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Geopolitica
Africa,nuova figuraccia della Francia. Assolto l'ex presidente ivoriano Gbagbo

Africa, l'ex presidente ivoriano Gbagbo assolto dalla Corte Penale Internazionale dall'accusa di crimini contro l'umanità

Laurent Gbabbo è stato assolto dall'accusa di aver compiuto crimini contro l'umanità durante le violenze post-elettorali del 2010-2011, nate dal suo rifiuto di cedere il potere al suo rivale, l'attuale presidente ivoriano Alassane Ouattara. Lo ha stabilito la Corte penale internazionale, che ha ordinato la scarcerazione immediata dell'ex presidente della Costa d'Avorio. 73 anni, primo ex capo di Stato consegnato alla Corte, Gbagbo era a processo insieme al suo braccio destro, Charles Ble Goude. Entrambi sono stati assolti.

Il legame con il colonialismo francese in Africa, da Chirac a Macron

Una mera vicenda di politica africana? Mica tanto. Come spesso accade, i destini e i movimenti politici e militari del Continente Nero si intrecciano con l'attivismo della Francia, che nell'area si muove ancora spesso come una potenza coloniale. Lo faceva con Chirac e con Sarkozy, lo faceva con Hollande e lo fa ancora con Macron. RIcordiamo ancora tutti il tragico interventismo anti Gheddafi in Libia che tante nefaste conseguenze ha avuto per Europa e Italia in primis. 

Il nazionalismo di Gbagbo e il ruolo della Francia nel tentato golpe del 2002

Ma le ingerenze francesi nelle questioni interne africane vanno ben al di là del Maghreb e si concretizzano anche in Paesi di cui si parla meno perché più lontani da noi e più poveri. Uno di questi è appunto la Costa d'Avorio. La Francia è il Grande Inquisitore di Gbagbo. Sin dall'inizio dello scorso millennio. Gbagbo, che tra l'altro negli anni '80 fu costretto all'esilio in Francia dove si sposò ed ebbe un figlio, non è mai piaciuto ai francesi, sin da quando salì al potere nel 2000. Facendosi fautore di una forte retorica nazionalista e di autonomia rispetto agli interessi economici occidentali e francesi, Gbagbo entrò nelle (dis)grazie di Parigi che, secondo molti, nel 2002 architettò un colpo di Stato per liberarsi di Gbagbo. Tentativo fallito che si trasformò in una rivolta prima e in una guerra civile tra Nord e Sud del Paese poi. La Francia ha sempre smentito qualsiasi ruolo, sostenendo che si trattasse di una semplice azione di soldati ivoriani ribelli. Il governo ivoriano, con l'appoggio per la verità anche di alcuni analisti francesi, ha sempre parlato di ribelli mercenari pagati dal governo francese per destabilizzare il governo nazionalista di Gbagbo, che Parigi temeva potesse minare i propri interessi in Costa d'Avorio.

La guerra civile dopo le elezioni del 2010 e la cattura di Gbagbo da parte della Francia

Negli anni seguenti si sono susseguiti scontri e incidenti diplomatici, con il bombardamento dei ribelli da parte di Gbagbo che causò la morte di 9 soldati della missione di peacekeeping francese e rappresaglie incrociate tra la distruzione dei jet militari ivoriani e le violenze ai danni dei francesi residenti nel Paese. Dopo le controverse elezioni del 2010, che sia Gbagbo sia Outtara sostenevano di aver vinto, scoppiarono nuove violenze e l'ennesima guerra civile, che causò oltre tremila morti. Una guerra civile chiusa ancora una volta dall'intervento francese con le forze speciali di Parigi che arrestarono Gbagbo su mandato dell'Onu, lasciando campo libero all'attuale presidente Outtara.

L'assoluzione di Gbagbo getta qualche ombra sul passato (e presente) della Costa d'Avorio

Ora però la Corte Penale Internazionale assolve Gbagbo dalle accuse di crimini contro l'umanità, riaprendo la discussione su che cosa sia effettivamente avvenuto in Costa d'Avorio non solo nel 2010-2011 ma anche nel decennio precedente. Una vicenda oscura che ricalca tante altre vicende dimenticate in Paesi considerati marginali ma che in realtà nascondono interessi politici ed economici globali.

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