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Geopolitica
Europee/ Malta, regno laburista: nodo migranti, in arrivo la Via della Seta

Si avvicinano le elezioni europee di maggio. Un appuntamento cruciale per il futuro dell'Europa. Le forze politiche tradizionali di centrodestra e centrosinistra devono fronteggiare l'avanzata di sovranisti, populisti ed euroscettici. In attesa di conoscere la composizione del nuovo Europarlamento, Affaritaliani.it esplora la situazione geopolitica ed economica dei singoli paesi alla vigilia del voto.

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ELEZIONI EUROPEE 2019: MALTA, I PROTAGONISTI DEL VOTO/ Muscat si aspetta di ribadire il dominio laburista ma c'è ancora l'eco dello scandalo Daphne Galizia. Niente populisti all'orizzonte

Un tempo, in Italia,  era conosciuta soprattutto per essere una celeberrima meta estiva delle vacanze studio d'inglese per i liceali, con tanto di turiste britanniche da conquistare nelle sue numerose discoteche. Ora di Malta, che tra l'altro ospita anche tre siti dichiarati patrimonio dell'umanità dall'Unesco, si parla anche per altri motivi. Piccolo arcipelago a soli 80 chilometri di mare dalla Sicilia e a 284 chilometri dalla Sicilia, l'evoluzione geopolitica e non solo ha posto sempre più spesso questo insieme di isole alla ribalta della cronaca internazionale. La figura politica principale in questi ultimi anni è sicuramente Joseph Muscat, primo ministro di Malta dal 2013. Muscat, leader del partito laburista, è l'ultima incarnazione del mutamento genetico del centro sinistra maltese, un tempo euroscettico e ora convinto europeista. E' lui l'artefice della vittoria elettorale del 2013, che ha riportato i laburisti al governo dopo 17, lunghissimi, anni di opposizione. Ed è sempre lui che nel 2017, alle elezioni anticipate, è stato riconfermato primo ministro con un margine di voti ancora maggiore rispetto a quattro anni prima. Muscat, che prima di Matteo Renzi era stato il leader politico Ue più giovane di sempre, vede ora per la prima volta in flessione la sua presa sui maltesi in seguito ad alcuni scandali e alla morte della giornalista investigativa Daphne Caruana Galizia. Non dovrebbe però riuscire ad approfittarne in maniera incisiva il Partito Nazionalista del leader dell'opposizione Simon Busuttil. Si tratta di un partito di centrodestra liberale e filo europeo che fa parte del Ppe. I nazionalisti, almeno al momento, non sembrano essere riusciti ad approfittare del momento di difficoltà di Muscat per provare a recuperare terreno dopo aver passato lungo tempo al governo prima dell'avvento dell'attuale primo ministro. Il sistema politico maltese è fortemente bipartitico, sulla tradizione britannica, ma esiste una piccola costellazioni di formazioni di sinistra, che non dovrebbero riuscire a ottenere seggi al prossimo Europarlamento. Si tratta degli ambientalisti di Alternativa Democratica, dei socialdemocratici del Partito Democratico e del Partito Comunista Maltese. Non si segnalano presenze signficative di movimenti sovranisti.

ELEZIONI EUROPEE 2019: MALTA, I TEMI DEL VOTO/ Lo scandalo Daphne Galizia, i migranti, il posizionamento in un'Ue più euroscettica

Il dibattito politico maltese è stato recentemente dominato da tre temi: l'omicidio della reporter Daphne Galizia, i migranti e la questione "paradiso fiscale". Galizia è rimasta uccisa, all'età di 53 anni, nell'esplosione di un'autobomba nella sua Peugeot 108 affittata presso la sua residenza di Bidnija vicino Mosta il 16 ottobre 2017. Si è trattato di uno scandalo gigantesco per Malta. Galizia aveva seguito l’inchiesta internazionale sui MaltaFiles, secondo la quale la piccola isola del Mediterraneo sarebbe diventata un paradiso fiscale all’interno dell’Unione europea. Aveva condotto indagini sia sui laburisti sia sui nazionalisti, ed era stata la prima a diffondere la notizia del coinvolgimento nei Panama Papers di Konrad Mizzi e Keith Schembri, rispettivamente capo staff di Muscat e ministro dell’Energia e della Salute. Una delle sue ultime inchieste gettava ombre anche sulla moglie del primo ministro. Il suo omicidio, dai contorni ancora misteriosi, ha messo in difficoltà il governo e la stessa isola, che si è ritrovata inusualmente sotto i riflettori internazionali. Le accuse a La Valletta di essere un "paradiso fiscale" sono tra l'altro recentemente riapparse in un report Oxfam, secondo in cui anche l'isola, insieme ai casi più rilevanti e gravi di Olanda, Irlanda, Cipro e Lussemburgo non sarebbe in regola con i principi della "tassazione equa". Altro tema rilevante quello dei migranti, in particolare dopo le ripetute polemiche dei mesi scorsi con il governo italiano sull'accoglienza delle navi delle ong. Malta risulta comunque accogliere 18,3 rifugiati ogni mille abitanti, secondo i dati dell’Unhcr, contro i 2,4 dell’Italia. Un numero comunque esiguo in termini assoluti viste le dimensioni ridotte dell'isola che conta meno di mezzo milione di abitanti.

ELEZIONI EUROPEE 2019: MALTA, SITUAZIONE GEOPOLITICA/ Le tensioni con l'Italia, i timori sulla Brexit, il flirt con la Cina

Pur non facendo ufficialmente parte della Nato, Malta ha rapporti molto profondi con l'Alleanza Atlantica, anche grazie agli altrettanto profondi legami con il Regno Unito che continua ad avere un ruolo nella difesa strategica dell'isola. Le relazioni internazionali degli ultimi mesi sono state caratterizzate dalle forti tensioni con l'Italia in materia di migranti. Nonostante gli scontri diplomatici la collaborazione concreta con l'Italia, in materia per esempio di ricerca e soccorso in mare, è ancora molto salda. Anche grazie alla sua posizione nel cuore del Mediterraneo, Malta gioca un ruolo importante nelle interconnessioni tra Europa meridionale e Nord Africa, ma anche con i paesi del Golfo, con i quali ha sviluppato relazioni diplomatiche. Negli ultimi anni c'è stata un'accelerazione nel processo di avvicinamento economico e commerciale alla Cina, tanto che nei prossimi mesi potrebbe arrivare, sull'esempio dell'Italia, la firma di adesione di Malta al progetto della Nuova Via della Seta (Belt and Road Initiative) di Pechino.

ELEZIONI EUROPEE/ SONDAGGI MALTA, LE INTENZIONI DI VOTO

Secondo gli ultimi sondaggi, 4 dei 6 seggi a disposizione di Malta nel prossimo Europarlamento dovrebbero finire ai laburisti del premier Muscat, che fanno parte del Pse (Partito socialista europeo). I restanti due seggi se li dovrebbe invece aggiudicare il partito nazionalista (membro del Partito dei popolari europei).

twitter11@LorenzoLamperti

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