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Politica
Elezioni 2018 sondaggi Pd crollo, la bomba immigrazione mette ko Pd e sinistra

Il connubio dei due nodi, crisi economica-occupazione e immigrazione-sicurezza, può mettere ko Pd e sinistra alle elezioni del 4 marzo e può dare la spinta vincente al centrodestra populista e al M5S antisistema. Il vento che tira (non solo i sondaggi) alimenta le speranze di chi punta sulla debacle del Pd, atto finale per l’implosione di un partito a quel punto – dopo il 5 marzo con Renzi o meno - da ridefinire totalmente in una nuova identità e collocazione riformista “neo centrista” moderata. E’ uno scenario azzardato ma tutt’altro che improbabile, una Waterloo per la sinistra italiana, ridotta a mera testimonianza. Nella confusione apparente la sostanza è chiara.

La campagna elettorale in corso, senza idee né ideali ridotta a fuffa propagandistica, sposterà poco o niente il risultato finale, tanto meno ridurrà il distacco fra cittadini e potere e non spazzerà via dal Paese quella cappa malsana di sfiducia e pessimismo che, associata a sacche di malcontento e rabbia crescenti, rappresenta un mix ad alto rischio. C’è un solco profondo fra gli annunci e i fatti. Si sbandiera l’uscita dalla crisi e la ripresa economica ma la maggioranza degli italiani non gliela fa più a tirare avanti. Si raffigura un Paese simbolo nell’affrontare il nodo immigrazione-integrazione-sicurezza quando invece gli italiani lo vivono oramai come cappio al collo.

La crisi economica e la crisi immigrazione hanno nel Paese ripercussioni diverse.

Perché nella crisi economica c’è comunque chi trae vantaggi mentre l’insicurezza, il timore di non poter più vivere “tranquilli” e di smarrire certezze e identità, pervade tutti, trasversalmente, al di là dei ceti sociali, delle età ecc. con la possibilità di una saldatura di massa, anche di tipo conservatore se non reazionario, per far fronte alla nuova situazione, ritenuta a rischio per la convivenza civile e la libertà di tutti.

In tempi lontani e assai diversi – complice la crisi economica e le divisioni della sinistra e delle forze democratiche - non fu per spirito nazionalistico e per paura dei “rossi” che minacciavano “di fare come nella Russia bolscevica di Lenin” che ci fu la saldatura di massa fra bande scalmanate di prepotenti e assassini in camicia nera e popolo (ex combattenti, contadini, studenti, piccola borghesia ecc.) e “intellighenzia”, finanziate dal grande padronato agricolo e industriale con la compiacenza dei media? Il fascismo non fu causato dai pacchiani errori della sinistra e dal folle tentativo dei comunisti di bissare in Italia la rivoluzione d’Ottobre? La storia non si ripete, quando accade diventa farsa.

Gli ultimi fattacci di cronaca nera (Macerata ecc.) rilanciano inconsulte reminiscenze politico-ideologiche tagliate con l’accetta. Perché ciò avviene? Perché l’Italia è piena di fascisti e di razzisti? Suvvia! Certi rigurgiti di settarismo e dogmatismo (e i conseguenti contro-rigurgiti) avvengono perché a chi vuol pestare nel torbido è lasciato un terreno fertile, in questo caso dal buonismo diventati errori politici sull’immigrazione clandestina, dal nodo immigrazione-integrazione sempre più stringente, mai affrontato alla radice e mai governato fino in fondo, nel suo complesso iter. A sinistra non c’è stata e non c’è solo una sottovalutazione del problema, insistendo nel refrain “tutto sotto controllo”, ma ci si è vantati insistendo su una linea dove l’incapacità si somma a retaggi ideologici falliti sul piano storico e politico. Così la toppa è diventata peggiore del buco non comprendendo le degenerazioni dilaganti, il conseguente disagio della gente per gli immigrati in gran parte clandestini, tanto meno facendosi carico di quella che è oggi diventata paura collettiva, anche per la cultura diversa dei nuovi arrivati e per l’aggressività quotidiana di molti certi dell’impunità, aggressività spesso sfociata in azioni di pura delinquenza fino all’assassinio. La gente vede che il rispetto della nostre leggi e delle nostre regole non vale per tutti, fino a una discriminazione all’incontrario, a danno degli italiani. Sulla religione, è vero che la Costituzione all’Art. 8 garantisce la libertà di tutte le confessioni religiose. Se però in nome dell’Islam o di qualsiasi religione si incita al far fuori chi non la pensa come te, alla discriminazione, alla violenza, all’odio razziale, si considera la donna un essere inferiore, ci possono legittimare – come di fatto avviene - alibi e indulgenze?

Siamo dunque in presenza di una strategia fasulla ed anti-italiana che confonde gli effetti con le cause, fino alle scelte harakiri degli ultimi governi specie il Renzi e il Gentiloni, alla miopia autolesionista del Pd terzomondista ridotto a portavoce stonato di Papa Francesco, all’inconsulta posizione di Leu e delle sinistre minestrone inchiodate nell’amarcord dell’internazionalismo assassino che fu, tutti fatti che producono l’humus per l’esasperazione e la divisione sociale, per gli atti inconsulti - anche razzisti - di singoli esaltati, fino a reazioni violente e a possibili scontri fra italiani.

Berlusconi ha quindi buon gioco nell’affermare: “Il razzismo potrebbe nascere se la sinistra continua a non contrastare l’immigrazione clandestina. Chi non ha di che vivere è la manodopera ideale per la criminalità e anche per il terrorismo. Se non si fa nulla la tensione è destinata a salire e anche la paura”.

La realtà è quella che è, carica di tensione, non priva di rischi. Oggi è già una polveriera in cui ci sguazzano (oltre i soliti furbi che con l’immigrazione hanno trovato una miniera d’oro) in tanti con in mano il cerino acceso. Chi non vede, o finge di non vedere, o è complice di una situazione che può esplodere.

Una domanda s’impone: chi l’avrebbe detto che nel 2018 fascismo e antifascismo sarebbero diventati un tema caldo delle elezioni politiche del 4 marzo? Le manifestazioni annunciate contro fascismi e populismi servono solo a buttare benzina sul fuoco dividendo vieppiù gli italiani, non portando nessun contributo reale alla soluzione dei problemi concreti. Non è certo evocando la paura del ritorno del fascismo di vecchio e nuovo conio e con la risposta di piazza degli antifascisti da tastiera che si affrontano i nodi alla radice, tanto meno si rivitalizza l’interesse e l’impegno per la politica. Troppo facile per Berlusconi e per il centrodestra nei confronti di un Pd e di una sinistra suicida, fuori di senno perché fuori dalla realtà. Il 4 marzo il conto. Assai salato.

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