Gb/ Cameron propone un freno all'immigrazione

La Gran Bretagna rilancia la necessità di imporre un freno all'immigrazione per evitare il crack. La proposta è del leader dei conservatori David Cameron che in vista delle elezioni in primavera mette in campo il piano per tenere la popolazione inglese sotto i 70 milioni

Lunedì, 11 gennaio 2010 - 14:14:00


David Cameron
David Cameron
Mentre in Italia è polemica dopo gli scontri che hanno portato all'allontanamento dei lavoratori clandestini da Rosarno, la Gran Bretagna rilancia la necessità di imporre un freno all'immigrazione per evitare il crack. La proposta è del leader dei conservatori David Cameron che in vista delle elezioni in primavera mette in campo il piano per tenere la popolazione inglese sotto i 70 milioni, una cifra che secondo i documenti dell’istituto nazionale di statistica potrebbe essere raggiunta già nel 2029, sia per la crescita dei flussi migratori che per la “fertilità” delle nuove famiglie britanniche, sempre più numerose.

Lo sfidante di Brown, che i sondaggi danno in netto vantaggio rispetto al premier, ha spiegato in un'intervista alla Bbc che l’obiettivo è quello di ridurre gli ingressi annuali di alcune "decine di migliaia". Cameron ha detto che il ritmo attuale- in Inghilterra arrivano circa 200mila migranti l’anno- è insostenibile, e il tasso di immigrazione va riportato ai livelli dell’era Tatcher con un giro di vite che limiti gli ingressi del settantacinque per cento. "Due milioni di immigrati in un decennio sono troppi".

Le parole di Cameron sono arrivate dopo la proposta dell’arcivescovo di Canterbury, che ha chiesto di fissare un tetto di quarantamila stranieri l’anno. "Dall’immigrazione abbiamo ricevuto anche benefici" ha spiegato Cameron, "ma ora la pressione è troppo forte". I laburisti parlano di una "caccia alle streghe" ma non nascondono anche i malumori all'interno del partito per la gestione della questione immigrazione.

Secondo il Times sono aumentati gli ostacoli per le richieste d’asilo e i controlli sui visti per motivi di studio. Nell’ultimo anno, complice la recessione, il numero degli ingressi si è fermato attorno ai 160 mila, ma il tasso di disoccupazione che sfiora l’8 per cento terrorizza la middle-class. Il ministro dell’Interno Alan Johnston, uno tra i primi ad ammettere che il Labour ha commesso degli errori nelle politiche sull’immigrazione e a chiedere un confronto pubblico sul tema, strettamente collegato a quello della sicurezza, ha però respinto le accuse di "open door policy", di mancanza totale di controlli e bocciato il piano di Cameron:"«No ai controlli sulle famiglie in stile Cina".

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