 Dino Boffo
|
"E' vero, sulle vicende private di
Silvio Berlusconi non abbiamo scritto una riga. Ed è una scelta che rivendico, perché ho ottime ragioni". Gian Maria Vian, direttore dell'
Osservatore romano, prende le distanze da un giornalismo che "pare diventato - osserva in un colloquio pubblicato dal Corriere della sera - la prosecuzione della lotta politica con altri mezzi. Segno che la politica, in tutti i suoi schieramenti, è piuttosto debole. Infatti da alcuni mesi la contesa tra partiti - spiega - sembra svolgersi soprattutto sui giornali, che hanno assunto un ruolo non soltanto informativo, come mostrano anche le vicende degli ultimi giorni". Sulla solidarietà a
Dino Boffo non si discute, ma Vian esprime qualche perplessità sulle scelte di
Avvenire: "Non si è forse rivelato imprudente ed esagerato - chiede - paragonare il naufragio degli eritrei alla Shoah, come ha suggerito un editorialista del quotidiano cattolico?".
E "come dar torto al ministro degli Esteri italiano - insiste il direttore dell'
Osservatore romano - quando ricorda che il suo governo è quello che ha soccorso più immigrati, mentre altri, penso per esempio a quello spagnolo, proprio sugli immigrati usano di norma una mano molto più dura? Mi sembra davvero un caso clamoroso, nei media, di due pesi e di due misure". Peraltro, assicura Vian, i rapporti tra Italia e Santa Sede "sono buoni.
Berlusconi è stato il primo a chiarire che non sarebbe andato a Viterbo per la prossima visita del
Papa quando ha capito che la sua presenza avrebbe causato strumentalizzazioni". E l'incontro all'Aquila "é saltato per non alimentare le polemiche", ma "si è trattato di un gesto concordato, di responsabilità istituzionale da entrambe le parti. Tanto più che i rapporti tra le due sponde del Tevere - insiste Vian - sono eccellenti, come più volte è stato confermato". Insomma, "nelle relazioni tra Repubblica italiana e Santa Sede non cambia nulla".