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Politica
Vitalizi, dl dignità, democrazia diretta. Parla il ministro Fraccaro
Riccardo Fraccaro con Luigi Di Maio

Riccardo Fraccaro è il ministro per i rapporti con il Parlamento e la democrazia diretta. Uomo chiave del Movimento 5 Stelle e del governo guidato da Giuseppe Conte, nonché uno dei collaboratori più stretti di Luigi Di Maio, è stato la figura decisiva per arrivare al taglio dei vitalizi. In un'intervista ad Affaritaliani.it, il ministro Fraccaro spiega quali saranno i prossimi passi per i tagli alle spese della politica, per il dl dignità e per la realizzazione della democrazia diretta.

Dopo i vitalizi quali saranno i prossimi passi per i tagli alle spese della politica? 

L’abolizione dei vitalizi degli ex deputati è una vittoria di tutti i cittadini, frutto delle battaglie che il M5S ha portato avanti sin dalla scorsa legislatura. Avevamo promesso che avremmo cancellato questo privilegio e lo abbiamo fatto, è una conquista di civiltà oltre che un grande risultato in termini di contenimento dei costi: con il ricalcolo su base contributiva si risparmiano ben 200 milioni di euro a legislatura. Il nostro programma di Governo prevede anche l’abolizione del Cnel, che si è rivelato ormai da tempo un ente inefficace e improduttivo. L’obiettivo di garantire il coinvolgimento delle forze sociali nelle decisioni pubbliche potrà essere meglio raggiunto sia attraverso gli strumenti di democrazia diretta che con la valorizzazione del ruolo del Parlamento. In tal senso la riduzione del numero di deputati senatori, oltre a generare forti risparmi. servirà a favorire l’efficienza delle Camere, con un netto miglioramento del processo decisionale e una maggiore agilità nel rispondere alle istanze dei cittadini. Questo sono gli obiettivi da raggiungere con il M5S al Governo.

Quando crede che si possa procedere al taglio dei vitalizi anche al Senato?

Rispetto l’autonomia del Senato, mi limito ad osservare che c’è una maggioranza pronta a tagliare i vitalizi anche nell’altro ramo del Parlamento. Auspico quindi che la Presidente Casellati voglia portare la delibera in votazione affinché il Consiglio di Presidenza possa esprimersi. È nostro dovere rispettare gli impegni assunti di fronte ai cittadini sull’eliminazione dei privilegi, ne va anche della credibilità delle istituzioni.  

Le opposizioni chiedono tempo per discutere in Aula il dl Dignità. E' vero che sarà un iter parlamentare lampo? Pensa che sia possibile che il governo ponga la questione di fiducia sul decreto?

Il Decreto dignità seguirà l’iter canonico previsto per questo tipo di provvedimenti. Trattandosi di un decreto d’urgenza è evidente la necessità di approvarlo al più presto per dare risposte al Paese reale che chiede norme a tutela del tessuto sociale e produttivo. Ovviamente saranno garantite le normali prerogative di maggioranza e opposizione, spero in un atteggiamento costruttivo perché sono in gioco gli interessi degli italiani. Il Governo farà ciò che serve per evitare imposizioni ma anche per impedire che si faccia melina solo per mere ragioni di strumentalizzazione politica. Con questo provvedimento interveniamo per frenare il precariato selvaggio, fornendo maggiori diritti ai lavoratori e un quadro di maggiori certezze anche alle imprese. Aiutiamo gli imprenditori onesti con la sburocratizzazione fiscale e introduciamo misure deterrenti contro le delocalizzazioni a scapito dei cittadini. Affrontiamo il tema della ludopatia, è una vera piaga sociale che è necessario contrastare anzitutto vietando la pubblicità. Sono questioni urgenti che richiedono da parte di tutti la massima responsabilità.

Con quali strumenti si può favorire lo sviluppo della democrazia diretta?

La democrazia diretta è un cambiamento culturale che si può favorire attraverso alcuni strumenti diffusi in tutto il mondo. La crisi della rappresentanza va affrontata restituendo sovranità ai cittadini, riconoscendo cioè al popolo la qualifica di organo politico a tutti gli effetti. Con i referendum e le leggi di iniziativa popolare i cittadini possono far valere direttamente la loro volontà, ottenendo non solo l’accoglimento delle istanze che esprimono ma anche un miglioramento della qualità legislativa. Infatti con la democrazia diretta, che consente ai cittadini di intervenire in ogni momento per approvare o abrogare una norma, i rappresentanti eletti sono maggiormente responsabilizzati nel produrre le leggi. È un circolo virtuoso che migliora la qualità della vita.

In che modo immagina il futuro dell'istituto del referendum? Più simile al metodo utilizzato per esempio in Svizzera e con abolizione del quorum?

La novità che vogliamo introdurre in Italia è il referendum propositivo, che permette ai cittadini di concorrere direttamente all’assunzione delle decisioni politiche. Con questo strumento non si deve più subire l’inerzia dei rappresentanti nell’affrontare specifiche tematiche, se una legge non viene approvata possono essere i cittadini a farlo. Il punto centrale tuttavia non è la consultazione referendaria in sé, ma il processo di partecipazione che essa attiva. Come accade in Svizzera, grazie all’impulso delle proposte di referendum, spesso è il Parlamento ad elaborare interventi legislativi che rispondo alle richieste della popolazione. Al di là del suo esito il referendum accresce il senso civico. L’abolizione del quorum è fondamentale per garantire un processo di partecipazione pieno e completo ed è raccomandata dallo stesso Consiglio d’Europa. In presenza del quorum decide chi non partecipa, capovolgendo il senso stesso di comunità. Eliminarlo significa favorire il concorso dei cittadini ai processi democratici.

Una parte del M5s, vicina al presidente della Camera Roberto Fico, sembra in sofferenza per le posizioni dure del ministro Salvini sull'immigrazione. I 5 Stelle sono compatti nell'alleanza di governo con la Lega?

La nostra linea è chiara e condivisa, serve una gestione comunitaria dei flussi migratori che possa tutelare chi ha diritto alla protezione internazionale e contrastare i fenomeni di illegalità. Il principio è che chi sbarca in Italia sbarca in Europa, per questo siamo tutti compatti nel chiedere una assunzione di responsabilità da parte di tutti gli Stati Ue.

twitter11@LorenzoLamperti

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