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Geopolitica
Catalogna nel caos, centinaia di feriti. E per le elezioni Sanchez va a destra

CAOS CATALOGNA: MINISTRO INTERNO ATTESO A BARCELLONA, FERITI SALGONO A 182

Il ministro spagnolo dell'Interno Fernando Grande Marlaska è atteso oggi a Barcellona per fare il punto sui disordini provocati dalla protesta dei secessionisti catalani, dopo una notte di gravi violenze a Barcellona. Intanto, riferiscono i media, il bilancio degli scontri in tutta la Catalogna durante lo sciopero generale di ieri è salito a 182 feriti, 152 solo a Barcellona, e 54 gli arresti. Secondo El Mundo, le violenze della scorsa notte a Barcellona, nella quinta giornata consecutiva di protesta per le condanne inflitte ai leader separatisti sono state "le più drammatiche della settimana": piazza Urquinaona è diventato l'epicentro del 'caos più assoluto', con manifestanti che hanno eretto barricate e lanciato ordigni incendiari, sassi e oggetti metallici contro gli agenti. Una immagine simbolo di questa violenza, scrive il giornale, è quella di un agente della polizia nazionale, incosciente dopo essere stato colpito alla testa da una pietra, che viene portato via a braccia dai colleghi fa colonne di fumo e fiamme. Intanto continua il blocco stradale alla frontiera con la Francia, dove una protesta in corso da ieri ha fermato il traffico sull'autostrada Ap-7. 

ELEZIONI SPAGNA 10 NOVEMBRE: ORA SANCHEZ GUARDA A DESTRA

Il caso Catalogna irrompe nella campagna elettorale in vista delle elezioni del 10 novembre. Elezioni nelle quali il grande favorito resta Pedro Sanchez. Con però molti problemi in più, tra i sondaggi che vedono un recupero del Partito Popolare che sarebbe ora a circa 6-7 punti di svantaggio dal Partito Socialista, e soprattutto il dossier catalano nel quale il leader del centrosinistra dovrà per forza di cose mostrare i muscoli, perdendo probabilmente l'appoggio proprio dei catalani stessi e magari dei baschi. Il tutto mentre a trarre vantaggio dalla situazione potrebbe essere Ciiudadanos, il partito di Rivera che è notoriamente il più duro sulla Catalogna. Ecco perché Sanchez alla fine, tra Ciudadanos e Podemos potrebbe scegliere i primi. Per provare non solo ad arrivare per primo alle elezioni, ma anche a governare.

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