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Geopolitica
Europee/ Lettonia avamposto orientale Ue.Tensione con Mosca, flirt con Pechino
Valdis Dombrovskis, il vicepresidente lettone della Commissione Ue

Si avvicinano le elezioni europee di maggio. Un appuntamento cruciale per il futuro dell'Europa. Le forze politiche tradizionali di centrodestra e centrosinistra devono fronteggiare l'avanzata di sovranisti, populisti ed euroscettici. In attesa di conoscere la composizione del nuovo Europarlamento, Affaritaliani.it esplora la situazione geopolitica ed economica dei singoli paesi alla vigilia del voto.

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Può un partito che vince le elezioni restare all'opposizione? Sì, quantomeno in Lettonia, dove i socialdemocratici di Armonia si sono affermati come primo partito del paese ma sono stati esclusi dal governo di coalizione che ha riunito cinque partiti di centrodestra che si è formata a ben quattro mesi di distanza dalle elezioni dello scorso ottobre.

ELEZIONI EUROPEE, LETTONIA: I PROTAGONISTI DEL VOTO/ LA GRANDE (GRANDISSIMA) COALIZIONE DI CENTRODESTRA FILO UE. IL PRIMO PARTITO? FILORUSSO E ALL'OPPOSIZIONE

La soluzione del rompicapo delle alleanze è arrivata dopo lunghe ed estenuanti trattative e uno stallo che sembrava infinito. La Lettonia è un paese piccolo, come i vicini baltici Estonia e Lituania, ma presenta una scena politica estremamente frammentata.  Alla fine delle consultazioni, il parlamento ha dato luce verde alla grande, anzi grandissima coalizione, che coinvolge cinque dei sette partiti con rappresentanza parlamentare e a cui capo è stato posto Arturs Krisjanis Karins, nato negli Stati Uniti, ed esponente di Nuova Unità, il partito con il minor numero di seggi in parlamento. Può sembrare incredibile ma è proprio così.

Oltre a Nuova Unità, che fa parte del Ppe, sono entrati nella coalizione anche il Nuovo Partito conservatore (azionista di maggioranza dell'esecutivo), il movimento Sviluppo/Per (Ap), Alleanza Nazionale e il sovranista Kpv Lv (Di chi è lo stato?). Una coalizione eterogenea che passa del centro moderato di Nuova Unità e del Nuovo partito conservatore alla destra più radicale di Alleanza Nazionale e al populismo del Kpv Lv. 

Escluso, come detto, il Partito socialdemocratico Armonia. Motivo? Il fatto di essere il partito votato dalla nutrita minoranza russa, sempre più mal sopportata in Lettonia con l'accrescere delle tensioni che si è verificato negli ultimi cinque anni dopo la guerra in Crimea. All'opposizione anche lo Zzs, l'Unione dei Verdi e dei Contadini che si contraddistingue per posizioni euroscettiche.

ELEZIONI EUROPEE, LETTONIA: I TEMI DEL VOTO/ Gli scandali bancari e finanziari, i migranti e la minoranza russa

Il nuovo governo lettone promette di proseguire sulla falsa riga degli anni precedenti, con alcune differenze. Da notare il fatto che il primo ministro Karins è membro dello stesso partito che ha espresso l'ex primo ministro nonché vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis, uno degli esponenti più ascoltati dell'esecutivo Ue che terminerà il suo mandato nei prossimi mesi. Karins promette di non lasciare campo a quelle che lui stesso ha definito "spinte populiste" con questa ricetta: "Non combattiamo i populisti perché è uno sforzo vano ma cerchiamo di capire perché le persone li ascoltano". Il tutto mentre il governo al momento continua a sostenere la necessità dell'integrazione e dell'accoglienza dei migranti, pur auspicando un rafforzamento del programma Frontex in ambito Ue.

Non a caso Karins ha promesso di concentrare molti dei suoi sforzi sulla pulizia del settore bancario, protagonista di diversi scandali negli scorsi anni. In primis quello di Ablv, la terza banca lettone, accusata dagli Stati Uniti di riciclaggio, inserendola nella sua blacklist per il presunto aggiramento delle sanzioni nei confronti della Corea del Nord e per alcune transazione illecite con clienti dell'area ex sovietica. Uno scandalo che ha aumentato il malcontento di alcuni strati sociali rafforzando le posizioni più euroscettiche e anti establishment.

Il tema finanziario è particolarmente sentito e proprio a causa dei numerosi scandali giudiziari, che hanno portato, tra le altre cose, alla destituzione del sindaco della capitale Riga per "cattiva condotta finanziaria". Il tutto mentre l'economia, dopo il picco del 4,5% del 2017, continua a crescere sopra il 3%, spinta anche (come accade nelle altre due repubbliche baltiche) dall'attenzione verso l'innovazione. La Lettonia ha da tempo lanciato un programma di visti per le startup che sta dando i suoi frutti.

Tra i temi principali del dibattito politico lettone c'è anche il tema della minoranza russa, spesso esclusa a livello sociale. Un problema che si trascina sin dalla seconda indipendenza del 1991, quando la cittadinanza lettone è stata riconosciuta solo a coloro che erano già lettoni nel 1940 escludendo tutti quelli arrivati durante il cinquantennio sovietico, anche se nel 1995 sono state naturalizzate circa 150 mila persone prevalentemente di etnia russa. Secondo un rapporto del Consiglio d'Europa del 2018, la minoranza russa è disciminata in Lettonia, per esempio per quanto riguarda l'insegnamento della lingua a scuola senza contare il problema della cittadinanza che coinvolte ancora circa 220 mila persone in un paese che ha poco più di due milioni di abitanti.

ELEZIONI EUROPEE, LETTONIA: AGENDA GEOPOLITICA/ La tensione con la Russia, il contingente Nato e gli affari con la Cina

La politica estera lettone è fortemente filoeuropeista e filostatunitense, imperniata sull'atlantismo anti russo. Una tendenza presente sin dalla dissoluzione dell'Unione Sovietica e che si è intensificata negli ultimi anni dopo la guerra in Crimea. La tensione è evidente, tanto che nel paese è dispiegato da tempo un contingente Nato. Si sono moltiplicati gli episodi controversi, come per esempio l'avvicinamento di tre navi da guerra russe alla costa lettone nel maggio del 2018. 

Se i rapporti diplomatici tra Lettonia e Russia sono complicati, quelli economici sono comunque sviluppati. Riga sta cercando da tempo di emanciparsi dalla forte dipendenza energetica nei confronti di Mosca. Allo stesso tempo la Lettonia costituisce un importante hub strategico di passaggio tra l'Europa nord orientale e tutta la grande area delle ex repubbliche sovietiche. 

Ma Riga guarda anche più a oriente. In particolare alla Cina. La Lettonia ha aderito da tempo alla Belt and Road Initiative, il colossale progetto infrastrutturale e geopolitico di Pechino. Una linea ferroviaria collega regolarmente la capitale Riga a Xi'an, l'antica capitale imperiale cinese. La Lettonia è diventato il terminale del progetto cinese sul Baltico, area nella quale la Cina sta investendo per creare infrastrutture come la Rail Baltica, che dovrebbe unire le repubbliche baltiche a quelle scandinave. Non solo. Capitali cinesi stanno entrando anche nel porto di Riga.

ELEZIONI EUROPEE, LETTONIA: ULTIMI SONDAGGI/ Filorussi primo partito, giù i partiti della coalizione di governo

Nel prossimo parlamento europeo la Lettonia avrà 8 seggi, numero che sarebbe rimasto invariato anche con la Brexit. Secondo gli ultimi sondaggi continua a salire Armonia, mentre scende il Nuovo partito conservatore.

Partito socialdemocratico Armonia - Alleanza progressista dei socialisti e democratici 26,4%

Nuovo partito conservatore 14%

Di chi è lo stato? Kpv Lv 11,3%

Alleanza nazionale (Conservatori e riformisti europei) 11%

Unione dei verdi e dei contadini -  Zzs 11%

Sviluppo/Per! - Ap 9%

Nuova unità - Jv (Ppe) 6%

twitter11@LorenzoLamperti

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