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Geopolitica
Assemblea Onu, Conte riallaccia con Trump. E guarda all'Asia per il commercio

Riavvicinamento agli Stati Uniti, clima, Libia, Venezuela ma anche focus economico su Medio Oriente e Asia con bilaterali con India e Turchia. L'agenda del premier Giuseppe Conte all'assemblea generale delle Nazioni Unite che prende il via a New York è densa di appuntamenti e significati. Si tratta della prima uscita importante del premier dopo la nascita del suo esecutivo bis. Un'uscita destinata a rilanciare la politica estera dell'Italia e la diplomazia sull'asse atlantico, con un occhio attento alle opportunità commerciali verso Est, pallino non solo di Conte ma anche del nuovo ministro degli Esteri Luigi Di Maio, presente anche lui all'appuntamento newyorkese.

Il primo obiettivo sarà quello di riannodare il legame con Washington, che aveva rischiato non di spezzarsi ma quantomeno di subire scossoni negli scorsi mesi. La firma di adesione al memorandum of understanding della Belt and Road Initiative (Nuova Via della Seta) di Pechino aveva destato non poche perplessità oltreoceano. Le raccomandazioni dell'ultimo minuto, fatte arrivare tramite l'ex sottosegretario a Palazzo Chigi Giancarlo Giorgetti, avevano congelato alcuni dossier (tra cui quello sulle telecomunicazioni) ma non avevano bloccato l'adesione alla Bri, sottoscritta durante la visita di Stato del presidente cinese Xi Jinping a Roma lo scorso marzo. A fine aprile Conte si era anche recato a Pechino dove aveva partecipato al secondo forum sulla Via della Seta, incontrando a margine anche il patron di Huawei Ren Zhengfei.

Trump aveva individuato in Matteo Salvini e nella Lega il possibile perno per bloccare l'avvicinamento a Pechino, ma il caso Savoini aveva raffreddato di molto la pista leghista. Ed ecco allora l'elogio della Casa Bianca a "Giuseppi" Conte dopo la formazione del secondo governo, che sembra essersi riassestato su una linea atlantista. Durante il primo consiglio dei ministri, infatti, è stato varato il golden power sul 5G, mentre la scorsa settimana il decreto legge sulla cybersicurezza ha esteso il controllo dello Stato anche sulla Borsa, entrata indirettamente nel mirino di quella di Hong Kong, che ha presentato un'offerta di acquista per il London Stock Exchange (acquirente di Borsa Italiana nel 2007).

Conte dovrebbe vedere direttamente Trump durante una cena offerta dal segretario generale delle Nazioni Unite, Guterries. Un incontro nel quale il premier garantirà l'allineamento agli Usa su alcuni dossier, dalle telecomunicazioni al Venezuela, tema sul quale l'esecutivo M5s-Lega era stato più neutro di quanto Washington non avesse voluto. Conte metterà sul tavolo anche la Libia, chiedendo a Trump una presa di posizione precisa senza le ambiguità del recente passato, quando il presidente Usa, dopo aver a lungo sostenuto il governo di Tripoli presieduto da Serraj, si è molto avvicinato all'uomo forte della Cirenaica, quel generale Haftar vicino alla Russia e alla Francia (quantomeno fino all'offensiva sulla capitale degli scorsi mesi). Sul tema libico sarà attivo anche Di Maio, che presiederà un tavolo di confronto sulla crisi del paese nordafricano.

Oltre a rassicurare lo storico alleato americano sulla natura dei rapporti di Roma con Mosca e Pechino, Conte ha anche altri obiettivi durante la trasferta americana. Primo: presentare la svolta ambientalista sul quale il nuovo governo punta molto. "L'Italia vuole un primato sul tema di un new green deal. Per creare innanzitutto meccanismi incentivanti in questa direzione", ha detto non a caso il presidente del Consiglio in arrivo a New York. Secondo: linea dura sul tema dei rimpatri, cercando di incassare aperture e accordi dagli altri paesi europei sulla strategia di contenimento e redistribuzione dei migranti. 

Non solo. Nell'agenda di Conte ci sono anche una serie di bilaterali con capi di Stato e di governo, tra cui quelli di India e Turchia. Due paesi non a caso. Il governo, come affermato negli scorsi giorni anche da Di Maio, guarda con molta attenzione alle possibilità commerciali che presentano i paesi a Est dell'Europa, dal Medio Oriente all'Asia centrale fino all'Estremo Oriente. Non solo alla Cina ma anche all'India, un mercato immenso in forte via di espansione, o al Vietnam, come testimonia la recente visita dello stesso premier. Un modo anche per diversificare, rispetto alla Cina, le opportunità di cooperazione economica nell'Est del mondo.

twitter11@LorenzoLamperti

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