 Silvio Berlusconi e Umberto Bossi
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Una bomba. Una vera e propria rivoluzione. Secondo quanto
Affaritaliani.it ha appreso da fonti interne alla maggioranza - massimi livelli - la prossima tornata di decreti attuativi sul federalismo fiscale, dopo quello demaniale approvato prima di Natale, è attesa per il mese di giugno.
Comunque prima della pausa estiva. Un'accelerazione imposta e ottenuta da Umberto Bossi e da tutta la Lega Nord, in cambio - spiegano nel Palazzo - del via libera ai provvedimenti sulla Giustizia tanto cari al Popolo della Libertà.
La vera svolta sarà la definizione dei famosi "costi standard". Per garantire l’autonomia di entrate e spese a Regioni ed Enti Locali e decidere i livelli di perequazione si passerà in maniera progressiva dal criterio della spesa storica a quello del costo standard per garantire che i servizi fondamentali costino e siano erogati in maniera uniforme sul territorio nazionale.
Il costo standard consentirà di determinare, per ciascun livello di governo, il fabbisogno di cui necessita un’amministrazione e quindi l’eventuale trasferimento perequativo cui avrà diritto in caso di entrate fiscali insufficienti a garantire i servizi. Ma non finisce qui.
Si punta a un calo complessivo della pressione fiscale. Con i decreti attuativi dovrà essere "garantita la determinazione periodica del limite massimo della pressione fiscale, nonché del suo riparto tra i vari livelli di governo".
Il governo si è impegnato a fare in modo che con i decreti attuativi non si superi il livello massimo di pressione fiscale fissato nel Dpef e che entro i due anni successivi alla data in vigore dei Dlgs questa non superi il 42% e il 40% nei tre anni che seguono il primo periodo. Insomma, il federalismo fiscale sta per entrare nel vivo. Una manna anche per la campagna elettorale del Carroccio in vista delle Regionali.
La scheda/ Che cosa si intende per costo standard