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Geopolitica
"Aquisgrana, trattato modesto. Asse franco-tedesco mai così debole"

Tanta forma e poca sostanza. Potrebbe essere riassunto così il trattato di Aquisgrana sottoscritto da Emmanuel Macron e Angela Merkel che, più che rilanciare con piena forza l'asse franco tedesco, sembra sottolineare le reciproche debolezze. Affaritaliani.it ha intervistato in merito Antonio Villafranca, research coordinator del settore Europa e governance globale dell'Ispi.

Qual è la portata del trattato di Aquisgrana?

L'incontro tra Merkel e Macron è stato fatto per rilanciare il trattato liberale sottoscritto 50 anni fa da Adenauer e De Gaulle, il quale diede il via a quello che possiamo considerare l'asse franco tedesco. In realtà, andando a leggere il documento sottoscritto oggi da Francia e Germania ci si accorge che la sua portata è piuttosto modesta. 

In che senso? 

Il trattato prevede un maggiore scambio diplomatico tra i due Paesi ma non si va quasi mai oltre alla previsione di riunioni e discussioni. Sì, ci sono nuove modalità per lo scambio linguistico e di giovani ma sinceramente ci si aspettava molto di più.

Quindi il trattato manca di ambizione? Come mai?

La mancanza di ambizione del trattato è sintomatica di quanto sta accadendo in Francia e Germania. Macron è alle prese con vari problemi sul fronte interno, in primis i gilet gialli, che lo hanno indebolito di molto. La stessa Merkel, pur conservando la cancelleria, ha dovuto abdicare alla segreteria della Cdu negli scorsi mesi. Per forza di cose due leader non più così forti indeboliscono l'asse franco tedesco.

Eppure c'è chi, soprattutto da destra, ha messo in risalto soprattutto i presunti "pericoli" di questo trattato.

Certo, l'estrema destra e Marine Le Pen ne hanno approfittato in Francia per mettere dentro questro trattato qualcosa che non c'è. Si è detto che con questo trattato la Germania guadagna una posizione di forza ancora più significativa sulla Francia. Qualcuno ha persino paventato la possibilità di un futuro controllo quasi totale dell'Alsazia Lorena da parte di Berlino. Cosa che, ovviamente, non sta né in cielo né in terra. Questo documento poco ambizioso viene usato in maniera strumentale da chi vuole avvelenare un clima politico già di per sé piuttosto complesso, soprattutto in vista delle elezioni europee di maggio.

Ma l'asse franco tedesco esiste ancora?

Questo trattato conferma che l'asse è molto meno forte e stabile di quanto non lo fosse in passato. Dall'altro lato si conferma sbilanciato verso Berlino, pur non avendo più la forza motrice dei decenni passati.

Il progetto di riforme dell'Ue di Macron si è definitivamente arenato?

Nel 2017 Macron è stato eletto con l'inno alla gioia e con le bandiere europee sullo sfondo. Ha subito presentato un progetto ambizioso di rilancio dell'Ue. Tra le iniziative di cui parlava Macron possiamo citare la revisione del bilancio dell'Eurozona con finalità redistributive, una sorta di tabù per i Paesi nordici compresa la Germania. C'era poi la questione del ministro delle Finanze europeo, il completamento dell'unione bancaria. Tutte iniziative delle quali si è fatto poco o nulla, anche e soprattutto delle resistenze tedesche. La Merkel ha fatto solo piccole concessioni sul bilancio ma la portata dei cambiamenti è stata minima e non ha certo seguito l'ambizione di Macron il cui indebolimento ha poi contribuito a rendere ancora più difficili le sue ambizioni europeiste.

Macron e Merkel sembrano però convergere sul tema della difesa e dell'esercito comune.

Anche qui si tratta di piccoli passi avanti che però sono più simbolici che non nella sostanza. Non mi pare che il trattato di Aquisgrana aiuti a creare una vera politica estera di sicurezza comune.

Alle elezioni europee saranno alleati oppure si ritroveranno su fronti opposti?

Sicuramente nessuno dei due farà parte del fronte populista e sovranista. La questione che resta aperta è capire se Macron e il suo partito saranno alleati della Cdu e del Ppe oppure, come sembra, costituiranno un gruppo politico diverso tramite un'alleanza con i liberali.

E' possibile che il Ppe si allei con i sovranisti?

Dipenderà dall'esito del voto. Si tenga comunque conto che all'interno del Ppe ci sono già dei sovranisti, come per esempio i polacchi. E non si ha nessuna intenzione di eliminarli. Dall'altro lato, però, al momento secondo i sondaggi le tre grandi famiglie europeiste tradizionali (Ppe, socialdemocratici e liberali) tutte insieme dovrebbero mantenere una leggera maggioranza, pur vedendo ridurre il proprio numero di parlamentari. La partita è ancora tutta da scrivere ma una cosa possiamo dirla: il trattato di Aquisgrana non è un segnale di forza dell'asse franco tedesco.

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