Lo scandalo dei rimborsi accordati ai parlamentari britannici ha fatto crollare a livelli mai visti prima d'ora la fiducia dell'elettorato nel sistema politico. Da un sondaggio pubblicato da Independent on Sunday emerge infatti che il 40% dei cittadini del Regno Unito se ora venisse chiamato alle urne non voterebbe per uno dei tre partiti principali oppure non voterebbe affatto.
Il 43% degli intervistati ha inoltre affermato di prendere in considerazione la possibilità di votare per un partito minore, come i Verdi o l'Ukip (il partito per l'indipendenza della Gran Bretagna dall'Ue) alle prossime elezioni europee. Se ai britannici venisse chiesto oggi di scegliere i propri rappresentanti a Westminster, secondo il sondaggio condotto dal centro studi ComRes il 23% non andrebbe a votare e il 17% darebbe il proprio voto a un partito minore. Tra coloro che invece voterebbero ancora per uno dei tre partiti, solo il 21% delle preferenze andrebbe ai laburisti, mentre i conservatori si aggiudicherebbero il 41% dei voti e i liberaldemocratici il 18%.
"Non ricordo un momento in cui i partiti più piccoli siano arrivati a questo livello di consensi", ha dichiarato Andrew Hawkins, direttore di ComRes. Nel tentativo di riconquistare la fiducia del pubblico, il primo ministro, Gordon Brown, ha dichiarato che ogni deputato che ha fatto un uso improprio o addirittura illecito verrà allontanato. Un voto di sfiducia nei confronti dello Speaker della Camera dei Comuni, Michael Martin, accusato di non essere stato in grado di gestire il terremoto provocato dallo scandalo, potrebbe già essere presentato presto da parlamentari di diversi schieramenti politici, mentre Scotland Yard decidera' questa settimana se aprire un'inchiesta sui rimborsi.