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Geopolitica
Elezioni europee, Merkel ancora ago della bilancia. Con i sovranisti o Macron?

ANGELA MERKEL NON E' ANCORA AL CAPOLINEA

Un po' tutti pensavano di essersene liberati e invece non è (ancora) così. Angela Merkel pareva inesorabilmente indebolita dopo le batoste elettorali in Baviera e in Assia che l'avevano costretta a lasciare la presidenza della Cdu e ad annunciare che questo, il quarto, sarà il suo ultimo mandato da cancelliera. Ma la "ragazza dell'Est", come la chiamava il suo mentore Helmut Kohl, seppur in parabola discendente ha ancora qualche cartuccia da sparare. Anche in vista delle elezioni europee 2019, che secondo tutte le previsioni segneranno una rivoluzione negli equilibri politici dell'Unione europea.

22 GENNAIO: MERKEL E MACRON FIRMANO IL CONTRATTO DI AACHEN. MA NON SARA' UN VERO RILANCIO DELL'ASSE FRANCO-TEDESCO

Eppure, stando alla forma, nulla sembrerebbe poter cambiare. Lunedì 22 gennaio Angela Merkel ed Emmanuel Macron si stringeranno la mano sorridenti ad Aachen, dove firmeranno un nuovo contratto di collaborazione a 50 anni di distanza dalla celebre intesa tra Charles de Gaulle e Konrad Adenauer che diede forma all'Europa che oggi conosciamo. Ma chi pensa che questo rappresenti un vero, profondo, rilancio dell'asse franco-tedesco è fuori strada. Si tratterà di un documento più che altro simbolico e piuttosto generico e la cancelliera si lascerà aperta qualsiasi strada.

COSI' MERKEL SI E' "MANGIATA" MACRON

Merkel ha già dimostrato di saper disporre di Macron in maniera quasi spietata. Quando l'ormai ex enfant prodige è entrato in pompa magna all'Eliseo, l'esperta cancelliera ha saputo incassare e aspettare.  Incassare le critiche dell'aspirante nuovo Re Sole a un'Europa troppo germanocentrica. Incassare i magniloquenti progetti di riforma del presidente francese che mettevano in discussione l'architettura costruita e difesa da Berlino. Aspettare il momento opportuno per il silenzioso e obliquo contrattacco che ha fatto inesorabilmente cadere il castello di carte messo in piedi troppo frettolosamente da Macron.

ELEZIONI EUROPEE, LE OPZIONI SUL PIATTO DEL PPE

Ormai è chiaro: la riforma dell'Ue voluta da Macron è morta sul nascere. Questo non significa che Berlino possa concedere qualcosa a Parigi dopo le elezioni europee ma la scelta spetta e spetterà solo alla Germania. Macron non potrà controllare il processo. Merkel, obtorto collo, sì. La cancelliera si ritrova ancora una volta ago della bilancia in vista delle elezioni europee, mai così importanti come questa volta. Tutti i sondaggi danno in grande espansione la variegata e per certi versi pittoresca costellazione sovranista ma il Ppe, in larga parte dominato dalla Cdu, resterà comunque il primo partito. E a un certo punto sarà la Merkel, più o meno esplicitamente, a stabilre la scelta di campo.

MACRON E SOVRANISTI, CON LA SCHEGGIA IMPAZZITA DELLE FORZE ANTI ESTABLISHMENT

Lo schema sembra ormai chiaro. Da una parte un asse transnazionale europeista che rischia però, considerando il declino del Pse, di mettere in campo più debolezze che punti di forza. Dall'altra parte i sovranisti, che comunque potrebbero faticare e non poco a rendere "integrata" la loro alleanza. E poi c'è la scheggia impazzita degli indipendenti "né di destra né di sinistra" come li chiama Luigi Di Maio, quelle forze anti establishment non ideologiche che aderiranno al progetto del Movimento Cinque Stelle. Non c'è dubbio su dove tiri il vento elettorale. E non è verso sinistra.

L'AVVICINAMENTO TRA PPE E SOVRANISTI

A questo punto la Merkel, che influenzerà per forza di cose le mosse del Ppe, ha due opzioni: aggregarsi al carrozzone riformista o aprire al dialogo con sovranisti e anti establishment. E la seconda opzione sembra la più probabile. Le manovre di avvicinamento sembrano già cominciate. La candidatura del falco Weber rivela già l'intenzione del Ppe di aprire un canale verso destra. La Merkel, meno incauta di Macron, non ha ingaggiato uno scontro frontale con il governo italiano, nemmeno nel momento di polemica più acuta tra Roma e Bruxelles. Negli scorsi giorni ha anzi lodato Giuseppe Conte e ha parlato di "clima di fiducia" tra Germania e Italia dopo aver avuto un colloquio con Mattarella.

IL "CONTRATTO" DI SALVINI E LA SVOLTA DELLA LE PEN

Anche dal fronte sovranista arrivano segnali importanti per una possibile collaborazione. Matteo Salvini dalla Polonia ha parlato di una sorta di "contratto" da presentare al Ppe per lavorare insieme dopo le elezioni di maggio. Marine Le Pen ha dato una svolta storica alla sua retorica anti euro dicendo che non è più in agenda l'uscita dalla moneta unica e che l'Ue si può cambiare da dentro, usando le sue istituzioni. Tutti aspettano che cosa farà Angela. Lunedì la "ragazza dell'Est" apporrà una firma su un pezzo di carta insieme a Macron. Ma in ogni caso non quel pezzo di carta non sarà un assegno incassabile dalle parti di Parigi.

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