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Geopolitica
Elezioni India/ Candidati, programmi, economia, geopolitica: 10 cose da sapere
Foto: LaPresse

Da giovedì 11 aprile fino al 19 maggio oltre 900 milioni di indiani sono chiamati alle urne per le elezioni generali, che si preannunciano come una sfida tra i due partiti storici, il Partito del Popolo indiano del premier uscente Narendra Modi, in lizza per un secondo mandato, e il Partito del Congresso di Rahul Gandhi, all'opposizione.

Ecco 10 cose da sapere sulle elezioni in India

1. TEMPI E NUMERI

Si tratta di un voto a 'puntate' che durera' sei settimane per rinnovare i 543 seggi del Lok Sabha, la Camera Bassa. I 29 stati voteranno a turno con sette date in agenda mentre i risultati dovrebbero essere comunicati il 23 maggio. Sara' il colore politico del Parlamento indiano a determinare poi quello del governo centrale. Queste elezioni sono le piu' importanti mai organizzate in India con circa 8 mila candidati in lizza e un milione di seggi allestiti. Un ruolo importante sarà giocato dai giovani, con circa 83 milioni di nuovi elettori rispetto alle precedenti elezioni del 2014.

2. I PRINCIPALI CANDIDATI: LA SFIDA TRA NARENDRA MODI E RAHUL GANDHI

In sostanza si ripete il faccia a faccia tra le due storiche formazioni politiche della piu' grande democrazia al mondo, con un 'duello' tra Modi, leader del Bahratiya Janata Party (Bjp), e Gandhi, presidente dell'Indian National Congress (Inc). Due le strade che si apriranno per la potenza emergente: confermare al potere i nazionalisti indiani oppure scegliere l'alternanza. 

3. GLI ALTRI PARTITI

Ago della bilancia elettorale saranno i partiti regionali rimasti fuori dalle alleanze politiche che fanno capo ai due principali partiti: da una parte la National Democratic Alliance (Nda) legata al Bjp e dall'altra la United Progressive Alliance (Upa), alleata del Congresso. Tra le formazioni rimaste 'indipendenti' gode di una certa influenza il Samajwadi Party (Sp), di Akhilesh Yadav, nell'Uttar Pradesh, che ha la sua base elettorale tra le caste basse hindu e tra i musulmani. Molto seguito anche il Bahujan Samaj Party (Bsp) di Mayawati, principale leader dei dalit indiani, gli "intoccabili". Nel West Bengal e' invece in posizione di forza il Trinamool Congress di Mamata Banerjee, la leader che governa questo stato orientale dal 2011, interrompendo 35 anni di dominio di forze politiche di sinistra. 

4. IL PROGRAMMA DI MODI

"Un'India determinata, un'India piu' potente" e' lo slogan del programma elettorale del Bjp del nazionalista Modi, 68 anni, che trionfo' alle ultime elezioni del 2014, quando riusci' a conquistare 282 seggi in Parlamento, circa il 31% dei consensi. Il Partito del Popolo indiano e' una costola della potente organizzazioni nazionalista hindu, Rashtriya Swayamsevak Sangh (Rss). Punti centrali degli impegni di governo per i prossimi 5 anni sono la sicurezza nazionale, con il proseguimento della politica "tolleranza zero" contro il terrorismo, il rilancio dell'economia indiana per farla diventare la terza piu' forte al mondo entro il 2030. Sul piano sociale Modi ha annunciato ingenti investimenti per migliorare le condizioni di vita degli agricoltori con un raddoppio del loro reddito entro 3 anni e la garanzia di ottenere la pensione per quanti hanno superato 60 anni. In risposta alle sterminate richieste di cure, in un Paese di 1 miliardo e 360 milioni di abitanti, il premier uscente ha prospettato la creazione di 75 nuove facolta' di medicina. A sostegno dell'industria manifatturiera il Bjp portera' avanti il suo programma "Make in India", che si basa sulla capacita' di attrarre investimenti.

5. IL NAZIONALISMO INDU'

Centrale nel programma di Modi anche la costruzione di un tempio dedicato a Ram nel sito di Ayodhya, nel punto in cui nel '600 sorgeva una moschea moghul, distrutta da estremisti indu' nel 1992. Il partito arancione del Bjp si e' impegnato a cancellare l'articolo 35 della Costituzione indiana che assegna al Jammu e Kashmir lo statuto di regione speciale. La base elettorale di Modi appartiene infatti alla maggioranza indù, e lo stesso Modi ha sempre puntato e continua a puntare su un forte nazionalismo che ha messo in difficoltà le minoranze, in particolare quelle musulmane.

6. LE ORIGINI DI MODI

Il volto di Modi, barba bianca e occhiali sottili, e' onnipresente nella vita quotidiana degli indiani: cartelloni e inserti ufficiali, trasmissioni radiofoniche, copertura mediatica continua, reti sociali e un film in visone gratuita al cinema. Venditore di te' durante la sua infanzia, il premier uscente gode tutt'ora di grande popolarita' grazie alle sue origini popolari, all'immagine di uomo forte e per il suo atteggiamento determinato nei confronti del 'fratello nemico' pachistano. Tallone di Achille della sua presidenza e' il bilancio economico, che ha patito del fallimento della messa fuori corso, a sorpresa, delle banconote da 500 e 1000 rupie per lottare contro l'evasione fiscale. Il tasso di crescita del 6,7% e' positivo ma considerato insufficiente viste le potenzialita' del Paese e le sue sfide demografiche, in particolare l'insufficienza creazione di posti di lavoro per il milione di giovani che ogni anno entrano sul mercato mentre nelle campagne crescono malcontento e poverta'.

7. IL PROGRAMMA DI GANDHI

Il principale contendente di Modi e' il 48enne Rahul Gandhi, subentrato alla madre Sonia alla guida del partito del Congresso che sta cercando di rinnovare e ristrutturare, dopo lo schiaffo elettorale di 5 anni fa, quando ottenne solo il 19,31% dei consensi, il peggior risultato della sua storia. Prosperita' e benessere sono i punti centrali del suo programma elettorale. Per raggiungere questi traguardi Gandhi destinera' alle famiglie piu' povere - il 20% della popolazione - un reddito minimo garantito oltre a una serie di misure per far aumentare l'occupazione, cancellare i debiti dei contadini, sviluppare l'agricoltura, modificare il sistema di tassazione. Il Congresso rivolgera' un'attenzione particolare alle donne con la revisione delle leggi sul lavoro femminile, la creazione di un'agenzia speciale di investigazione sui crimini contro donne e bambini e quote rosa del 33% in Parlamento. Gandhi ha anche promesso di rafforzare la lotta alla corruzione, riformare alcune leggi elettorali, accrescendo i controlli sul voto elettronico e regolamentando i finanziamenti ai partiti. 

8. LE ORIGINI DI GANDHI

Pronipote, nipote e figlio dei primi ministri indiani, Rahul incarna l'avvento di una nuova generazione della famosa dinastia politica Nehru-Gandhi. Oltre ad avere il pesante fardello di rinnovare e riportare al potere il longevo e logorato Congresso ambisce ad indirizzare l'India sulla via dell'alternanza dopo anni di dominio dei nazionalisti. A dare forza alla sua candidatura c'è anche quella della sorella Priyanka, considerata una donna dal carisma molto forte.

9. LE TENSIONI CON IL PAKISTAN

Le elezioni generali indiane si svolgono in un clima di rinnovata tensione con il Pakistan sul territorio conteso del Kashmir, Stato a maggioranza musulmana amministrato da Nuova Delhi e Islamabad. A riaccendere la crisi diplomatica piu' grave dal 1971 - anno della guerra indo-pachistana per il dominio su quel territorio - e' stato un attacco kamikaze che lo scorso 14 febbraio ha mietuto 42 vittime tra le forze di sicurezza indiane nel Kashmir. Nuova Delhi ha reagito facendo bombardare il villaggio pachistano di Kotli, con un bilancio di circa 350 morti.

10. LA SFIDA ALLA CINA

Nei prossimi anni giocherà un ruolo fondamentale la competizione regionale con l'altro gigante asiatico, la Cina. In un momento di rallentamento per Pechino, alcuni paesi tradizionalmente nella sfera d'influenza indiana stanno rimettendo in discussione alcuni progetti legati alla Belt and Road Initiative (Nuova Via della Seta) di Pechino per tornare a considera Nuova Dehli il proprio partner principale. Anche il lancio del programma spaziale va in questo senso, con l'India che ambisce a essere sia partner sia competitor di pari grado con la Cina, nonostante l'attuale ritardo. In questo senso va tenuto d'occhio il futuro sviluppo della Quad, l'alleanza quadrilaterale con Usa, Giappone e Australia concepita per contenere nell'Indo Pacifico l'espansione cinese.

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