Clamorosa frattura nell'Italia dei Valori.
Massimo Donadi, capogruppo alla Camera e numero due del partito, sceglie Affaritaliani.it per prendere nettamente le distanze dall'affondo di Antonio Di Pietro contro il presidente della Repubblica. "E' un dato oggettivo che Napolitano, in alcuni momenti molto delicati che hanno coinciso con passaggi dove la maggioranza ha posto in essere delle notevoli forzature istituzionali - ad esempio il Lodo Alfano o la ricorrente aggressione alla Magistratura -, è stato parco di parole e a dir poco prudente.
C'è chi in questo comportamento vede una debolezza del capo dello Stato, ma su questo tema io ho una mia idea che non coincide totalmente con quella del partito. Partendo da questa costatazione oggettiva, credo che Napolitano abbia fatto bene a fare così".
Ovvero? "Bisogna anche considerare il momento particolare che la nostra politica sta vivendo. La maggioranza non ha il senso delle regole e si è dimostrata arrogante nei rapporti con le istituzioni e con il Parlamento, pronta a spazzare via qualunque tentativo di frapporsi ai propri obiettivi. In più l'opposizione in questa fase è oggettivamente debole perché divisa; credo quindi che il presidente della Repubblica bene abbia fatto in questi mesi a tentare, riuscendoci, di ricavarsi un ruolo che ne rafforzasse un'immagine assolutamente super-partes e quindi rafforzasse anche la sua capacità di incidere le volte che decide di intervenire con le parole che utilizza nei confronti di questa maggioranza".
Donadi spiega che "sulle parole di Di Pietro a piazza Farnese si sono fatte miserabili strumentalizzazioni. Ha preso spunto dal fatto che la polizia ha portato via uno striscione civile e non offensivo per dire che in democrazia bisogna anche tollerare la critica verso le più alte cariche istituzionali". Però il leader dell'Idv ha detto che Napolitano non è un arbitro imparziale... "Sicuramente io ho un'opinione diversa. Da parte mia c'è un'oggettiva diversità di lettura su questi fatti che Di Pietro valuta come una colpa o come un non essere sempre stato all'altezza, vista la continua aggressione della maggioranza che non rispetta nessuna regola".
Il numero dell'Italia dei Valori non usa mezzi termini: "Considerando il contesto, credo che il capo dello Stato si sia ricavato l'unico margine di manovra che le condizioni date gli consentivano, ovvero quello di rinunciare a momenti di intervento e contrasto diretto ricavandosi così, quando interviene, un'autorevolezza che a questo punto tutti gli riconoscono. Attraverso un lavoro di dialogo con parti della maggioranza ha ottenuto dei risultati e, visto che i numeri impediscono all'opposizione di essere un'argine efficace, Napolitano ha segnato più di un punto a suo favore riuscendo in più di un'occasione a sollecitare le parti più attente alle regole all'interno della maggioranza. Riportando in questo modo significativi successi. C'è quindi una diversità di lettura di un dato oggettivo: la grande prudenza del capo dello Stato in Di Pietro porta a una valutazione di rimprovero al Presidente, io invece la vedo diversamente e credo che stia facendo quello che può nelle condizioni date".