La maggioranza non presenterà alcun provvedimento costituzionale per riproporre il Lodo Alfano, ovvero lo 'scudo' per le quattro più alte cariche dello Stato. A confermalo - nonostante il via libera di Gianfranco Fini a quest'ipotesi - sono fonti ai massimi livelli del Popolo della Libertà al Senato.
Proprio dove il Centrodestra ha presentato il ddl sul processo breve. Ed è su questa linea che si attesta il presidente del Consiglio, consapevole che la strada per una legge costituzionale sarebbe piena di ostacali, molto lunga e con l'incubo del referendum confermativo. "Piccole modifiche possono essere fatte, ma per il resto andiamo avanti", dicono dal Pdl parlando del provvedimento che punta ad accorciare a sei anni i tempi massimi per i processi (salvo alcune eccezioni). Il Cavaliere ha ottenuto nel weekend il sostegno di Umberto Bossi, decisivo in Parlamento.
Anche perché in cambio la Lega ha avuto l'assicurazione dell'immediato via libera alla Carta delle Autonomie, l'impegno del varo entro Natale del primo decreto attuativo del federalismo fiscale e la quasi certezza dei candidati padani in Veneto e in Piemonte alle prossime elezioni Regionali. Quindi il Senatùr è tranquillo. Ma resta il problema del presidente della Camera e della sua pattuglia agguerrita in Parlamento. Fini ha detto di non volere elezioni anticipate ma ha confermato un certo malessere dei fedelissimi dell'ex Alleanza Nazionale (
vedi l'ultimo affondo sulle riforme, box a lato).
Una situazione che non piace affatto al premier, già alle prese con l'"assalto" della Magistratura e con i problemi con il Quirinale. Ed è per questo motivo che nel Palazzo continuano a circolare le voci di un ritorno alle urne. Un'ipotesi per ora, una sorta di piano B di Berlusconi - per riottenere piena legittimazione popolare - nel caso in cui i contrasti con i finiani e non solo dovessere far aumentare ulteriormente le fibrillazioni nella maggioranza. A Palazzo Chigi sono convinti che non ci siano i numeri per un governo di transizione, tecnico o del Presidente... considerando la fedeltà del Carroccio e l'impossibilità di mettere insieme l'Italia dei Valori e l'Udc. Ma che cosa succederebbe se veramente ci fossero elezioni politiche anticipate a fine marzo insieme alle Regionali? Affaritaliani.it ha interpellato tre dei più famosi sondaggisti italiani e non ci sono dubbi: il Centrodestra vincerebbe nuovamente e il Cavaliere sarebbe riconfermato premier. Renato Mannheimer, presidente dell'Ispo: "La maggior parte del Paese è ancora con Pdl e Lega. Soprattutto se il candidato alla presidenza del Consiglio fosse ancora Berlusconi, che continua a godere di un'immagine molto positiva tra i cittadini". Alessandra Ghisleri, numero uno di Euromedia Research: "A bocce ferme, vittoria di Pdl e Lega. Gli italiani sono in maggioranza ancora con il governo. Anche se il quadro politico potrebbe presentare alcune differenze rispetto al 2008". Ovvero? "Bisogna capire che cosa farenno Rutelli e l'Udc e le sinistre". Infine Maurizio Pessato, amministratore delegato dell'Swg: "Al momento l'ipotesi più probabile è la conferma del Centrodestra. Anche perché le opposizioni devono ancora mettere a punto una strategia di alleanze". Insomma, l'esito è scontato.