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Europee, Berlinguer (Pd) ad Affari: "Io non mi cimento con le sfide facili"

Martedí 28.04.2009 19:00


"Io non mi cimento con le sfide facili. Il Partito Democratico voleva un capolista che non fosse né emiliano, né veneto, né triestino... perché il collegio è molto ampio, ma che avesse una rappresentanza nazionale. Me lo ha chiesto molto imperiosamente e io, che non avevo assolutamente pensato a questo, ho accettato per spirito di militanza e di servizio verso l'Europa". Luigi Berlinguer, capolista del Pd nel Nord-Est alle Europee di giugno, 77 anni il 25 luglio, sceglie Affaritaliani.it per la sua prima intervista dopo l'ufficializzazione della candidatura. "La seconda ragione per cui ho deciso di correre è perché certamente il Nord-Est è l'area più europea d'Italia: si parlano diverse lingue e i prodotti di questa zona vanno tutti all'estero. E' una Regione oggi culturalmente più evoluta rispetto al passato, quindi è dentro l'Europa della conoscienza".

Il suo progetto se verrà eletto?
"Voglio fare un lavoro sulle piccole e medie imprese, perché c'è un piano di 'small business' che riguarda l'innovazione tecnologica e scientifica; sicuramente il Nord-Est è una zona emblematica da questo punto di vista. E' così anche per quanto riguarda la cultura, ormai il rendimento scolastico dei ragazzi di quest'area si avvicina più alla Finlandia che non alla Calabria".

Il sindaco di Venezia però è stato critico nei confronti della sua candidatura...
"Penso il contrario di Cacciari e spero di poterlo smentire nei fatti, anche se resta una grande personalità e lo rispetto. Ma Cacciari ha aggiunto che non era una considerazione su di me, visto che mi trova onesto e amico, ma che avrebbe voluto un candidato del Nord-Est. La mia risposta è: ma sarebbe dovuto essere di Treviso, di Padova, di Bressanone, di Forlì o di Ravenna? Perché ci sono tutte queste espressioni e non era facilissimo metterle insieme. Certo che se si fosse candidato lui avrebbe rappresentato benissimo il Nord-Est, perché è una persona che non è soltanto veneziana. Spero comunque di fare il mio dovere".

Dopo l'università tocca alla ricerca. Riparte il ciclone Gelmini. L'intervista di Affaritaliani.it
Da ex ministro dell'Istruzione, come valuta l'operato di Mariastella Gelmini?
"I tagli che sono stati fatti, la scuola li ha sofferti molto. E l'università anche. Quindi dovranno essere rettificati. La restaurazione di alcune idee del passato mi trovano scarsamente d'accordo. Trovo però che il ministro Gelmini abbia attuato una politica di continuità. Per esempio ha conservato la gestione dell’INVALSI - Istituto autonomo che si occupa della valutazione scolastica a livello nazionale, ndr - che fu un mio sogno, senza cambiare le persone. Ha nominato dei direttori come il dottor Cosentino e il dottor Biondi su una linea di continuità e non di rottura con il passato. Ha nominato il professor Schiesaro come suo consulente per l'università. Ha guardato al lavoro che io ho fatto sulla musica, sulle scienze con spirito di continuità. Anche la nuova gestione della direzione dello studente ha lavorato molto bene sul tema a me caro della musica, raggiungendo ottimi risultati. Ritengo che questi aspetti siano da valutare positivamente".



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