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Geopolitica
Ue-Cina, prove di matrimonio a Bruxelles. Merkel spinge, l'Est filo Usa frena

La Cina è pronta a indossare il vestito migliore. Un'Europa divisa prova a capire se e come finire tra le sue braccia senza che gli Stati Uniti, terzo incomodo, se la prendano troppo. Impresa difficile, ma che si tenterà ancora una volta nel vertice in programma martedì a Bruxelles tra i vertici dell'Unione europea e il premier cinese. Incontrando Li Keqiang, Jean-Claude Juncker Donald Tusk devono capire come bilanciare l'avvicinamento che appare ormai inevitabile verso Pechino. Anche perché le istituzioni europee devono esprimere sensibilità molto diverse, se non talvolta opposte, sulla tematica geopolitica dell'anno. Pardon, del decennio.

Ue-Cina, il difficile equilibrio tra le preoccupazioni e gli interessi economici

"Le preoccupazioni dell'Ue non possono pregiudicare i suoi interessi economici", ha dichiarato il vice primo ministro della Grecia, Yannis Dragasakis. E' la posizione comune a diversi paesi, espressa non a caso da uno dei primi paesi a sottoscrivere il memorandum of understanding sulla Belt and Road Initiative con Pechino. Memorandum firmato anche dall'Italia solo poche settimane fa, così come dal Lussemburgo del presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, e come altri 13 paesi tra cui la Grecia prima di loro. Italia e Portogallo, come la Grecia, sotengono la necessità di finalizzare un accordo dedicato agli investimenti, anche se il nostro governo è stato protagonista di uno scatto in avanti che ha provocato qualche borbottio a Bruxelles e qualche preoccupazione (e velata minaccia) dalle parti di Washington.

Cina, i paesi dell'Est si allontanano da Pechino su indicazione degli Usa

Ma non tutti i paesi che hanno già aderito alla Belt and Road hanno la stessa posizione. In particolare la Polonia, che ha più volte espresso timori sul delicato dossier delle telecomunicazioni e della sicurezza tecnologica. Una mossa, quella di Varsavia, motivata anche (se non soprattutto) dall'avvicinamento strategico e difensivo agli Stati Uniti e alla Nato in funzione anti russa. Lo stesso discorso può valere per Repubblica Ceca e, in misura diversa, in Romania.

Cina, perplessità tra i paesi del Nord ma Francia e Germania aprono

Perplessità sul tema telecomunicazioni sono condivise anche da Olanda e Regno Unito. Molto guardinghi anche i paesi scandinavi, da dove arrivano annotazioni sui diritti umani. Molto più ben disposti appaiono invece i due "pesi massimi" della politica Ue, vale a dire Germania e Francia in rigoroso ordine gerarchico. Angela Merkel non ha per ora accolto le indicazioni anti Huawei in arrivo da Oltreoceano, anzi. Lo stesso Macron ha concluso accordi commerciali importanti durante la recente visita di Xi Jinping a Parigi. 

La Cina insiste su cooperazione e multilateralismo antiprotezionista

La Cina continua a insistere sulle opportunità reciproche che deriverebbero da una cooperazione maggiore sull'asse eurasiatico. Un asse che andrebbe a difendere il multilateralismo a dispetto del neoprotezionismo degli Stati Uniti di Donald Trump, convitato di pietra del vertice di Bruxelles che sta provando in tutti i modi a impedire la convergenza tra il rivale asiatico e un'Europa a tradizione tedesca. 

Ue-Cina, l'agenda del vertice di Bruxelles: tra i temi anche Iran e Venezuela. E la Belt and Road...

La scaletta del vertice di Bruxelles include temi diplomatici e geopolitici, lasciando intravedere la possibilità di una collaborazione su più tavoli tra Vecchio Continente e Pechino: Corea, Russia e Ucraina, Afghanistan, Myanmar. Ma anche e soprattutto Venezuela e accordo sul nucleare con l'Iran, due temi particolarmente sentiti a Washington. Previsti anche possibili accordi in materia commerciale o quantomeno road map, anche nell'ambito della Belt and Road se la Cina prometterà che la Nuova Via della Seta sarà davvero a doppio senso, ritagliando magari un ruolo almeno in parte manageriale per le istituzioni europee.

Ciò non significa che relazioni e accordi bilaterali si interromperanno, anzi. Il giorno dopo il premier cinese Li Keqiang sarà in Croazia, dove dovrebbe concludere accordi in settori strategici come, ça va sans dire, le telecomunicazioni.

twitter11@LorenzoLamperti

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