamo dialogare con tutti quelli che riconoscono il principio della sovranità democratica e socialista e coloro che riconoscono che lo Stato viene prima del mercato. Possiamo dunque parlare con tutte le forze di destra o di sinistra che condividono questi valori. Penso a Marco Rizzo e Giorgia Meloni, a Stefano Fassina e Simone Di Stefano. Ripudiamo invece il centro liberista, atlantista ed europeista verso cui però tutti sembrano ormai sprofondare.

L'ha delusa di più il M5s o la Lega?

Entrambi. Il governo gialloverde hanno tentato di farlo cadere con i mercati, con la magistratura, con l'immigrazione di massa e alla fine Salvini e Di Maio ne hanno portato lo scalpo ai padroni del capitale da soli. La colpa è di entrambi, di Salvini che ha staccato la spina e di Di Maio che non ha voluto riattaccarla. Ma la ragione va bel al di là di quella che ci hanno raccontato. C'è di mezzo l'America che non tollerava il rapporto privilegiato di quel governo con Russia e Cina, così come il contrastro tra Stati Uniti e Huawei. Peccato, perché quel governo aveva fatto cose straordinarie portando avanti una linea socialisteggiante con il M5s e identitaria con la Lega. E lo dico da non sostenitore delle due forze politiche. Ma si trattava di un'unione rivoluzionaria che sono riusciti a distruggere con un vero e proprio suicidio. Ormai il M5s è preda della sinistra fucsia e la Lega del berlusconismo bluette.

Che vita c'è al di fuori dell'atlantismo a livello geopolitico?

A mio giudizio bisogna creare quello che chiamo orientamento euroasiatista e guardare in maniera positiva alla Russia di Putin e alla Cina. Mosca deve porsi come era prima del 1989 come una sorta di baluardo positivo rispetto all'americanizzazione del mondo comunemente chiamata globalizzazione. Se Obama diceva: "yes, we can" serve un Putin che dica "no, you can't". Sosteniamo tutti i governi non allineati all'americanizzazione, dalla Siria all'Iran, dalla Corea del Nord a Cuba.

Crede che le potenze euroasiatiche possano provvedere a un recupero ideologico laddove l'Occidente non è più in grado di fornire nuove narrazioni ideologiche?

Assolutamente sì. Come per esempio fa la Cina con la sua Nuova Via della Seta. Infatti dobbiamo guardare a quel mondo con favore, sperando sia in grado di resistere all'americanizzazione e realizzare un mondo multipolare. La saldatura tra Cina e Russia, fallita ai tempi del comunismo novecentesco, sarebbe l'auspicabile realizzazione di questa tensione multipolare e la fine della civiltà del McDonald.

In tutto ciò che ruolo gioca l'Europa?

L'Europa svolge il ruolo di colonia senza anima di Washington. L'Ue non ha fatto altro che americanizzare il capitalismo europeo, svuotandolo del welfare e dello Stato sociale. D'altronde Washington ci tratta da sudditi coloniali, annunciando da un giorno all'altro i dazi. Ritengo che l'Ue sia perduta e per questo va spaccata il prima possibile, per rovesciare il modello liberista.

Come può fare l'Italia a sopravvivere alle pressioni americane, per esempio su 5G, web tax e F35?

Bisogna preparare un'uscita da quel blocco attraverso le alleanze con Russia, Cina e Stati non allineati. Il merito del governo gialloverde è stato quello di aprire buone relazioni con la Russia e la Cina e gliel'hanno fatta pagare. Basti pensare alla vicenda dei soldi russi. Come se prendere fondi dalla Russia fosse proibito e si potessero prendere fondi solo dagli Stati Uniti. Detto poi da molti traditori del comunismo oggi fucsia e arcobaleno che al tempo prendevano, giustamente, finanziamenti da Mosca.

Salvini e Di Maio possono ancora svolgere un ruolo in tal senso con Russia e Cina?

No, ritengo si siano compromessi entrambi. E' finita l'epoca in cui Di Maio guardava alla Cina e in cui Salvini guardava alla Russia. Ora guardano entrambi con profonda riverenza a Washington. Si sono dimostrati copie sbiadite di quanto avrebbero potuto essere. Vox Italia sarà la vera forza sovranista populista e socialista.

twitter11@LorenzoLamperti

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